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Viviana Grunert

Tempo di lettura 2 Minuti

Alzi la mano chi, fra quarantene e lockdown, non ha pensato neanche per un attimo di cambiar casa. Normale.

I moderni appartamenti sono frutto di una concezione che la pandemia ha finito col travolgere: non più meri dormitori di famiglie che trascorrono fuori dalle mura domestiche la maggior parte del proprio tempo (e raramente si trovano insieme al loro interno), ma luoghi nei quali gli spazi non sembrano più sufficienti ad assicurare la multifunzionalità imposta dall’emergenza sanitaria: dal relax, allo svago sino al lavoro e alla dad.

Il rapporto “Life at Home 2020 approfondimenti sul futuro della casa 37 Paesi nel mondo” ha provato a immaginare le abitazioni del domani, partendo dalle necessità di oggi. L’architettura di nuova generazione, sostiene lo studio, non punterà più ad apportare miglioramenti progressivi in ambienti distinti, ma progetterà spazi destinati ad accogliere innumerevoli attività.

La disposizione delle stanze cambierà, gli spazi verranno ridefiniti e la casa assumerà ai nostri occhi un volto completamente nuovo. Questo tipo diverso di casa dovrà trovare nuovi modi per garantire la privacy necessaria a coloro che vi abitano.

«La casa ha subito una svolta verso una configurazione ibrida e polifunzionale, ed è stata adattata a ufficio, aula scolastica, palestra, ristorante, sala giochi, centro estetico e persino parrucchiere – ha spiegato Viviana Grunert, Home Stylist e direttore del magazine “Vivi A Fiori” –

Se da una parte l’arrivo del Covid ha impattato in maniera negativa in alcuni ambiti della nostra esistenza, dall’altra sta offrendo grandi possibilità per rimettersi in gioco e rimodellare la propria vita, soprattutto in casa. Perché, allora, non cominciare a ripensarla, adattandola alle nuove esigenze, per renderla esattamente il posto ideale dove si vorrebbe essere? A partire dallo smart working».

In attesa che la rivoluzione diventi effettiva, Grunert ha fornito alcuni consigli per soddisfare già oggi, nelle nostre abitazioni, le esigenze lavorative e didattiche. La stanza dedicata a queste attività dovrà essere luminosa, dotata di una finestra che consenta l’areazione e faccia entrare la luce naturale, tinteggiata con colori tenui e rilassanti, organizzata in modo da garantire il massimo benessere e l’immediata disponibilità di quanto ci occorre per lavorare o studiare e, ovviamente, munita di una connessione internet stabile.

«Ci siamo adattati rapidamente ai nuovi cambiamenti ma le case, ancora, non sono riuscite a stare al passo. Quelli a venire saranno anni molto interessanti, sotto tutti i punti di vista – ha concluso Grunert -. Designer e architetti di tutto il pianeta si sono mobilitati, cosi come il mondo dell’arte e della moda».


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