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Il sit-in per Giulio Regeni davanti al Tribunale di Roma

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ROMA – Omicidio di Giulio Regeni, nuove ricerche degli imputati da compiere in Italia attraverso i carabinieri dell’antiterrorismo del Ros e la trasmissione degli atti al governo italiano per verificare eventuali esiti della rogatoria inoltrata all’Egitto nel 2019 e capire se ci sono margini per un’interlocuzione con le autorità egiziane.

È quanto ha disposto il gup di Roma Roberto Ranazzi dopo la camera di consiglio nell’ambito della nuova udienza preliminare sull’omicidio del ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Il giudice ha fissato una nuova udienza per il prossimo 11 aprile: in quell’occasione si dovrà verificare se gli accertamenti disposti avranno avuto risultati.

I carabinieri, per accertare il luogo di residenza o di lavoro degli imputati, quattro 007 egiziani, potranno utilizzare banche dati delle forze dell’ordine, elenchi telefonici e social network.

Sit-in a piazzale Clodio in mattinata in occasione della nuova udienza preliminare. Presenti i genitori, la madre Paola Deffendi e Claudio Regeni, accompagnati dall’avvocato Alessandra Ballerini, che hanno mostrato lo striscione giallo con scritto “Verità per Giulio Regeni”.

Al presidio era presente anche il presidente dell’Fnsi Giuseppe Giulietti. Questa mattina infatti si è riaperto il procedimento, davanti a un nuovo gup dopo la battuta d’arresto nell’udienza dello scorso 14 ottobre quando i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma, chiamati a decidere sull’assenza in aula dei quattro 007 egiziani imputati, hanno dichiarato la nullità del decreto che disponeva il giudizio.

Un’udienza che cade a pochi giorni dal sesto anniversario del rapimento di Giulio con la Procura di Roma che ha portato avanti le indagini nonostante i depistaggi e le mancate risposte del Cairo alle richieste degli inquirenti italiani.


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