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Crisi energetica poche certezze: il gas scarseggia, i prezzi dell’elettricità salgono, l’Europa è nella fase più acuta dell’emergenza

Crisi del gas e vie d’uscita: più illusioni che certezze. Con le forniture di gas che scarseggiano e i prezzi dell’elettricità che si mantengono elevati, l’Europa si trova nella fase più acuta della crisi energetica. Tuttavia, un inverno mite potrebbe contribuire a evitare nei prossimi mesi blackout e razionamenti drastici. Finora, l’Europa si è assicurata importazioni di Gas Naturale Liquefatto diversificando i fornitori e la speranza è di ridurre ulteriormente la domanda attraverso un mix di consumi volontari e obbligatori per l’industria e le famiglie negli Stati membri.

CRISI ENERGETICA, TRA LE POCHE CERTEZZE LE RISERVE IN CRESCITA

Le misure stanno funzionando e le riserve si stanno accumulando. L’import di gas dell’Italia dalla Russia è passato dal 40% all’8,5% di GMC in meno di un anno e sono aumentate quelle di altri fornitori, con in testa l’Algeria che è al 23,3% e la Norvegia, sebbene a reggere il colpo stia aiutando per lo più il Gnl di provenienza statunitense e qatariota. Nel frattempo, le riserve invernali per l’intero blocco dei Paesi europei superano il 95%. In particolare, il nostro Paese, informa la Snam, ha raggiunto il 95,2%, per complessivi 11,2 miliardi di metri cubi di gas naturale, ai quali si sommano i 4,5 miliardi di metri cubi di stoccaggio strategico. Il sistema energetico nazionale potrà, inoltre, disporre di ulteriori 1,1 miliardi di metri cubi accumulati negli stoccaggi degli altri operatori.

Ma i tagli ai consumi dovrebbero essere permanenti per garantire la sicurezza energetica nel medio termine. Si prevede una guerra di lunga durata in Ucraina, il che significa che un brusco abbandono delle forniture russe costringerà l’Europa ad affidarsi a un mercato spot a breve termine, rigido e volatile, per soddisfare il fabbisogno di energia. Ciò significa che la bolletta energetica dell’Europa rimarrà alta fino al 2023 e, probabilmente, fino al 2024, quando verranno costituite nuove riserve prive degli approvvigionamenti russi.

LA SITUAZIONE IN ITALIA: LA BOLLETTA DEL GAS AD OTTOBRE SCENDE

E in Italia? La bolletta del gas scende del 12,9% a ottobre per gli italiani in regime di mercato tutelato second quanto comunicato dall’Arera, l’agenzia pubblica che fissa le tariffe dell’energia. Per i consumi di ottobre, la famiglia tipo riceverà una bolletta con una riduzione di quasi il 13% rispetto al terzo trimestre 2022. In base al nuovo metodo di calcolo introdotto a luglio, il prezzo del metano per i clienti ancora in tutela viene aggiornato mensilmente e non più ogni trimestre. “E’ stata una scelta azzeccata spinta dai mercati e dall’esigenza dell’Autorità di intervenire. L’aggiornamento mensile si potrebbe applicare anche all’elettricità, peccato che non è stato fatto. Ora stiamo pagando una tariffa di 66 centesimi per kw/h mentre i prezzi vedono qualcosa di più basso di almeno 10-15%” commenta Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

E il tetto al prezzo del gas? Sembra che si sia perso per strada. Dopo gli incontri straordinari dei Ministri dell’energia Ue finiti nel nulla e il Consiglio europeo di Praga del mese scorso che ha varato un’intesa di massima, non c’è ancora nessun accordo su un possibile tetto al prezzo del gas. Che pertanto potrebbe vedere la luce non prima del 18 novembre, in occasione di un nuovo summit tra i ministri dei 27 Stati Ue. Sempre che non passi la linea tedesca, che vorrebbe sottoporre un eventuale accordo sul tema al vaglio del Consiglio europeo, dove le decisioni vanno prese all’unanimità. Oltretutto, Berlino non è da sola: Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia totalmente dipendenti dall’energia di Mosca e l’Olanda (che ha condiviso gli stessi dubbi senza metterli a verbale) si sono dichiarati apertamente contrari al tetto alle forniture russe.

CRISI ENERGETICA, TEMPISTICHE ANCORA LUNGHE TRA POCHE CERTEZZE E MOLTE ILLUSIONI

Insomma, tempistiche ancora lunghe. E non potrebbe essere altrimenti ora che si discute (e ci si divide) sui meccanismi specifici per frenare i prezzi del gas e dell’elettricità. Che hanno costi e vantaggi diversi per ogni Stato membro. Intanto, la Germania attraverso il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner in un’intervista rilanciata dal Financial Times ha confermato di essere assolutamente contraria a contrarre nuovo debito comune per far fronte alla crisi energetica.

Il modello avrebbe dovuto essere il Next Generation EU, lo strumento temporaneo per la ripresa da 750 miliardi di euro, volto a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia Covid-19 per creare un’Europa più verde, digitale, resiliente e adeguata alle sfide presenti e future, la cui novità assoluta è stata la raccolta sui mercati con l’emissione di debito comune, garantito in solido dal Bilancio dell’Ue. Diversi Paesi, tra i quali la Francia, la Spagna e l’Italia erano favorevoli a replicare questo intervento per garantire l’Europa alle prese stavolta con la più grave crisi energetica dal secondo dopoguerra. Ma Berlino è contraria. Ogni medaglia ha il suo rovescio.

Il Price Cap al prezzo del gas non è privo di conseguenze. Primo effetto collaterale: farebbe aumentare la domanda di gas dell’UE fino a 9 miliardi di metri cubi. Non proprio in linea con l’obiettivo comunitario di ridurre i consumi di 45 miliardi di metri cubi entro fine 2022. C’è poi il capitolo costi. Risibili per Paesi come la Francia (guarda caso tra i suoi principali sostenitori) che fanno poco ricorso al gas per produrre elettricità. Ma ingenti per tutti gli altri (Italia in primis). 

LE TEMPERATURE ALTE AIUTANO A SPENDERE DI MENO

Nonostante le trattative europee ad oltranza, i prezzi del gas sono scesi sotto la soglia psicologica dei 100 euro/MWh. Un calo del 70% rispetto al picco di agosto, motivato da temperature tra i 4-8 gradi sopra la media stagionale. I termosifoni restano così spenti e la domanda di gas bassa. Paradossalmente, al momento arriva più gas di quello che si può usare. Come dimostra la coda di 35 navi GNL al largo del Mediterraneo in attesa di destinazione. E c’è chi ha pagato pur di non riceverlo. Ma non durerà a lungo: il gas in consegna da dicembre in poi è scambiato sopra i 140 euro per MWh. Arriverà prima il freddo o un accordo tra gli Stati europei?


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