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Sal Da Vinci, dopo il trionfo al Festival di Sanremo 2026, premiato dal sindaco di Napoli. Assieme a lui tutti gli altri artisti campani che si sono distinti nella kermesse


Napoli celebra i suoi protagonisti del Festival di Sanremo con una cerimonia ufficiale che profuma di musica, orgoglio e appartenenza. Nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, il sindaco Gaetano Manfredi ha consegnato la targa con la medaglia della città a Sal Da Vinci, trionfatore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”. Un riconoscimento simbolico ma carico di significato, con cui la città ha voluto rendere omaggio non solo alla vittoria sanremese ma anche al percorso artistico dell’interprete napoletano.

TARGA E MEDAGLIA PER SAL DA VINCI

La targa consegnata al cantante, il cui vero nome è Salvatore Michael Sorrentino, celebra il suo contributo alla tradizione musicale partenopea. Nell’incisione si sottolinea come l’artista, con bravura, professionalità e passione, abbia saputo onorare l’enorme patrimonio della musica napoletana conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Un percorso artistico che affonda le radici nella storia familiare: Sal Da Vinci ha infatti raccolto e proseguito l’eredità musicale del padre, Mario Da Vinci, storica voce della canzone napoletana.

Visibilmente emozionato, il cantante ha voluto condividere il merito della vittoria con la sua terra. “Devo ringraziare la mia terra, perché se sono così è grazie alla mia terra che mi ha sempre sostenuto e accompagnato”, ha detto durante la cerimonia. L’artista ha poi aggiunto di sentirsi lusingato per il riconoscimento ricevuto dalla città, sottolineando però che la vittoria non appartiene soltanto a lui. “Io sono stato solo un trasmettitore – ha spiegato – questa è la vittoria di tutte quelle persone che nella vita, nonostante le difficoltà e le avversità, lottano per realizzare il proprio sogno”. Un messaggio che ha voluto dedicare a tutti, ribadendo con forza un principio che considera fondamentale: “Non esistono esseri umani di Serie A e di Serie B, esistono gli esseri umani”.

SANREMO 2026, NAPOLI VINCE LO SCUDETTO DELLA MUSICA

Durante l’incontro, il sindaco Manfredi ha parlato di una vera e propria annata d’oro per la musica napoletana. “Quest’anno possiamo dire che abbiamo vinto lo scudetto della musica”, ha dichiarato il primo cittadino, accompagnato dall’assessora al Turismo Teresa Armato, dal consigliere per l’industria musicale Ferdinando Tozzi e dalla presidente del Consiglio comunale Enza Amato. L’amministrazione ha voluto celebrare non solo il vincitore, ma tutti gli artisti partenopei che hanno portato Napoli sul palco dell’Ariston.

Tra i protagonisti dell’ultima edizione del festival figuravano infatti anche Luchè, Samurai Jay, LDA e Aka 7even. Per loro era previsto un riconoscimento analogo, ma gli impegni professionali non hanno consentito agli artisti di partecipare alla cerimonia.

A rappresentare la nuova generazione musicale campana era invece presente Mazzariello, giovane cantautore nato a Scafati e cresciuto a Siano, che al Festival si è distinto tra le nuove proposte conquistando il Premio Enzo Jannacci. Il musicista ha raccontato con entusiasmo l’esperienza sanremese, descrivendola come un momento intenso ma anche incredibilmente divertente. “A Sanremo c’è sempre tanta ansia in giro, ma io mi sono divertito tantissimo”, ha spiegato, confessando di faticare ancora a credere a ciò che è accaduto. “Guardo il video e penso: ma quello sono io? È incredibile”. Il riconoscimento ricevuto a Napoli, ha aggiunto, ha per lui un valore speciale perché arriva dalla città in cui affondano le radici della sua musica.

PREMIATI GLI ALTRI PROTAGONISTI PARTENOPEI DEL FESTIVAL

La cerimonia è stata anche l’occasione per premiare alcuni dei protagonisti dietro le quinte del festival. Tra i riconoscimenti consegnati dal Comune ci sono stati quelli ai direttori d’orchestra napoletani Enzo Campagnoli, Adriano Pennino e Checco D’Alessio, figure fondamentali nella costruzione delle performance sul palco dell’Ariston.

Per Campagnoli, arrivato al suo ventesimo Festival, il riconoscimento ha assunto un valore ancora più forte. Il maestro ha infatti dedicato simbolicamente questa edizione al collega e amico Peppe Vessicchio, con cui ha condiviso oltre trent’anni di lavoro. Un pensiero condiviso anche da Pennino, che ha ricordato con emozione il celebre direttore d’orchestra, sottolineandone le qualità umane oltre che artistiche: educazione, garbo e raffinatezza, caratteristiche che lo hanno reso un punto di riferimento per tanti musicisti.

Infine Checco D’Alessio, nipote di Gigi D’Alessio e cugino di LDA, ha parlato di un momento particolarmente positivo per la scena musicale partenopea. Secondo il maestro, la presenza massiccia di artisti napoletani a Sanremo rappresenta il segnale di una vera rinascita culturale e artistica. “È un momento straordinario non solo per la musica, ma per tutto il popolo napoletano”, ha detto, sottolineando come quest’anno Napoli abbia saputo lasciare un segno forte sul palco più importante della canzone italiana.

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