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Carlo Verdone nell’illustrazione originale dell’artista VALERIO DE CRISTOFARO

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3 minuti per la lettura

Il nostro amato Carlo Verdone, 70 anni appena compiuti e oltre 40 di carriera, ci regala un altro libro pieno di aneddoti, dolcezza, momenti personali. Dopo nove anni dalla pubblicazione de “La Casa Sopra i Portici”, domani uscirà il suo nuovo libro, “La carezza della memoria”, edito da Bompiani.

Un modo gentile per essere comunque presente vista la prolungata attesa per l’uscita in sala del suo ultimo film bloccato dal coronavirus esattamente un anno fa, Si vive una volta sola. Film che Carlo, ed i suoi produttori e distributori Aurelio De Laurentiis e Nicola Maccanico, hanno strenuamente difeso dalle suggestioni e tentazioni delle piattaforme. Per quello bisognerà attendere Vita da Carlo, prossimamente su Amazon Prime Video, scritto da Guaglianone e Menotti, dove l’amato attore di Borotalco e Compagni di Scuola racconta “semplicemente” se stesso. Ma intanto godiamoci questo libro.

«L’ho scritto in 10 mesi – racconta – ha visto le prime pagine durante il lockdown del marzo scorso, per esser completato poco prima di Natale. Tutto ha preso l’avvio da un grosso scatolone sigillato dal mio compianto segretario Ivo Di Persio nel 2013, sul quale aveva scritto “foto, lettere e documenti da riordinare”. Nella solitudine di una giornata di clausura per la pandemia ho deciso di aprire quel grosso cartone. Ricordo la pesantezza e la difficoltà che avevo nel muovermi a causa delle mie anche senza cartilagini, tant’ è che prima di appoggiarlo mi sono bloccato per il dolore e lo scatolone è caduto rompendosi. Davanti a me foto vecchie, recenti, a colori, in bianco e nero, polaroid, lettere, piccoli oggetti, disegni, agende. Seduto su una sedia osservavo tutta quella roba sparpagliata in terra. Ma ogni oggetto, ogni foto, ogni elemento aveva una storia da raccontare, un momento della mia vita che avevo in parte rimosso. E così proprio quel giorno decisi che il libro sarebbe stato il ritornare nel ricordo di quello che vedevo sparso in terra. Pensavo di aver già raccontato molto nei due libri precedenti, ma c’era ancora qualcosa da offrire ai lettori. E così il giorno stesso ho iniziato a scrivere il primo capitolo. Avevo trovato la spinta per iniziare a ripercorrere tempi lontani, momenti attuali, storie sentimentali, episodi esilaranti, incontri dolenti, vicende piene di stupore e poesia che meritavano di esser fermati prima che l’oblio li cancellasse dalla mia mente. Mi sono emozionato a scriverlo perché entravo nel labirinto della memoria. Spero che qualche pagina possa farvi compagnia come una carezza. Ho raccontato di me. Ma qualche emozione forse riguarderà anche voi, ne sono certo».

Un racconto molto personale, cinema e film sono volutamente esclusi. «Non ho voluto toccare nei vari racconti il cinema e i miei film. Non sarebbe stato un libro originale e avrebbe dato alla fine l’idea di una autocelebrazione. Cosa che volevo assolutamente evitare. Si raccontano episodi molto privati con gran coraggio. Ci sono ricordi legati al teatro che iniziai nel 1977 e terminai nel 1981. Ci sono persone normali con una storia profonda da raccontare. Ora comica, ora assurda, ora dolente. C’è la vita normale di tutti i giorni in un arco temporale molto vasto. Io sono coprotagonista insieme alle persone che racconto. Non sono il protagonista assoluto. E protagoniste in alcuni capitoli sono città quali Roma, Napoli, Siena, Gorizia e Torino. Città in cui è avvenuto qualcosa degno di esser raccontato. La forza di questo libro, credo, dovrebbe essere l’assoluta sincerità e la mia vera anima alla ricerca dello stupore nelle persone belle, profonde e nei cialtroni. Giudicherete voi il libro da quello che vi lascerà. Ma sarà difficile che qualcosa non vi tocchi. Almeno lo spero».

Una lettura ovviamente consigliatissima.


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