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Luca Palamara, ex componente del Csm ed ex segretario dell’ Associazione Nazionale Magistrati

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MA ADESSO basta. Noi cittadini, comuni mortali, abbiamo fatto finta di credere che la giustizia è uguale per tutti, anche se in molti non ci abbiamo mai creduto. Avremmo voluto e sperato che fosse così ma, purtroppo non lo è stato. Proprio questo giornale, sabato scorso, ha scritto che era necessario azzerare il Consiglio Superiore della Magistratura e ricominciare da capo perché così non si può andare avanti in questa maniera con un sistema giudiziario corrotto. Al di là di come la si pensi sull’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini, a torto o a ragione, le frasi registrate nella chat tra Palamara e altri magistrati che dicono di attaccare Salvini, in questo caso l’ex ministro ha ragione di lamentarsi

COME I POLITICI CORROTTI

Il Coronavirus, fino ad ora, vi ha risparmiato, ma l’inchiesta della Procura di Perugia sulle toghe corrotte, sulle nomine pilotate, con accordi con politici o altri, con il Consiglio della Magistratura e con l’ Anm che avrebbero dovuto garantire nomine e carriere dei magistrati, per meriti e non perché appartenenti a varie “correnti” politiche giudiziarie, vi ha messo a nudo, proprio come il Corona Virus. Non siete immortali, siete e dovreste essere come tutti noi. Cosa siete stati in tutti questi anni e di diverso dalla politica corrotta? Nulla credo, tali e quali. Eppure, soprattutto in questi giorni dove ricorrono purtroppo le commemorazioni delle stragi in cui furono uccisi i vostri colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con gli uomini delle loro scorte, dovreste pure fare una riflessione. Quei vostri colleghi uccisi nelle stragi del ’92 furono osteggiati proprio dalle vostre istituzioni Csm ed Anm e quindi, credo, che un pensiero dovreste pure farlo.

Invece no. Tutto, purtroppo è continuato come prima, spartizioni di potere e nomine all’ interno dell’ organo giudiziario, al di la dei meriti e della professionalità. Bene, a questo punto, credo che, voi appartenenti a queste istituzioni ed associazioni (Consiglio Superiore della Magistratura ed Associazione Nazionale dei Magistrati ndr) dovreste fare un passo indietro, semplicemente dimettendovi in massa e consentire così al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che di fatto presiede il Consiglio Superiore della Magistratura , di potere finalmente scioglierlo perché, fino ad ora, con grande imbarazzo non può farlo perché il Presidente Mattarella non ha il potere di sciogliere il Csm tranne nell’ipotesi si una sua impossibilità di funzionamento. Il che si verificherebbe solo con dimissioni massicce dei loro componenti, facendo mancare il numero legale.

Il Presidente ha quindi le mani legate. Ed allora perché imbarazzare ancora il Presidente della Repubblica e noi cittadini comuni mortali? Ma il ministro Bonafede, che ha il dovere e il potere di promuovere azioni disciplinari nei confronti dei magistrati, perché non l’ha fatto? Abbiate un minimo di coraggio e di dignità e dimettetevi tutti e, se è possibile ricominciamo da capo ma in maniera diversa, con giustizia e con umiltà mettendo da parte quel concetto diffuso nella gente normale, che i magistrati possono fare quello che vogliono al di sopra e al di sotto della legge che dovrebbe essere “uguale per tutti”.

DATE TUTTI L’ESEMPIO

E l‘invito vale anche per quei magistrati che invocano rinnovamento e giustizia come Pier Camillo Davigo e Antonino di Matteo. Date l’esempio, dimettetevi, può darsi che sarete rieletti. E poi un invito anche al magistrato Luca Palamara, ex componente del Csm ed ex segretario dell’ Associazione Nazionale Magistrati che in questi ultimi anni è stato il regista di nomine di procuratori, magistrati, in tutte le sedi giudiziarie italiane, da Bolzano ad Agrigento, al Dap (Direzione Amministrazione Penitenziaria) ed in altre istituzioni, parli, dica tutto. Faccia pulizia. Lei alla fine ha ereditato un sistema corrotto che funzionava da anni. Lo faccia anche in memoria dei suoi colleghi uccisi da mafia ‘ndrangheta, camorra che credevano in questo mestiere. Lo faccia almeno per loro e per le future generazioni di giovani che vogliono entrare in magistratura. Ci pensi.


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