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Matteo Renzi

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ROMA – «In Europa Conte ha fatto bene: con i populisti eravamo considerati i gilet gialli d’Europa, ora siamo tornati dalla parte dell’asse franco-tedesco. Adesso bisogna vedere come il premier lavorerà in Italia. Molti dei provvedimenti presi sono funzionali al consenso, come si vede dalla insistita narrazione sui sondaggi e sul consenso social. Ma se vuoi salvare un Paese non può guidarti l’ansia del consenso. Servono dunque riforme coraggiose, anche facendo cose controcorrente».

Lo dice al Corriere della Sera il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

«Abbiamo a disposizione una massa di soldi mai vista, una montagna di risorse – sottolinea l’ex premier -. Se ci fosse stato Salvini non avremmo mai preso i 209 miliardi di euro. Questo mi rende orgoglioso di aver fatto la mossa del cavallo esattamente un anno fa. Ma non basta più adesso perché Conte non può solo rivendicare di averli presi: adesso vanno spesi. Oggi la priorità è spendere bene. E per farlo il governo deve essere concreto: meno annunci, più provvedimenti puntuali per favore. Noi siamo pronti a dare una mano, ma la politica del rinvio non basta più: dalla politica industriale alle infrastrutture non possiamo più aspettare. Possiamo farcela, dobbiamo correre».

Alla domanda se il Governo arriverà a fine legislatura, Renzi risponde così: «Non ho la palla di vetro, non lo so. Condivido con il segretario del Pd Zingaretti un punto fermo: il governo va avanti se fa le cose giuste per il Paese. Al momento opportuno, quando il premier vorrà chiedere la nostra opinione, non ci tireremo indietro». Il rimpasto «non lo chiedo io – aggiunge -. E comunque un premier non cambia ministri come un sindaco cambia gli assessori. Se si apre una crisi, anche gestita, noi ci siamo e diamo una mano perché è chiaro a tutti che questa legislatura deve arrivare al 2023 e eleggere il successore di Mattarella».

In collaborazione con Italpress


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