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Gli italiani sono ancora troppo sedentari e in particolar modo gli adolescenti fra i 5 e i 17 anni e i giovani in età 18-24. Oltre due minori su tre, il 64%, non si alzano dalla sedia o dal divano per sette ore o più al giorno, per motivi di studio e svago. Una pandemia. E nella fascia 18-24 più di un giovane su due – il 52% -, è “eccessivamente sedentario”, in una giornata media, addirittura rispetto agli ultrasessantacinquenni, troppo pigri soltanto nel 42% dei casi.

A lanciare il campanello d’allarme su una inerzia che può costare cara alla salute fisica e mentale di adulti e minori, in base alle raccomandazioni dell’OMS del 2020 sugli effetti positivi dell’attività fisica regolare, è stato l’Istat nel Rapporto Prevenzione e fattori di rischio per la salute in Italia e in Europa nel 2019.

Dal confronto fra gli italiani e gli altri cittadini UE rispetto alla tutela della salute è emerso un Paese con ombre e luci. Da una parte gli aspetti negativi come “una quota troppo contenuta” di adulti, bambini e adolescenti dediti alla pratica sportiva adeguata. Dall’altra, un’Italia che prima della crisi pandemica aveva livelli di prevenzione per molti versi superiori alla media europea.

Con indicatori, nel 2019, in miglioramento, seppure ancora bassi al Sud nel 2019: dai controlli preventivi per il cancro del seno e del colon retto, alla minor percentuale di fumatori abituali in Europa, agli ottimi risultati nella battaglia al sovrappeso e all’obesità, soprattutto fra i giovani. Meno di un giovane su cinque – il 18,3% – e di una giovane su dodici (l’11,8%) ha problemi di eccesso di peso, mentre per una ragazza su cinque (17,9% contro il 10,1% UE) il problema è addirittura opposto, ovvero il sottopeso. Riguardo all’incidenza dell’obesità, è del 3,8% nei maschi 18- 24enni e dell’1,8% per le femmine. Il tasso di obesità si ferma all’11,7% contro il 16,5% dell’UE.

A dispetto dell’eccesso di sedentarietà, siamo il Paese dove una persona su due è “in forma”, ovvero normopeso: il 50,8% della popolazione contro il 44,8% dell’Ue27. Tuttavia, rispetto all’alimentazione corretta, c’è ancora molto da fare. Soltanto il 24,8% dei giovani di 15-24 anni consuma le 4 porzioni di frutta e verdura consigliate dalle Linee guida internazionali ed è il 22% tra i minori (5-17 anni). Solo sei bambini su dieci consumano almeno una porzione a giorno.

Va ricordato che l’Istat sottolinea l’effetto che le disuguaglianze sociali, il livello di istruzione più o meno alto, i divari territoriali esercitano sui comportamenti di tutela della salute.

Altri due nemici: fumo passivo. E “soft drinks” per un under 15 su due
Fumo passivo e bevande zuccherate gassate sono altri due nemici per la salute. Più di un minore di 5-14 anni su due al Sud le consuma abitualmente e in modo più assiduo (una o più volte al giorno), rispetto ai coetanei del Nord- Est, che nel 56,7% dei casi non ne consumano. In Italia sono 2,4 milioni ogni giorno i fruitori sopra i 15 anni, una percentuale minore rispetto ai paesi UE. Nella fascia 15-24 un giovane su due, il 50,3%, dichiara di consumare “quasi mai” “soft drinks”. Nella fascia 25-34 anni è il 61,1%. Quanto al fumo passivo, a cui sono esposte quotidianamente circa sette milioni di persone, con possibili rischi per la salute, ogni giorno un ragazzo su cinque di 15-19 anni lo respira. La percentuale sale al 28,8% tra i giovani di 20-24 anni ed è del 24% nella fascia dei 25-34enni.

Solo otto minori su cento e un under 24 su cinque contro l’eccesso di sedentarietà

L’eccesso di sedentarietà, ovvero le oltre sette ore al giorno trascorse dal 64% della fascia 5-17 anni stando seduti, alla base di potenziali disturbi del sonno o del metabolismo, è stato poco contrastato. Solo otto ragazzi su cento hanno praticato uno sport per almeno un’ora al giorno.

La maggioranza, il 56%, ha associato un’insufficiente attività fisica. Pesa il divario territoriale: nel Sud e nelle Isole meno di un minore su dieci (il 9,3%) ha fatto sport in modo adeguato, al Centro il 13,4%, nel Nord-Est uno su cinque (21,6%). Fa da contraltare il dato che tra bambini e adolescenti l’eccesso di sedentarietà è maggiormente diffuso al Nord, dove tocca il 65%, a fronte del 62% del Sud.

Infine, fra gli adulti, due su cinque sono eccessivamente sedentari e i giovani di 18-24 anni lo sono particolarmente (52%). Tuttavia il 18% fra questi contrasta il problema con un’attività fisica adeguata.


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