Tempo di lettura 3 Minuti

NAPOLI – Girone di andata nel dimenticatoio (non ne potevamo più…), iniziano i retour matches, necessita non un’inversione di tendenza, bensì una voglia di vincere che deve travasarsi dal tecnico (di rabbia quando calcava i campi di gioco ne distribuiva in quantità industriale) ai calciatori, che sembrano sfiancarsi troppo presto, che devono, invece, dare piglio a tutte le risorse, aggredire e non giocherellare, esercitare pressing alto, affondare sulle fasce con la determinazione che deve entusiasmare il pubblico, mostrare di avere polmoni, cuore e razionalità. In definitiva non bisogna, ma si deve vincere perché dopo tre sconfitte consecutive in casa, non si possono accettare altri tipi di risultato, confidando, in questa gara, anche di due campioncini ( il diminutivo appartiene ai nuovi arrivati perché occorre vederli all’opera nel nostro campionato…, quali Lobotka e Demme, pronti a supportare il centrocampo che è stato il vero tallone di Achille della compagine targata Gattuso. Ed il Mister ha trovato le soluzioni nel reparto difensivo? Tra i pali fiducia ad Ospina, e non per il rigore parato a Iemmello nella partita contro il Perugia, ma per un problema fisico di Meret, mentre la linea della retroguardia opererà con Di Lorenzo sul settore destro ( finalmente nel ruolo che predilige), Manolas e Luperto centrali, fidando in un recupero totale dello stopper che sostituisce Koulibaly, Hysaj sull’out sinistro, vuoi per dare seguito a prestazioni al di sopra della sufficienza, vuoi per contrastare Chiesa che agirà su quella fascia. Il punto dolente per Gattuso è dare ancora spazio a Ruiz, oppure tentare di fargli assimilare, una volta per tutte, che è indispensabile giocare la palla con “un tocco e via” senza avventurarsi in finte di corpo e dribbling esagerati che creano scompensi ai difensori e non velocizzano la manovra d’attacco: Allan e Zielinski proveranno a stargli al fianco per essere depositari di passaggi che faranno in modo da aprire spazi nella rigida chiusura disposta da Iachini a difesa dell’area di rigore, che i viola intaseranno. E per l’attacco, i due esterni, Callejon (che il Gennaro allenatore lo istruisca sui movimenti che lo hanno reso goleador o assist man) ed Insigne, che sembra, ripetiamo sembra, stia tornando a livelli accettabili e stia profondendo impegno, a dispetto di alcune prestazioni svogliate, a far da “compari” a Milik, al quale va ripetuto che giocare spalle alla porta è un favore reso all’avversario, per cui che guardi e punti, come un bersaglio, la rete avversaria, ricorrendo più volte al tiro dalla distanza ed a farla da padrone sui cross che giungeranno, lo si spera, al limite degli undici metri. Ed all’allenatore chiediamo di urlare, come è suo solito , suggerimenti ed incitamenti, ma eviti di agitarsi con le braccia a mò di vigile urbano, perché è più semplice per gli atleti sentire che vedere…..

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •