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Il ministero delle Finanze

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Alla legge di Bilancio 2020 mancano 57 decreti attuativi, alla Finanziaria del 2019 ancora 33. Per il decreto “Covid semplificazioni” 31 decreti attuativi su 37 non hanno ancora visto la luce; al decreto Agosto ne mancano 40 su 63. Sul decreto Rilancio i ministeri sono un po’ più avanti: 94 provvedimenti attuativi sono stati approvati, attendono stessa sorte altri 43. Complessivamente, analizzando la XVIII legislatura, su 1.178 decreti attuativi ben 675 attendono il via libera.

IL RAPPORTO

È questa l’eredità che pesa sul nuovo governo Draghi, chiamato a recuperare l’arretrato. L’analisi è della fondazione Openpolis che ha elaborato i dati dell’Ufficio per il programma di governo, ultimo aggiornamento 30 marzo 2021. I decreti attuativi sono fondamentali perché senza la loro definizione non è possibile mettere in atto le misure previste dai decreti approvati dal governo in carica per fronteggiare con urgenza e rapidità una situazione.

Inutile evidenziare che nel 2020 e anche nei primi tre mesi del 2021, per rispondere alla crisi sanitaria ed economica provocata dall’emergenza Covid-19, gli Esecutivi (Conte I e Conte bis) hanno fatto ricorso sempre ai decreti legge, trattandosi della via più celere per intervenire. Per esempio, quando è stato necessario autorizzare i ristori o le Cig in deroga si è provveduto a farlo con i decreti. Però non sempre queste misure sono immediatamente applicative: se una materia disciplinata dalle norme è particolarmente ampia o complessa, sono necessari ulteriori atti che vadano a definire i contenuti di dettaglio.

«In base ai dati messi a disposizione dall’Ufficio per il programma del governo – si legge nel report di Openpolis – sappiamo che gli atti aventi forza di legge approvati definitivamente dall’inizio della legislatura sono 171 e di questi 95 richiedono almeno un decreto attuativo per la loro piena applicazione. In tutto, le attuazioni richieste ammontano quindi a 1.178, di cui 675 (il 57,3%) ancora mancano all’appello».

Mancano ancora i decreti attuativi risalenti al governo giallo-rosso, ma l’Esecutivo Draghi dovrà anche dare il via libera a quelli che fanno capo addirittura al Conte I, ai tempi dell’alleanza M5S-Lega. Mancano infatti ancora alcuni decreti attuativi per i dl Crescita, Sblocca cantieri, Quota 100 e la Finanziaria 2019.

I RITARDI

«Escludendo le misure più recenti – si legge nell’analisi Openpolis – per cui i ministeri hanno avuto oggettivamente poco tempo per emanare i decreti attuativi richiesti, possiamo osservare che, tra le norme analizzate, quella con il maggior numero di attuazioni mancanti è la legge di Bilancio 2020 con 57 decreti attuativi non ancora pubblicati su un totale di 122 richiesti (il 46,7%). Troviamo poi due misure legate all’emergenza coronavirus: il decreto Rilancio di cui mancano all’appello ancora 43 decreti attuativi su un totale di 137 (il 31,4%) e il decreto Agosto ancora carente di 40 attuazioni su 63 (il 63,5%). La norma con la percentuale più alta di attuazioni mancanti sul totale di quelle richieste è però il decreto Covid Semplificazioni. Una misura che era stata pensata appositamente per rendere più agevole l’assegnazione degli appalti pubblici, anche come strumento di rilancio per l’economia. Ad oggi, però, mancano ancora all’appello 31 decreti attuativi su 37, l’83,8%».

Il ministero maggiormente coinvolto risulta essere quello dell’Economia chiamato, dal 2018 a oggi, a emanare 193 decreti attuativi di cui circa la metà (97) ancora mancanti. Al secondo posto troviamo l’eredità lasciata dall’ex ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con 131 decreti attuativi di cui 83 ancora da emanare. Anche il ministero dello Sviluppo economico è stato chiamato a diramare più di 100 decreti attuativi da inizio legislatura, di cui 64 ancora non pubblicati.

Tra i decreti attuativi “mancanti” ce ne sono alcuni che hanno anche una data entro la quale dovrebbero essere approvati. «Parliamo complessivamente di 349 decreti attuativi – evidenzia il report – Di questi, ad oggi, 255 risultano già scaduti e non ancora adottati. Altri 16, invece, scadranno nelle prossime due settimane». Ad esempio, «relativamente alla legge di Bilancio, non sono stati pubblicati entro la data di scadenza anche due decreti attuativi relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): uno riguardante la definizione delle procedure per la gestione delle risorse e la rendicontazione e l’altro relativo alle verifica sullo stato di attuazione dei progetti finanziati con i fondi europei».


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