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Attilio Fontana durante un punto stampa sulla situazione dei vaccini in Lombardia

Tempo di lettura 4 Minuti

Un milione di amici degli amici dei Capetti delle Regioni e il disastro Lombardia. Non si può avere un Capo del governo italiano che detta le danze in Europa, scopre il doppio gioco di alcune multinazionali sui vaccini, e correre il rischio che i soliti Capetti delle Regioni del Nord moltiplichino il numero dei morti e blocchino il Paese con i soldi degli altri mentre si scopre che Bari ha una rete digitale veloce superiore a quella di Milano. Bisogna avere un’idea di Paese e perseguire un progetto organico di sviluppo che è incompatibile con la logica dei venti Staterelli

Miseria e Nobiltà. Non sono medici. Non sono infermieri. Non sono operatori sanitari. Non sono insegnanti. Non appartengono alle Forze dell’ordine. Sono perfetti sconosciuti. Non rientrano in nessuna delle categorie comprese nel piano vaccinale del ministero della Salute. Sono un milione. Sono gli amici degli amici dei Capetti delle Regioni. Hanno assorbito una dose su dieci delle fiale disponibili. Non hanno superato la ottantina. Non sono nemmeno nella fascia tra i settanta e gli ottanta. Avete capito bene: una dose su dieci è finita nel braccio sbagliato perché i micro interessi corporativi sgretolano anche le liste jolly; c’è sempre una corsia preferenziale per gli amici degli amici dei Capi degli staterelli del più ridicolo dei federalismi mondiali della irresponsabilità. Una vergogna assoluta.

La Toscana del granduca Giani che ha la palma dell’ultimo posto per i vaccinati over 80 troneggia nella top ten di Gimbe dei “perfetti sconosciuti” anche se potrà dire che il doge veneto Zaia e il re della Sinistra Padronale emiliano-romagnola Bonaccini lo umiliano nella stessa classifica. Poiché nelle piccole e grandi clientele l’Italia riesce a essere unita, come potevano il re delle due Sicilie Musumeci e lo sceriffo campano De Luca non guidare le danze dei raccomandati e come poteva mancare nella lista perfino il mite Zingaretti che di certo non ha sfigurato con il suo Lazio nella campagna vaccinazioni?

Questa è l’Italietta costitutiva dei furbi di uno Stato Arlecchino dove sono negati perfino i diritti di cittadinanza di venti milioni di persone nella sanità e nella scuola come nei trasporti senza che la borsa piena di trasferimenti pubblici impedisca alle Regioni più foraggiate d’Italia di fare spesso peggio di tutti e di eccellere in clientelismo perfino sui lutti da pandemia. Quello che sta succedendo in Lombardia, diciamocelo chiaro, è oltre ogni decenza: non c’è città piccola o grande della regione locomotiva dell’economia italiana dove ogni giorno centinaia di anziani non siano stati convocati per vaccinarsi nel posto sbagliato. Qui non si è riusciti per giorni e giorni a fare funzionare il sistema informatico più pagato d’Italia (Aria) e l’unica cosa che accade è un indecente balletto di responsabilità dove tutti sono contro tutti. Si arriva perfino a azzerare il Cda della società che ha sbagliato senza pudore lasciando al suo posto il capo azienda e consentendogli addirittura di attaccare il Commissario Bertolaso e i direttori generali della Regione. Siamo alla Sagunto lombarda e lo vogliamo dire chiaro chiaro: non siamo più disposti ad accettare il solito copione per cui il solito Bonaccini comincia a dire che non è colpa delle Regioni. Lombardia compresa, sua storica alleata in tutto.

Esattamente come hanno fatto lui e gli altri con il trasporto locale costringendo il povero Conte a subire i loro ricatti per cui mentre l’alta velocità è stata costretta a viaggiare al 50% e non ha visto un euro di compensazione i Capetti hanno preteso l’80% di posti occupabili che poi senza controlli diventa il 100% più una compensazione in moneta sonante di un altro 20%. Per cui hanno perfino lucrato sulla pandemia per sistemare i loro bilanci e hanno fatto correre il virus fino a fare chiudere le scuole. Che per molti di loro sono sempre state meno importanti di tutto e di tutti. Da Rovigo alle privilegiatissime Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Liguria con i loro conti sanitari in rosso pre-Covid. Mentre brulicano scandali e inchieste con le solite corporazioni a dettare legge ovunque, i Capi dei carrozzoni regionali che hanno scavato voragini nel bilancio pubblico italiano degli ultimi dieci anni per finanziare clientele di ogni tipo, ripetono il solito copione che è quello del più incapace di tutti che parla e si atteggia come il primo della classe. Lo Stato è uno e l’Italia pure. Le scelte del governo sono state nette con il ruolo della protezione civile e la gestione unificata dell’emergenza. Le regole devono essere comuni e devono essere rispettate da tutti allo stesso modo. I Capi delle Regioni la smettano di fare le star in tv a sproposito e imparino a eseguire gli ordini con diligenza. Si applichino per fare, non per straparlare. Non si può avere un Capo del governo italiano che detta le danze in Europa, scopre il doppio gioco di alcune multinazionali sui vaccini, esercita una leadership riconosciuta da tutti che produce cambi di rotta nel Vecchio Continente e correre il rischio che i soliti Capetti delle Regioni moltiplichino il numero dei morti e blocchino il Paese con i soldi degli altri. Se nessuno ve lo ha mai detto così, noi ve lo diciamo in faccia: AVETE STUFATO!

Questo è il governo di unità nazionale che deve fare la Nuova Ricostruzione. L’annuncio di 2800 assunzioni qualificate per rivitalizzare le pubbliche amministrazioni dei Comuni meridionali e la scoperta (dati Open Polis) che Bari ha una rete digitale ultra veloce superiore a quella di Milano ci dicono che si è imboccata finalmente la strada giusta e che troppi sono i luoghi comuni con cui il Paese deve fare i conti per rimettersi in carreggiata e tornare a correre. Servono Orgoglio Sud e il pragmatismo del Grande Nord che non ha proprio nulla a che vedere con i carrozzoni regionali e i loro Capetti. Bisogna avere un’idea di Paese e perseguire un progetto organico di sviluppo che è incompatibile con la logica dei venti Staterelli. Miseria e Nobiltà, appunto.


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