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NAPOLI. Gattuso non proprio come Mourinho: a suo tempo, nei momenti di difficoltà, l’allenatore portoghese scaricava su di sé le colpe per i mancati successi, mettendo al riparo dalle critiche i calciatori, di diverso avviso il tecnico calabrese che, invece, addossa le colpe dei flop nei risultati, alla mancanza di “veleno” dei suoi, all’affollamento dei pensieri degli atleti, derivati dall’eccessivo smanettamento con i social, via cellulare, e tralasciando le deficienze che appaiono evidenti nella carenza di gioco e di schemi.

All’ex trainer dell’Inter del “triplete”, i successi si accavallavano e le soddisfazioni per i tifosi si moltiplicavano, mentre alle falde del Vesuvio, il “titulo” della manifestazione tricolore che garantisce la coccarda sulle mag nel campionato in corso, non può essere considerato il toccasana per un popolo che ambisce a ben altri traguardi. Le polemiche dopo la vittoria ad Udine non si sono placate, anzi si sono notevolmente ingigantite, non accettando, sia giornalisti della carta stampata, sia conduttori di trasmissioni sportive via etere ( tacciati, senza mezzi termini, di diffondere “stronzate” cui facevano riscontro le risposte dei calciatori, intenti più a giustificarsi che a lavorare ndr) le motivazioni addotte dall’allenatore partenopeo per far deglutire i bocconi amari delle sconfitte, soprattutto quella inopinata e sconsiderata contro lo Spezia.

Capita a fagiolo, almeno sulla carta, l’ottavo di finale di Coppa Italia, avversario l’attuale capolista della serie B, l’Empoli allenato da Dionisi, che insieme alla Spal ospite del Sassuolo, rappresentano le superstiti del campionato cadetto, i toscani avendo eliminato precedentemente il Benevento con un fantasmagorico 4 – 2 ed il Brescia con un secco 3-0 : l’occasione è propizia per diversi motivi, legati, in primis, ai rientri di Koulibaly e Mertens, assenti per infortuni, muscolari il primo, per una distorsione alla caviglia il secondo, ma anche per dare coraggio a Rrhamani, autore, forse per eccessiva superficialità, della gaffe che aveva consentito all’Udinese di recuperare il risultato, di ritornare a prendere fiducia, questa volta grazie alla presenza del senegalese, che con la sua prestanza e la sua sicurezza, darà la necessaria garanzia per eventuali disattenzioni.

Non sarà la gara per i campioni uscenti, in grado di cancellare dubbi ed incertezze sul rendimento altalenante del Napoli, ma servirà per chiarire su quali uomini puntare per uno schieramento più duttile, meno arzigogolato, soprattutto alla luce del lontano rientro di Osimhen al centro dell’attacco ( tampone ancora positivo al COVID 19), che dovrebbe convincere il barbuto allenatore azzurro, ad allontanarsi sempre più dallo schema che prevede un solo attaccante davanti al trio Politano, Zielinski, Insigne, ora che Petagna ha acquisito i galloni di titolare, in ballo per la maglia di puntero solo con Llorente ( ormai è garantita la sua presenza a libro paga fino a giugno ndr), almeno fino a quando ( contro la Fiorentina?) non tornerà definitivamente in quel ruolo il belga.

La formazione ipotizzata, almeno in partenza dovrebbe essere la seguente (4-2-3-1): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Maksimovic, Ghoulam, Demme, Lobotka, Politano, Elmas, Insigne, Llorente, sempre che non decida all’ultimo momento di inserire, per accumulare minutaggio, Koulibaly e Mertens per assaporare nuovamente il clima partita. Sull’altro fronte molte seconde linee anche perché è alle porte un match importante per i toscani, al Castellani contro la Salernitana, vice capo-classifica, domenica prossima in serata (4-3-1-2): Furlan, Cambiaso, Casale, Pirrello, Terzic, Ricci, Damiani, Hass, Bajrami, Matos, Olivieri.

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