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Sono migliaia i tunisini come Brhaim Assuad ,21 anni, che ieri nella Basilica di Notre Dame ha ucciso tre persone, che circolano indisturbati per tutta l’ Europa con in tasca il ridicolo “foglio di via” quel foglio rilasciato dalle questure che intimano ai migranti sbarcati di lasciare “entro 7 giorni” il posto in cui sono approdati. Ed anche Brhaim Assuad aveva quel “foglio” di via che gli era stato notificato dalla questura di Bari dov’era approdato l’8 ottobre scorso proveniente da Lampedusa. Ed è proprio nell’isola di Lampedusa che il 20 settembre scorso era sbarcato.

L’assassino di Nizza era stato poi imbarcato sulla nave quarantena “Raphosdy” noleggiata dal nostro ministero dell’ interno insieme ad altri suoi conterranei che dopo alcuni giorni aveva lasciato l’ isola di Lampedusa diretta nel porto di Bari dove era attraccata l’ 8 ottobre scorso. Brhaim non l’unico terrorista che giunge in Italia senza essere nemmeno notato dalla nostra intelligence.

Nigeriani, tunisini, libici. Killer spietati, confusi tra i disperati che sognano un futuro in Italia. Sbarcati a Lampedusa, accolti in hotspot al collasso, visitati, sfamati e pronti a muoversi dall’isola verso l’Europa per realizzare la propria missione da martire. A Lampedusa nel 2011 era sbarcato anche Anis Amri, il killer tunisino che cinque anni più tardi avrebbe macchiato di sangue il mercatino di Natale a Berlino. Arrivato in Italia, aveva detto di essere minorenne e fu trasferito in un centro di accoglienza di Belpasso, nel catanese, dove il 20 ottobre 2011 diede fuoco alla struttura. Arrestato per minaccia aggravata, lesioni personali e incendio doloso, dall’Ucciardone finì a Enna.

Poi il viaggio in Germania, con un decreto di espulsione in tasca. E ancora Spin Ghul, nome di battaglia di Adam Harun, un 50enne nigeriano che ha combattuto in Afghanistan e in Africa ed è ritenuto responsabile della morte di decine di soldati della Coalizione, in particolare americani. Catturato in Libia nel 2005, fu rilasciato nel 2011 e imbarcato dai libici su un barcone di migranti diretto a Lampedusa. Una volta sbarcato sull’isola, il qaedista era stato smascherato dagli italiani, arrestato e processato in un primo tempo dal tribunale di Agrigento.

Per Lampedusa passò anche nel 2015 un presunto jihadista con foto nel tablet di teste mozzate e Kalashnikov. Un libico ospite del centro di accoglienza dell’isola dove era sbarcato a giugno e da dove avrebbe poi fatto perdere le sue tracce. Mohamed Lahouaiej Bouhlel, che sempre a Nizza, alla guida di un autocarro, il 14 luglio 2016, si lanciò a tutta velocità sulla folla nei pressi della promenade des Anglais, in Italia veniva regolarmente, invece, per portare del cibo ai migranti siriani. Almeno secondo quanto riferito agli inquirenti da uno dei suoi presunti complici.

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