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Merkel e Scholz

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In Germania le donne e gli uomini non votano per il socialismo, votano per Scholz che ritengono affidabile come la Merkel. Per la prima volta nei sondaggi non viene data la CDU-CSU come partito più votato e per la stragrande maggioranza dei tedeschi il migliore cancelliere è Scholz. Sapete perché? Perché siamo fuori del Novecento che è stato il secolo delle grandi ideologie. Siamo di fronte all’era della personalità e della capacità di esercitarla con metodo e organizzazione, perché la gente crede alle competenze non ai riferimenti ideologici. Per questo in Germania, secondo i sondaggi, i tedeschi il potere del cancellierato lo vogliono passare non a chi ha lo stesso colore della Merkel ma a chi ha le sue stesse caratteristiche

Bisogna prendere atto di un fatto. Che il sistema italiano sta cambiando dalle fondamenta. Il Paese ha bisogno di un leader all’altezza delle sfide perché la Nuova Ricostruzione non appartiene all’ordinaria amministrazione. Noi di questo abbiamo per forza bisogno. Non abbiamo bisogno di mettere sotto controllo i generali che volevano fare il colpo di Stato da Algeri a Parigi, come sostiene dottamente qualcuno, ma molto più concretamente abbiamo bisogno di chi metta sotto controllo i capi delle Regioni. Un circuito di poteri senza contropoteri che ha spappolato il Paese in tanti feudi e ha ridotto i partiti a megafoni vuoti di ogni tipo di propaganda.

Il Paese è già cambiato e ancora di più deve cambiare. Non sarà più quello di prima e se vogliamo che la trasformazione avvenga in modo ordinato, non alla carlona, bisogna prendere atto della nuova situazione e stabilizzarla. Se non si mettono sotto controllo le Regioni e se non si interviene sull’organizzazione dello Stato, non faremo passi in avanti. Succederà quello che è successo nella proliferazione delle città senza le leggi urbanistiche con le case una sopra l’altra. Bisogna regolare questo sistema in modo da garantire uguaglianza nelle prestazioni sociali assegnando poteri controllati da altri poteri e tornando a fare investimenti infrastrutturali con una visione unitaria di Paese.

Bisogna dare dei poteri veri al Presidente del Consiglio che non può più essere semplicemente l’espressione di una maggioranza parlamentare che passa il suo tempo a negoziare il voto con i parlamentari, ma deve avere un mandato fiduciario che può essere ovviamente messo in discussione ma non con colpi di mano. La transizione è così complessa che mai come adesso c’è bisogno di punti di riferimento.

Lo shock che vivono capi e capetti dei partiti italiani, al di là di alcuni elementi folcloristici che sono solo nostri, è lo stesso che vivono capi e capetti dell’Unione CDU-CSU eredi di partito della Merkel e dei Verdi per i quali si parlava di consensi prodigiosi di fronte a una SPD che era data per morta e invece è diventata il primo partito nei sondaggi perché l’attuale ministro delle finanze, Olaf Scholz, raccoglie la fiducia della gente. Le donne e gli uomini tedeschi non votano per il socialismo, votano per Scholz.

Per la prima volta nei sondaggi non viene data la CDU-CSU come partito più votato e per la stragrande maggioranza dei tedeschi il migliore cancelliere è Scholz. Sapete perché accade tutto ciò? Perché siamo fuori del Novecento che è stato il secolo delle grandi ideologie democristiana, socialista, comunista.

Ora siamo di fronte all’era della personalità e della capacità di esercitarla con metodo e organizzazione, perché la gente crede alle competenze, non ai riferimenti ideologici. I tedeschi vogliono al cancellierato personalità che siano affidabili come lo è stata per loro la Merkel. Non importa per loro se è bianco, verde, giallo o rosso.

Questo potere, secondo i sondaggi, i tedeschi lo vogliono passare non a chi ha lo stesso colore della Merkel, ma a chi ha le sue stesse caratteristiche. Questa è la realtà. Il Paese ha bisogno di un semestre bianco delle chiacchiere non di un dibattito ossessivo e irrispettoso su chi prenderà il posto di Mattarella a partire da Mattarella stesso. Se proprio se ne vuole parlare, lo si faccia almeno partendo dalla nuova realtà che è l’era della personalità e della capacità di esercitarla con metodo e organizzazione e ci si interroghi in quale posizione istituzionale meglio si può esprimere questa funzione. Che è di guida sostanziale del Paese e di punto di riferimento per le persone.


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