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Matteo Renzi e Mohammed bin Salman

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Il principe del “rinascimento arabo”, il saudita Mohammed bin Salman, come lo ha definito il senatore Renzi, è un assassino. Lo sapevamo già ma ora lo confermano anche i servizi americani. Così Biden, prima ancora che uscisse il rapporto della Cia, ha fatto una telefonata al padre, re Salman, giusto per avvertirlo che potrebbero esserci conseguenze.

Su Kashoggi Trump aveva voluto coprire il ruolo dello stato saudita nell’omicidio anche dopo che era stato ampiamente condannato dai membri del Congresso, dai giornalisti e da un investigatore delle Nazioni Unite; secondo il rapporto, invece, il principe ereditario saudita “approvò” l’omicidio.

Khashoggi, 59 anni, era un cittadino saudita che lavorava come editorialista del Washington Post: il 2 ottobre 2018 era stato attirato al consolato saudita di Istanbul e ucciso da una squadra di agenti dell’intelligence con stretti legami con il principe ereditario. Il suo corpo è stato smembrato e i resti non sono mai stati trovati.

Vedremo ora se Biden darà seguito alla sua campagna per di diritti umani cominciata contro Russia e Cina ma che per essere credibile deve anche includere alleati storici di Washington come i sauditi che ammazzano gli oppositori e tengono in galera centinaia di persone sgradite a una monarchia assoluta e retrograda. Stesso discorso varrebbe anche per la Turchia di Erdogan, membro della Nato e associato dell’Unione europea che ricatta regolarmente Bruxelles sui flussi dei migranti e tiene in prigione intellettuali, giornalisti, uomini politici.

In attesa di mosse ufficiali, c’è da valutare il quadro strategico e il rapporto dell’intelligence. L’amministrazione di Joe Biden ha inaugurato la sua politica in Medio Oriente nei confronti dell’Arabia Saudita con un atteggiamento contrario a quello di Donald Trump che fece il suo primo viaggio all’estero da presidente proprio a Riad, portando casa contratti per 100 miliardi di dollari. È come se alla Casa Bianca fosse tornato alla guida della politica americana Obama.

In realtà le cose stanno in maniera un po’ più sfumata e ambigua. Perché i sauditi, pur essendo ancora fuori dal Patto di Abramo con Israele, rimangono comunque gli alleati di più antica data degli americani in Medio Oriente. Il cardine di questa alleanza fu firmato nel 1945 dal presidente Roosevelt con il re Inb Saud ancora prima che finesse la seconda guerra mondiale. Il patto era chiaro: petrolio in cambio di protezione militare e sicurezza. E questo patto sauditi e americani lo hanno sempre rispettato.

Per questo la posizione di Washington è ancora ambigua. Salito alla presidenza Joe Biden ha sospeso le forniture militari all’Arabia saudita destinate ad alimentare la guerra in Yemen dove Riad, con l’appoggio di Trump, ha ammazzato nei bombardamenti aerei migliaia di civili. Poi per la verità è accaduto che qualche giorno fa che una delle più importanti aziende belliche americane, la Lockeed Martin, firmasse nuovi contratti con la maggiore società saudita di armamenti.

Gli americani esitano ancora a prendere una posizione netta contro i sauditi e per un motivo strategico: le monarchie del Golfo, guidate dai sauditi, sono un pilastro della strategia americana di contenimento dell’Iran. Se è vero che l’amministrazione Usa si è dichiarata pronta ad avviare trattative con Teheran per la ripresa dell’accordo sul nucleare voluto da Obama nel 2015 e cancellato da Trump nel 2018, gli Stati Uniti continuano a bombardare con raid aerei e missilistici le postazioni delle milizie sciite filo-iraniane in Siria.

La valutazione dell’intelligence Usa sull’omicidio Khashoggi, basata in gran parte sul lavoro della Cia, non è nuova: già nel 2018 era stata confermata da diverse organizzazioni e testate giornalistiche, ma questa pubblicazione segna comunque l’inizio di un nuovo capitolo significativo nelle relazioni Usa-Arabia Saudita e una chiara rottura del presidente Joe Biden con la politica dell’ex presidente Donald Trump, come dimostra la telefonata di Biden a Riad, non a principe dalle mani insanguinate, ma al padre, il re Salman.


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