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RIFIUTI zero è più di un semplice proposito. È l’aspirazione massima di quanti perseguono un’idea di società il più possibile rispettosa dell’ambiente. Tuttavia, fare dei rifiuti non scarti ma risorse è pratica ancora poco diffusa. Rare sono le realtà riuscite a ridurre gli sprechi sino a non produrre più spazzatura. Ancora più rare le realtà che hanno abbinato a questo, la capacità di consumare soltanto prodotti locali, risparmiando sui trasporti e dunque sull’emissione di CO2 e promuovendo l’identità e l’economia del luogo. Esse rappresentano un modello, da studiare e da imitare.

Uno di questi esempi virtuosi si trova a Caggiano, paese dell’Appennino lucano in provincia di Salerno. Qui, nella scuola comunale, dal 2007 è operativa la “Mensa a metro zero e rifiuti zero”. Dal punto di vista del riciclo, si caratterizza già da dieci anni per l’utilizzo esclusivo di stoviglie e tovaglioli convenzionali e per l’eliminazione di plastica monouso, nonché per l’utilizzo di acqua proveniente dal vicino distributore comunale della “Casa dell’acqua”. Non solo. Agli studenti vengono offerti soltanto piatti cucinati con prodotti del territorio. Con una particolarità: la mensa non si rifornisce esclusivamente dagli agricoltori, ma anche dalle stesse famiglie degli alunni fruitori del servizio con i prodotti dell’orto.

Come spiega al Quotidiano del Sud l’ex assessore di Caggiano e responsabile del progetto, Maria Vittoria Maradei, «l’idea è nata in considerazione del fatto che il nostro è un territorio a vocazione agricola, molti genitori degli alunni sono produttori in particolare di olio extravergine di oliva». E così questi lasciano nei frantoi della zona qualche quantità di olio destinato al consumo dei loro figli a scuola e conferiscono direttamente alla mensa altri prodotti della terra come legumi e patate. Il pane e la pasta, inoltre, sono fatti interamente con grano locale Senatore Cappelli. E ancora, «proprio in un periodo in cui in Italia si discuteva del rischio che alcune passate contenessero pomodori provenienti dalla Cina – spiega la Maradei – alla mensa di Caggiano abbiamo introdotto una passata fatta con i pomodori del territorio, conferiti dai genitori in un laboratorio autorizzato che li trasforma, li imbottiglia, li controlla e etichetta». Questo sistema consente poi ai genitori di fornire ai figli prodotti genuini ed anche di risparmiare. La Maradei afferma che «ogni prodotto fornito dà diritto a uno sconto sulla quota mensa, se si forniscono tutti i prodotti (olio, pomodori, legumi, patate, grano) la quota è azzerata».

Dall’anno scorso sono stati introdotti nel menù anche alcuni prodotti tipici locali iscritti al registro regionale come il pasticcio, la soppressata caggianese e la pizza roce. «E in questo periodo – aggiunge la Maradei – abbiamo introdotto anche alcuni nostri prodotti tipici del Natale come le zeppole salate e le rosette, oltre al succo di melograno e la confettura di mele annurche». A novembre la responsabile del progetto Maradei ha ritirato, insieme al sindaco Modesto Lamattina e alla prof.ssa Milena Cafaro, un premio conferito dal Ministero dell’Ambiente. “La mensa scolastica di Caggiano è un motivo di orgoglio attraverso il quale valorizziamo costantemente i prodotti del nostro territorio”, chiosa la Maradei.

Intanto la “Mensa a metro zero e rifiuti zero” è un già un modello cui si ispirano altre realtà, anche straniere. L’opuscolo redatto dalla società consortile Asmel che illustra nei dettagli il progetto caggianese è stato distribuito in oltre duemila enti italiani, in alcune scuole francesi e dei Paesi Baschi, in Spagna.

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