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Circa trentamila salernitani non sono vaccinati, pur potendo. Sono l’esercito dei contrari e degli indecisi. O magari aspettano solo tempi migliori. In certi casi, va rievocato, non aiuta nemmeno la comunicazione sui vaccini. La quota di rinunciatari – con qualche approssimazione – si ottiene dai dati disponibili. Si parte dal primo: la popolazione provinciale è di 1.075.299 persone, al primo gennaio (Istat). A queste ne vanno detratte 603.570. Sono i cittadini della fascia 0-49 anni, finora non vaccinabili, per limiti d’età. Per i quarantenni, però, l’attesa è finita. Da oggi è aperta la piattaforma per i campani tra i 45 e i 49 anni. Da martedì 18 maggio, via libera anche alla fascia 45-49 anni. Il nostro computo parziale, tuttavia, deve fermarsi a ieri. E fino a 24 ore fa, il totale dei vaccinabili, in provincia, era di 471.729 persone. Secondo i dati forniti dall’Asl, sinora, risultano vaccinati in 392.960 (circa 100.000 anche con richiamo). A questi se ne sommano altri 50.000: sono quelli del Ruggi d’Aragona, cifra raggiunta ieri. Una contabilità separata, in quanto azienda ospedaliera, provvista di autonomia. In tutto, siamo a circa 443.000 vaccinati, tra prima e seconda dose. La cifra comprende anche under 50, tra le categorie prioritarie: settore sanità, forze dell’ordine, personale scolastico. Ma comunque, senza siero ne restano circa 30.000 (6.3%). Non vaccinati per scelta, o forse necessità. Il gruppo più indecifrabile, per motivi intuibili, sono gli anziani. Ad esempio gli over 80. All’Asl spiegano di averne censiti 10.000, tra i mai registrati in piattaforma. Le ragioni possono essere varie. Tra le più comuni, la difficoltà nell’utilizzo di strumenti informatici. Poi c’è la motivazione più desolante: la solitudine. Vivendo in condizioni di marginalità, coatta o volontaria, sono spesso irraggiungibili. E quindi, non di rado, impossibilitati a prenotarsi. Su questi 10.000, l’Asl precisa di averne recuperati 3-4mila. Un’operazione realizzata con gli Open Day, riservati a tali classi d’età.

Ma gli anziani non sono gli unici refrattari a vaccinarsi. «Fondamentalmente abbiamo due meccanismi, nella decisione di non farsi immunizzare – argomentano all’Asl Salerno-, ed entrambi tendono a crescere col diminuire dell’età. Ci sono i tipi proprio contrari, oppure quelli che non hanno fretta, che aspettano». Insomma: No Vax e Ni Vax, oltranzisti e moderati, pasdaran e tentennanti. Una massa critica non indifferente, pronta a dribblare il vaccino. Inoltre, all’azienda sanitaria una convinzione si fa strada: «Il 90enne No Vax non esiste. Per queste persone contano, semmai, le difficoltà organizzative, oppure la contrarietà di un figlio». Caso diverso, quando cala l’età media: qui subentra il fattore “ideologico”, un’ostilità di principio. Ma non mancano gli obiettori per cause contingenti. Una prudenza dettata, anzitutto, dal siero anti Covid. Nel genere vaccini, una specie inedita. E la diffidenza, quindi, cresce. Si pensi alla sperimentazione, dalla tempistica assai ridotta. Ma c’entra anche la tecnica, innovativa per alcune tipologie. Timori – giustificabili o meno – presenti nell’immaginario della popolazione. O almeno di una parte non irrilevante. Ad ogni modo, nessun orientamento è irrevocabile. «E non bisogna dimenticare – ammoniscono all’Asl – che quello per il Covid è un vaccino volontario». Una delle spiegazioni, per interpretare il fenomeno del rifiuto. Una folla, a medio termine, destinata ad aumentare, ampliando la platea di vaccinabili. Anche per una percezione: più si è giovani, meno c’è propensione a immunizzarsi. «Per 2 italiani su 3 l’arrivo dei vaccini contro il Covid – riferivano tre settimane fa l’istituto Demopolis – rappresenta un’occasione concreta per sconfiggere il Coronavirus. Più scettico si dichiara invece un quarto dei cittadini». Il 16% degli intervistati, invece, escludeva di vaccinarsi. «Chiamati a pronunciarsi sull’effettiva somministrazione delle dosi – chiariva il direttore di Demopolis, Pietro Vento – gli italiani si dividono: il 40% vorrebbe vaccinarsi al più presto, non appena sarà possibile. Prevalgono però gli attendisti: il 44% preferirebbe attendere, pensa di vaccinarsi, ma non subito. Vuol capire prima come va». E Salerno non fa eccezione.

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