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Roberto Gualtieri e Dario Franceschini (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

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Fatichiamo più degli altri perché la liquidità arriva con il contagocce e vi siete inventati anche l’autocertificazione all’italiana per cui chi deve essere risarcito resta nelle grinfie delle burocrazie ministeriali e bancarie. La Sinistra padronale sa correre solo quando deve dare i soldi ai Soliti Noti e mette il bastone tra le ruote a Conte che invece vuole la nuova macchina pubblica di spesa al centro del piano di riforme

Chi vi racconta che le Borse crollano per le nuove stime negative sull’economia della Federal Reserve vi sta prendendo in giro. Anche perché le previsioni sono delle venti di mercoledì sera e sui listini non si è avuto che uno zero virgola di effetto. La verità è che sui mercati si è ragionato fino a oggi come se il Coronavirus non esistesse e quando Wall Street ha annullato tutte le perdite dell’anno e il Nasdaq ha raggiunto il massimo storico, gli investitori hanno cominciato a vendere perché hanno pensato “me ne vado” prima che crolla tutto, è un po’ come il giocatore del casinò che ha fatto la supervincita e prima di tornare a perdere scappa per non cadere in nuove tentazioni. Anche gli algoritmi non comprano più.

Diciamocelo chiaro. Tutti i gestori di patrimoni non hanno mai dato uno scenario positivo, come avrebbero potuto con la Grande Depressione mondiale, ma le Borse vivevano in un mondo diverso fatto di liquidità irrorata a fiumi dalle banche centrali. In realtà la bolla c’era già anche prima del Coronavirus, quando vivevamo in un mondo migliore, oggi con un Pil globale che tracolla la bolla è ancora più vistosa. Resta narcotizzata nel mare di liquidità che inonda i mercati, ma tutti sanno che dietro quei valori di borsa ci sono prezzi dell’economia reale che non giustificano minimamente quelle quotazioni e temono che una nuova ondata di contagi negli Usa e un nuovo lockdown condannerebbero l’economia a non ripartire più. Per questo vanno giù tutte le borse e quel pezzettino in più di nostro è dovuto al fatto che abbiamo tante banche che in questi casi sono sempre le più penalizzate. Lo spread è a 189, è salito di una quindicina di punti rispetto a tre giorni fa, a dicembre 2019 era a 161. Diciamo che qui si sente che l’aiuto della Bce è forte, la differenza a nostro sfavore con Spagna e Portogallo misura il ritardo del Paese.

Il punto centrale che riguarda l’Italia non è il tracollo della produzione che è tanto pesante quanto scontato perché si è chiuso in casa un popolo e si sono fermate le fabbriche. I dati economici di oggi riguardano i mesi passati, la vera incognita riguarda che cosa succederà nei mesi futuri. Perché ci saranno alcuni Stati che avranno una bella ripresa forte nei prossimi mesi. Probabilmente la Germania, gli Stati Uniti ci stanno provando, ne uscirà alla grande la Cina perché non ha un’economia di mercato, può pianificare e fare quello che vuole, perché è entrata per prima e è uscita per prima dalla crisi, di sicuro l’Italia è il Paese più indietro nel mondo. Fatica di più perché la liquidità è arrivata con il contagocce, le misure non hanno funzionato e continuano a funzionare al rallentatore, perché eravamo già messi peggio degli altri prima del Coronavirus.

Abbiamo appreso ieri dall’audizione del capo della vigilanza di Bankitalia, Paolo Angelini, che anche nei nuovi emendamenti del decreto liquidità “come nella formulazione originaria la legge non chiarisce se la valutazione del merito di credito possa esaurirsi nella verifica formale dei soli requisiti per l’accesso al credito previsti nella legge stessa”. Vogliamo essere chiari anche qui. Nonostante l’impegno asfissiante della presidente della Commissione banche, Carla Ruocco, l’azione incessante della Banca d’Italia, siamo fermi a un erogato pari a un quarto del totale previsto dal decreto. A tre mesi di distanza. Una vergogna. Il comportamento del ministro dell’economia del Pd, Roberto Gualtieri, non è più giustificabile. Ha fatto un decreto liquidità scritto dalla sua burocrazia fatto apposta per non cacciare un euro. Ha fatto un decreto rilancio senza correggere l’errore capitale, senza chiedere scusa come ha invece fatto Conte, e moltiplicando le burocrazie. Ha lasciato che a sbrogliare la matassa suicida delle burocrazie ministeriali e bancarie riunite fosse un emendamento della maggioranza, ma oggi scopriamo che l’autocertificazione è all’italiana e, cioè, finta, rivela insomma tutta l’ipocrisia della Sinistra padronale che sa correre con la lingua tra i denti solo quando deve dare i soldi ai Soliti Noti.

Siamo stufi e proviamo indignazione per tutti questi papaveri del Pd che fanno a gara in televisione a declamare che servono decisioni rapide e svolte di concretezza, ma non sanno prendere per le orecchie il loro ministro del Tesoro e quando presentano gli emendamenti che dovrebbero dolcemente correggere lui e il suo potente direttore non escono dal limbo della doppia corsia che non protegge l’economia reale danneggiata e ipoteca il futuro dell’Italia. Sanno solo mettere il bastone tra le ruote al Presidente del Consiglio Conte che sa bene qual è il problema italiano e che vuole mettere la macchina pubblica di spesa per la liquidità e per gli investimenti al centro del piano operativo di riforme degli Stati Generali dell’Economia. Che vuole ascoltare per qualche giorno chi fabbrica il Pil italiano e fare un piano di poche priorità concentrate tutte sul come fare le cose che deve valere per i prossimi dieci anni. Che vuole dimostrare all’Europa che l’Italia ha cambiato metodo e ha capacità di esecuzione. Al posto di aiutarlo e di schierarsi senza se e senza ma al suo fianco molti dei big del Partito democratico fanno azione di disturbo, rallentano ancora, difendono chi non fa arrivare né i bonus né i rimborsi dovuti né la cassa in deroga e non ha neppure perso il vizio di giocare con la dignità degli italiani e il futuro di quel che resta della sua economia reale. È francamente difficile capire tanto masochismo. Non basta a spiegarlo l’arroganza ritrovata con il ritorno al potere dopo la batosta elettorale. Una volta che l’Europa prova a fare l’Europa e l’Italia vede riconosciuto il suo ruolo, chi ha vinto quella battaglia fuori si lega da solo le mani in casa. Incomprensibile.

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