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Geena Davis e Susan Sarandon in Thelma e Louise

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Questo numero dedicato al cinema delle donne ha un valore simbolico: è interamente curato dalle giornaliste collaboratrici di LunediFilm. Anche l’editoriale è una nostra riflessione. Citando la femminista e Ceo di Facebook Sheryl Sandberg: “Le donne devono sedersi al tavolo delle decisioni” (lean in), ma non può succedere a meno che “gli uomini  non cedano il passo” (lean out) come le risponde l’attivista Gloria Steinem. La parità non è quindi una responsabilità solo femminile.

Celebriamo un altro 8 marzo che per noi donne è una ricorrenza di comodo, svuotata di vero significato, a cominciare dalla data, scelta da media e organizzazioni sindacali per celebrare l’anniversario del rogo di una fabbrica inesistente in cui avrebbero perso la vita centinaia di operaie.

Tutto falso, ma per comodità la data è rimasta ed è ufficiale dal 1977. L’Onu ha invitato i Paesi membri a raggiungere la parità di genere entro il 2030. 

Nel cinema la situazione non è diversa. In 93 edizioni degli Oscar solo cinque donne sono state nominate per la regia (contro 442 uomini) e una, Kathryn Bigelow, l’ha vinto. Lynn, divisione della casa di produzione Groenlandia che realizza solo progetti di registe, condivide dati preoccupanti: nel mondo i film diretti da donne sono solo il 18%, dato dimezzato in Italia.

C’è molta strada ancora da fare. Thelma e Louise avrebbe dovuto cambiare tutto, con più ruoli forti per le donne, ma quasi nulla è stato fatto. Pochissimi film superano, infatti, il test di Bechdel, inventato dalla fumettista Alison, che risponde a una semplice regola: devono esserci almeno due donne, di cui si conosce il nome, che parlino tra loro di qualsiasi argomento che non riguardi un uomo. Fra i titoli approvati dal test: Spice Girls – Il Film.

Il problema riguarda i ruoli, la rappresentanza e il gender gap, la differenza retributiva tra i due sessi. Servono più Spice Girls, Erin Brokovich, Agnès Varda, Lina Wertmüller e Jane Fonda. L’attrice, ricevendo il Golden Globe alla carriera, ha sottolineato che il cinema deve essere il più inclusivo possibile: “Le storie di tutti devono essere viste e ascoltate”.

Le Giornaliste di “LunediFilm”


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