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Da parecchio tempo se ne sussurra la necessità, ma da ieri sono scesi in campo sia il presidente Mattarella che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Se il capo dello Stato ha sollecitato la Ue ad «avere una politica estera e di difesa», aggiungendo che all’Unione «serve una bussola strategica, la presidente della Commissione ha detto che gli Stati devono condividere le informazioni oppure falliremo». Per questo «l’esercito e l’intelligence devono essere comuni». Mattarella aprendo il primo vertice di Arrajolos, al Quirinale, ha sottolineato come la pandemia «ci ha condizionato fortemente, tra lutti e sofferenze ed ha reso evidente la nostra comune vulnerabilità. Paradigma dei tanti problemi globali che nessuno dei nostri Paesi è in grado di affrontare in solitudine». La presidente von der Leyen ha messo l’accento sul fatto che «occorre un’Unione della difesa» perché l’Europa «deve fare di più per dare stabilità al vicinato e nelle altre regioni».

Mentre al Quirinale si è svolto questo vertice con capi di Stato e di governo, il mondo politico era assorbito dal dibattito sull’uso del Green Pass. Ed ancora una volta, il leghista Matteo Salvini si è messo di traverso. Anzi la sua posizione è di netta frenatura. Ha riferito di trovarsi a Broni, Pavia, durante un comizio elettorale ed il ministro Giancarlo Giorgetti gli ha detto che «non esiste un progetto definito sull’estensione del Green pass». Di conseguenza, ha aggiunto Salvini «la nostra posizione è chiara, non si può estendere l’obbligo del Green pass a 60 milioni di italiani». Ma come è capitato spesso negli ultimi tempi, i politici sono andati subito in fibrillazione. Il presidente Draghi ha convocato a metà pomeriggio i sindacati mentre il presidente dei Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà ha posto in Senato la fiducia sul decreto nel testo approvato dalla Camera. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo per stabilire i tempi di discussione e voto. In Aula di Palazzo Madama, nel corso della discussione generale sul Green pass, il capogruppo Massimiliano Romeo ha anticipato il voto favorevole della Lega alla “blindatura” del provvedimento. Romeo ha fatto appello ad abbassare i toni. Perché un «clima da tifoseria rischia di farci perdere lucidità e far sì che le posizioni si radicalizzino». Il presidente Mario Draghi ha ripetuto che «bisogna fare quello che si deve», da Renato Brunetta e Sestino Giacomoni di Forza Italia, l’auspicio di utilizzare il Green pass per entrare in Parlamento. Ed il ministro Brunetta l’ha definita una “misura geniale” augurando di ricevere dal Parlamento un “larghissimo consenso”.

I commenti al confronto esecutivo-sindacati sono assai scarsi. Bombardieri, segretario Uil, con un tono formale, ha riferito di essere stato informato che il governo «approverà un decreto per rendere il Green pass obbligatorio sui posti di lavoro pubblici e privati». I sindacati hanno chiesto la «gratuità dei tamponi fino a fine anno», Landini, Cgil, ha chiesto di valutare all’esecutivo anche un periodo transitorio. Ma non hanno trovato risposta. Sui tempi dell’entrata in vigore dell’estensione «hanno parlato genericamente del mese di ottobre , ma non sono state indicate delle date».

Stando ai rumors, si va verso un decreto unico per lavoro pubblico-privati. Sul tavolo del Consiglio dei ministri, questa mattina, dovrebbe arrivare un unico decreto per estendere l’obbligo del Green pass da metà ottobre ai lavoratori pubblici e privati. Si limano le norme per tenere conto di diverse specificità, provvedimento unico e sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza il pass.

Ma soprattutto tutto il governo è al lavoro per evitare i rincari della bolletta energetica. Un intervento sollecitato dal mondo politico preoccupato per i rincari della luce e del gas. Potrebbe esserci subito una misura tampone e successivamente un intervento strutturale. Si fa largo l’ipotesi di una riduzione dell’Iva o un ritocco degli oneri di sistema.

Intanto, Mario Draghi, ha ricevuto, per la terza volta consecutiva, il riconoscimento mondiale tra i 100 personaggi di “Time”. E’ l’unico italiano apparso nella lista e le ragioni sono state spiegate da Janet Yellen, segretaria al Tesoro americano che ha tracciato un breve profilo dell’ex banchiere. Scrive Yellen: «Gli Stati uniti sono grati di avere Mario di nuovo come partner».


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