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Rientra nella mitologia dello youtuber: dal video girato col telefonino nella cameretta, a star del web con milioni di followers. È quello che è accaduto a Luciano Spinelli, 19 anni, adolescente sensibile come tanti, incastrato tra casa e scuola, a fare i conti con la separazione dei genitori, il bullismo, ai bordi di una metropoli, l’hinterland milanese, dove l’indifferenza non fa sconti a nessuno. «Non riuscivo a parlare con le persone e allora ho pensato che girando un video forse, sarebbe stato più facile aprirmi», spiega lui, che ha laccato la timidezza nel ciuffo alto, ma lo guardo è dolce, il sorriso pieno di vita. Mamma impiegata in una ditta farmaceutica, il patrigno alla Sony. «Mio madre e mio padre si lasciarono quando avevo un anno, ma Giampaolo, che mi ha cresciuto, è un papà, per me. Al mio vero padre voglio bene, ma è un argomento delicato», spiega in un sussurro Spinelli, ma oggi potremmo chiamarlo lucky Luciano: lo youtuber snocciola numeri da capogiro, su TikTok, piattaforma di video musicali, ha 7 milioni e 100 mila followers tra cui molti stranieri, su Instagram 1 milione e mezzo e così via, i brand se lo contendono, i suoi video sono preceduti da spot a non finire e ora è in libreria con il secondo, libro, Per sempre, Rizzoli editore.

«Molti ragazzi mi chiedono del mio lavoro, come si fa ad arrivare fin qui, lo youtuber è il mestiere del momento, ma no, non si tratta di semplice fortuna: ho capito presto come funzionava il meccanismo e dopo i video caricati sporadicamente, ho iniziato a postare con cadenza settimanale, in giorni prestabiliti. Ho avuto costanza e forza di volontà e», ammette, «per raggiungere il pubblico bisogna avere quel qualcosa in più».

Che cosa? chiedo. «Io parlo di argomenti veri e sono spontaneo. Detta così sembra facile, ma non lo è. Le spiego: a quindici anni ero emarginato, lo ero stato fin dalla prima elementare per la mia timidezza, per essere forse un ragazzo troppo dolce. Mi piaceva studiare, disegnare, ma a scuola non ero nessuno, i compagni organizzavano le feste e non mi invitavano, mi prendevano di mira, soffrivo. Quando ho iniziato a filmarmi per imitare alcuni youtuber che mi piacevano, su Internet mi sono messo di fronte a persone che non mi conoscevano e che non avevano pregiudizi nei miei confronti. È stato come ricominciare, una boccata d’aria fresca. I video che postavo erano un diario di bordo, raccontavano e ancora raccontano di me, della mia vita, i genitori, mio fratello, mia sorella». Quindi è stato un crescendo di like e di followers: «Allora ho capito che non ero l’unico, tanti adolescenti si identificavano in me, erano come me. A chi mi segue ho ispirato fiducia e nello stesso tempo anche io, grazie a loro, ho acquistato quella sicurezza in me stesso che non avevo mai avuto. Ora non ero più “io”, ma eravamo “noi”».

Quando l’isola felice che si è creato online viene avvistata nella vita reale, per Luciano però sono altri guai: «I miei genitori erano contenti di vedermi preso da questo nuovo passatempo, ma un bel giorno si è sparsa la voce dei miei video anche a scuola e sono caduto in un inferno. Certi ragazzi mi prendevano in giro, mi definivano uno sfigato. Altri che ritenevo amici, mi hanno voltato le spalle. È brutto dirlo, ma anche tra i bambini c’è la cattiveria. Io ho stretto i denti, deciso a non farmi reprimere, a non rinunciare a quello che mi faceva star bene. Ho capito quali erano le persone di cui avevo bisogno e chi invece, rappresentava soltanto qualcuno in cui mi ero imbattuto nel percorso. Ora che sono noto, è stato bello vedere le stesse persone che mi prendevano in giro, chiedermi una foto. Si sono resi conto che io mi sono costruito qualcosa mentre loro, sono ancora lì. Una bella rivincita».

Il titolo del suo primo libro, scritto nel 2017 “Insieme”, Rizzoli editore, è quindi la parola chiave della svolta, ed è stato letto anche nelle scuole elementari.
«All’interno del primo libro spiegavo come ci si sente durante il divorzio dei genitori, anche se in maniera molto delicata. Vede, alla presentazione mi è capitato di parlare con delle mamme che, piangendo, mi dicevano: “Grazie Luciano, mia figlia si è aperta con me, sono riuscita ad aiutarla grazie a quello che dici e scrivi».

Ora, Spinelli affronta la seconda sfida letteraria, “Per sempre”, nuovo titolo agognato da orde di ragazzine che accorrono per vedere Luciano dal vivo nelle librerie e nei centri commerciali d’Italia, dove il giovane youtuber si palesa per il firmacopie. Di che parla il libro? «Di una parte molto intima di me», spiega lui, galvanizzato dalla novità «è un insieme di disegni, pensieri, poesie scritte nel tempo, in base agli scambi che ho online con le persone che mi seguono». Oltre al libro, c’è anche un’altra novità: Spinelli ha appena terminato di doppiare il piccolo Pugsley, in sala doppiaggio con Raoul Bova, Virginia Raffaele e Loredana Bertè, per il cartoon di Greg Tiernan e Conrad Veronon, La famiglia Addams, in sala da Halloween. «È stato bellissimo, perché sogno di fare l’attore e questa è stata la mia prima esperienza. Ora che ho finito la scuola, posso dedicarmi interamente alla carriera, mi sono iscritto a un’accademia di recitazione a Milano e vado anche a vivere da solo», spiega lui. Dici quindi addio alla cameretta dove tutto è iniziato? chiedo. «Sì, ma youtube non lo lascerò mai, neanche se dovessi diventare un attore da Oscar. Internet è stata la mia prima casa, quella dove mi sono sentito per la prima volta me stesso, dove ho cambiato le carte in tavola e ho conosciuto la rivincita».


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