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Novantasei ore e si rigioca, per alcuni, molte più ore per qualche altro, Jesus,Demme, Petagna, ma nessuno si agita per la defezione di Osimhen, che si cura, anche a base di pizze fritte ( è stato immortalato in una nota pizzeria partenopea alle prese con l’impasto di questa specialità napoletana ), il tutto per non marcare visita all’appuntamento, delicato e non irto di difficoltà, con gli scaligeri, nel pomeriggio domenicale, forte anche del bel tempo, climaticamente scrivendo, che le previsioni annunciano per quella data. Spalletti non fa mistero intorno alla formazione che sarà schierata al “Pepsi arena” ( è in virtù di una sponsorizzazione che gli è stato dato questo nome…ndr), preannunciano una staffetta in attacco, con Petagna primo a scendere in campo, per poi essere sostituito da Mertens, che ha dimostrato di non essere ancora al top, di trovare difficoltà ad operare quale prima punta, soffrendo, come pochi, l’assenza di Insigne, che conosce a menadito i tagli del belga, gli affondo di cui è dotato Mertens, abile soprattutto a dialogare negli spazi stretti, operazione difficoltosa per Lozano, comunque pronto, il messicano, a sistemarsi sull’out destro, dove sembra offrire risultati migliori. Spalletti, dal canto suo, sembra godere di una serenità incommensurabile, che riesce a trasmettere all’intero gruppo, passando dalla battuta lanciata amichevolmente ai giornalisti presenti a Castelvolturno, prima “bersagliati” dalle sue parole “libertà di stampa, libertà di stampa”, per stoppare qualunque illazione sul mancato utilizzo di Insigne a Salerno, a quella con la quale ha voluto che i corrispondenti delle varie testate rimanessero ben oltre i dieci minuti consentiti per assistere all’allenamento, ultimo prima della partenza per la Polonia: “ Si sono inzuppati di pioggia, lasciamoli restare fin quando vogliono, non siamo stoici noi, bensì voi che rimanete sotto questo diluvio…!” Le notizie diffuse dallo staff medico del Napoli non risultano incoraggianti: Osimhen e Malcuit hanno svolto lavoro personalizzato in palestra, Fabian allenamento personalizzato in campo per un leggero affaticamento all’adduttore sinistro, mentre Insigne ha continuato e completato la tabella di recupero in seguito all’affaticamento accusato sabato, per cui Insigne e Ruiz non sono partiti per varsavia, ed infine lavoro in piscina per Manolas.

Tutto ciò mette in difficoltà Spalletti, che tra l’altro ha sempre riconosciuto grandi doti professionali allo staff medico, al punto da non forzare alcun rientro di giocatori nella lista da utilizzare per le gare di ogni competizione: formazione con molti dubbi, ma, come sempre, ricca di certezze, con Demme che viene confermato valido sostituto dello spagnolo, e Lozano dirottato sul settore sinistro, per far posto a Politano sulla destra, facendo saltare lo schieramento che aveva in mente il tecnico toscano, se fosse stato della partita il capitano. Nessuna variazione per la retroguardia, con Koulibaly, assente per squalifica nella gara contro il Verona, a far coppia con Rrahmani, Di Lorenzo e Jesus (Rui è squalificato), ormai diventata un fortino insormontabile, e magari con Zanoli pronto ad inserirsi sulla fascia sinistra, in caso di difficoltà del brasiliano, mentre Anguissa troverà nel tedesco un altro compagno di reparto in grado di essere di aiuto, nel momento in cui vorrà dar man forte al settore avanzato. Era partita fondamentale per non perdere contatto dalla vetta del girone, occupata ancora dai polacchi, la gara di andata di due settimane addietro, lo è ancor di più quella di ritorno, risultando importante non perdere, sperando, in questo caso, che termini in parità l’altro scontro tra Leicester e Spartak Mosca: inutile sottolineare, come si è visto a Salerno, quando sono mancati contemporaneamente Osimhen, per infortunio, e Koulibaly per espulsione, che la squadra è andata in difficoltà per l’assenza delle pedine, indispensabili per attacco e difesa, per cui la gara con il Legia assume duplice significato, stabilire se le alternative garantiscono in termini di validità del modulo (4-3-3) e se la fatica di calciatori che stanno tirando la carretta da mesi non si affacci pericolosamente all’orizzonte. Cartina di tornasole per Spalletti e per le ambizioni europee, sperando che non si cominci ad abdicare in Europa League…..


LEGIA VARSAVIA (3-5-1-1): Miszta; Kedrzejcyk, Wieteska, Nawrocki; Johansson, Slisz, Kharatin, André Martins, Mladenovic; Josué; Emreli. All. Golebiewski.
NAPOLI (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Jesus; Demme, Anguissa, Zielinski; Politano, Petagna, Lozano. All. Spalletti.
Arbitro: Lawrence Visser (Belgio) Guardalinee: De Neve e Wyns (Belgio)
IV uomo: Van Driessche;
VAR: Millot (Francia)-Lambrechts (Belgio).

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