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Nicole Vergani

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Tre anni fa ad Amici di Maria De Filippi non si era tirata indietro, dandosi tutta al pubblico: la bella voce e anche sì, quello che c’era dietro. Le fragilità d’artista, le insicurezze che a vent’anni pesano come macigni. Ma poi alle puntate finali del programma, il cosiddetto serale, che segna i destini e lancia carriere, la cantante Nicole Vergani di Carugate, in provincia di Milano, non ci era arrivata. Fuori dal talent lei e la sua voce: è la feroce meccanica del gioco, è la vita.

Quindi tornata a casa, lontano dal frastuono televisivo, Nicole ha pensato che quello che voleva era spegnere la musica, almeno per un po’. E per due anni ha intrapreso una nuova strada, quella di Instagram. Sono stati per lei due anni pieni da influencer, cuore a cuore con i suoi 70.000 followers, a parlare, condividere tutto tra uno scatto di moda e uno di beauty. E la musica? Le passioni, dicono che se le ignori prima o poi ti vengono a cercare. E così è stato anche per lei. Nicole Vergani il 3 luglio a tre anni di distanza dalle sfide sulla pista di Amici, ha stupito il suo pubblico.

L’influencer è sparita per qualche giorno da Instagram cancellando tutti i post della sua pagina, per poi ricomparire questa volta in versione cantante, con un nuovo look, più grintoso. E con una nuova canzone, Alieni. Il brano parla di qualcosa che lei conosce bene: i social.

Nicole, cito uno dei versi del tuo nuovo singolo: “Qui facciamo a gara per sembrare meno soli, qui si chiede scusa ma per arrivar primi”. Che cosa significa?

«Io amo i social, sono nati per avvicinarci, tenerci tutti in contatto, anche se poi nel tempo sono diventati un’unità di misura delle persone, un luogo competitivo dove se non hai followers non conti niente neanche nella vita vera».

Da influencer, l’hai vissuto sulla tua pelle?

«Sì. I rapporti sono spesso falsati. Te ne accorgi dall’aria che si respira quando vai alle sfilate, agli eventi con altri colleghi, volti del web. Se ti metti a parlare con una che ha un milione di followers, allora parte il sospetto: lo fai per pubblicare una foto acchiappalike con lei. Ormai questa di giudicare le persone dal numero di followers è una distorsione mentale che mina i rapporti umani, è tutto un apparire. È così che finiamo con l’essere tutti alieni, come dico nella canzone. La verità è che puoi avere una community vasta come una prateria, ma poi torni a casa e sei di nuovo solo con te stesso. Per questo, io fin da subito l’ho presa con filosofia: io per voi ci sono, ma sono fatta a modo mio, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è. Io non conto i like, né il numero di followers».

In occasione di questo ritorno alla musica hai resettato la tua pagina Instagram cancellando tutti i post, per poi ricomparire dopo qualche giorno nella nuova veste di cantante. I followers come l’hanno presa?

«Ci tenevo a riprendermi il mio ruolo di cantante con un rientro in grande stile. Sono stata subissata di domande, anche da insulti per il cambiamento di look: ho tagliato i capelli molto corti. Ho perso dei followers. Ma alla fine, ho realizzato quello che volevo, un ritorno di fuoco, che lasciasse il segno».

Tu a 12 anni già cantavi. La tua non era una famiglia di cantanti, ma ti sei impuntata: sapevi di voler fare musica. Poi che cosa è successo?

«Sì, la musica ce l’avevo dentro fin da piccola. Ho convinto i miei a farmi andare a lezioni di canto, e loro mi hanno sempre sostenuto nelle mie scelte. Purtroppo io preferisco sbagliare che avere dei rimpianti. Per questo, nella mia vita ho fatto anche delle sciocchezze, lo ammetto. Come quella di lasciare la scuola in seconda superiore a 16 anni. Volevo lavorare e rendermi indipendente, così sono andata a lavorare nel bar di famiglia».

E la musica era un errore?

«No, non è un errore. La musica è la mia vita. Vasco Rossi è sempre stato il mio riferimento, le sue canzoni è come se mi leggessero dentro. E sognavo fin da ragazzina di cantare anche io a San Siro».

Amici di Maria De Filippi non è San Siro, ma è un’occasione enorme per una cantante esordiente. Raccontami come è andata.

«È un’esperienza che mi ha toccato profondamente e mi ha insegnato tanto. In sette mesi credo di essere maturata di dieci anni, non solo dal punto di vista artistico, ma come persona. Milioni di spettatori, le sfide, le critiche dei professori. È stato bellissimo e difficile, soprattutto perché sei lì, cuore e voce, a dare tutto in diretta e hai solo vent’anni. E chi non lo prova non può capire».

Poi c’è stata l’eliminazione.

«Per carattere io non mi creo grandi illusioni per non stare peggio dopo, ma quando ho mancato il serale e sono tornata a casa è stato piuttosto strano. La gente mi guardava diversamente, per via della popolarità, che da sola non significa niente, Conta quello che sei tu. E io, una volta a casa mi sono messa parecchio in discussione. I primi due mesi sono stati i più complicati. Mi chiedevo se ce l’avevo messa davvero tutta dal punto di vista musicale per realizzare quel sogno e se la musica fosse davvero la mia strada. Quel che era certo è che mi sentivo svuotata, di non avere più nulla da dare. Quindi mi sono fermata. Quando mi sentirò pronta, tornerò a cantare, mi sono detta».

Ma è stato più difficile del previsto.

«Ho avuto un periodo in cui non stavo benissimo. Un artista è sempre in conflitto con sè stesso e io, proprio come dice Vasco, mi sento un’anima fragile. Ho avuto anche una razione psicosomatica, mi sono ricoperta di bolle fino all’80% del corpo. Avevo buttato fuori tutto così, con una brutta psoriasi. È stata la mia reazione alla ricerca della perfezione».

Sei andata in analisi?

«Ero sul punto, ma ho pensato che dovevo imparare ad aiutarmi da sola. I miei mi sono stati molto vicino. È stato un percorso lungo, ma necessario».

In questo periodo hai scelto il web. Come mai?

«Mi è sempre piaciuto. Mi piacciono i prodotti di cosmetica, il fashion. Se posso, mi piace dare consigli. Come influencer ho sentito molto l’affetto delle persone che ti seguono».

Da chi è composta la tua community?

«Soprattutto ragazze dai 16 ai 20 anni. E avere un pubblico di ragazze anche molto giovani, mi rende orgogliosa. Mi raccontano i loro problemi d’amore, una roba bellissima. E io rispondo. Mi sento una sorella maggiore, anche se mi pongo sempre con leggerezza e ironia. Con loro sono sempre stata onesta, ho anche mostrato le mie immagini con lo sfogo della psoriasi, volevo che mi vedessero per davvero».

Ora, la musica è ritornata nella tua vita. Come?

«Facendo un lungo lavoro su me stessa, pian piano ho ritrovato il baricentro. Nel frattempo ho sempre preso lezioni di canto, perché altrimenti la voce se ne va. Un giorno ho detto al team della mia agenzia (la Doom del rapper Fedez) ok, ora sono pronta fatemi cantare. Loro sono persone molto umane, con cui riesco a comunicare bene, quelle di cui mi fido di più dopo la mia famiglia.E così è nato Alieni. E quando sono tornata in sala di registrazione, ho avuto un brivido».

E il web? Resterai vicina ai tuoi seguaci?

«Certo. Io non mollo».


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