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«Le ripercussioni della pandemia stanno causando ai bambini più danni rispetto alla malattia stessa». L’allarme è stato lanciato da Henrietta H. Fore, direttrice dell’Unicef. Le fa eco Victor Aguayo, capo del programma nutrizionale dell’Unicef, secondo cui più che di soldi c’è bisogno di un allentamento delle restrizioni che consentano alle famiglie di spostarsi per cercare cibo e cure ai propri figli.

Le conseguenze più nefaste di questa situazione anomala colpiscono i Paesi poveri.

In Afghanistan, a causa delle restrizioni agli spostamenti, le persone evitano di recarsi negli ospedali. In quello di Kabul intitolato a “Indira Gandhi” si contano soltanto 3 o 4 bambini malnutriti.

Un anno fa, i piccoli in cura erano almeno dieci volte di più.

Secondo l’Unicef, la malnutrizione infantile nel Paese si è impennata del 13%: se a gennaio riguardava 690mila persone, oggi ne riguarda 780mila. Uno studio dell’Università John Hopkins rivela che ulteriori 13mila afghani di età inferiore ai 5 anni potrebbero morire.

Situazione preoccupante anche in Yemen, il Paese più povero del mondo arabo, dove le restrizioni causa Covid hanno bloccato la distribuzione degli aiuti oltre ad aver aumentato i prezzi del cibo.

La Famine Early Warning Systems Network, che utilizza sondaggi, dati satellitari e mappe meteo per individuare i luoghi più bisognosi, vede lo Yemen sull’orlo di una carestia. Altrettanto scoraggiante un rapporto dell’Unicef secondo cui il numero di bambini malnutriti nel Paese potrebbe raggiungere i 2,4 milioni entro la fine dell’anno, con un aumento del 20%. Catastrofiche anche le situazioni di Sud Sudan (9,6milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare, il 65% in più rispetto allo scorso anno) e Burkina Faso, dove il governo ha chiuso i mercati per limitare la diffusione del virus e i decessi sono aumentati vertiginosamente: a Tuy, dove si coltiva la maggior parte del mais del Paese, tra marzo e aprile è aumentato del 40% il numero di neonati sottopeso, a causa probabilmente della malnutrizione delle madri durante la gravidanza.

Il fardello è globale. I funzionari dell’Unicef hanno citato uno studio pubblicato su “Lancet” che rivela come «distanziamento fisico, chiusura delle scuole, restrizioni commerciali e blocco dei Paesi» stanno avendo un terribile impatto sull’infanzia. Nel documento si stima che, nei prossimi mesi, potrebbero diventare 54milioni i bambini colti dagli effetti della malnutrizione. Si rischia inoltre la morte per fame di 10mila bambini in più al mese dall’inizio della pandemia, con un incremento del 14,3%.

Numeri che, per la prima volta dal 1980, invertono la tendenza di graduale miglioramento su questo tema. Stime, per giunta, conservative, giacché è ad oggi sconosciuta la durata della crisi. Intanto lo studio di “Lancet” avverte: «L’interruzione di altri servizi sanitari durante i blocchi comprometterà ulteriormente la salute e la mortalità materna e infantile, e con il peggioramento delle crisi dei sistemi economici e alimentari, ci si aspetta che aumentino altre forme di malnutrizione».

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