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Roberto Rosso

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Trasporti, funzionamento della macchina burocratica, diritto allo studio, sanità: a guardare i bilanci, in Piemonte non badano a spese. Se la Campania (5,8 milioni di residenti secondo l’Istat) può spendere 700 milioni di euro per migliorare una complicata mobilità interna, il Piemonte (4,3 milioni) ne stanzia 750, cifra decisamente superiore considerando una platea di utenti inferiore.

La Puglia (4,1 milioni di residenti), per garantire treni e autobus confortevoli e puntuali, per il 2019 ha messo in bilancio 499 milioni, l’Emilia Romagna (popolazione quasi identica, 4,4 milioni) ha potuto impegnare una somma ben più corposa, 646 milioni.

I dati sono inseriti nei bilanci di previsione 2019-2021. La Puglia – sfavorita, alla pari delle altre Regioni del Sud, da minori trasferimenti statali e da una ripartizione iniqua del fondo nazionale, basato ancora sulla spesa storica – per le sue scuole e le sue Università non può andare oltre 32 milioni di euro l’anno; in Piemonte, nell’ambito della missione istruzione e il diritto allo studio, la Regione ha previsto uno stanziamento per il 2019 di circa 97 milioni.

UN GAP ABISSALE

Anche per il funzionamento degli uffici, le Regioni del Nord spendono molto di più. Proprio i numeri del Piemonte sono da record: 911 milioni costa la macchina burocratica e istituzionale (stipendi principali voci di spesa), ma Lombardia (742 milioni), Emilia Romagna (528) e Veneto (482) non sono da meno. Soprattutto se questi numeri vengono paragonati a quelle delle Regioni del Mezzogiorno: la Puglia, ad esempio, per i “Servizi istituzionali, generali e di gestione” spende 256 milioni, la Campania 207, la Calabria poco più, 302.

Sommando i costi dei tre Enti meridionali la cifra che scaturisce (765 milioni) è di gran lunga inferiore a quella del Piemonte, di poco più alta rispetto a quella della Lombardia. L’Emilia Romagna ha la stessa popolazione della Puglia ma spende il doppio.

In Italia, complessivamente, solamente gli stipendi dei consiglieri, assessori e presidenti delle Regioni costano alle casse pubbliche circa 800 milioni di euro e rappresenta una delle voci più onerose per i bilanci, terza dopo il costo del personale (2,8 miliardi) e le generali “spese per servizi” (1,3 miliardi), ed esclusi i trasferimenti.

Insomma, andando a spulciare i bilanci delle singole Regioni arriva la conferma di un costo eccessivo della politica locale. Ed è il Nord a spendere di più per il funzionamento della macchina burocratica. Entrando più nel dettaglio, per il funzionamento degli “organi istituzionali” c’è un buon divario: 75 milioni il costo messo in bilancio dalla Lombardia, 70 dal Piemonte, 52, invece, dalla Puglia, 60,8 dal Veneto e 66 dalla Campania. Insomma, i dati dei bilanci parlano da soli. Le Regioni del Nord faticano a trovare l’equilibrio finanziario, producono debito sanitario e investono molto nell’autopromozione.

IL “CASO PIEMONTE”

I numeri della Regione Piemonte, poi, sono impressionanti. Analizzando gli altri campi di spesa, le risorse destinate alla sanità piemontese, che coprono la maggior parte del bilancio regionale, ammontano per il solo 2017 a circa 8,6 miliardi di euro, distribuiti sui diversi programmi.

Per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali sono previsti 49,8 milioni di euro, di cui circa 41 per la promozione e la realizzazione di attività culturali di rilievo regionale e finanziamento a enti e associazioni la cui istituzione è stata promossa dalla Regione e 1,2 per il sistema bibliotecario. Per il patrimonio linguistico del territorio sono stati stanziati circa 7,6 milioni di euro, destinati alla politica regionale unitaria per la tutela dei beni e delle attività culturali e, in particolare, per il finanziamento di progetti e interventi co-finanziati dal Por.

LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Ma attenzione: lo spendi e spandi di Torino e dintorni non finisce mica qui. Può mai mancare il dialogo con l’estero come se la Regione fosse un ministero? No, infatti per le relazioni internazionali circa 14 milioni di euro sono destinati alle attività di investimento nell’ambito di progetti di cooperazione transfrontaliera. La vicina Francia, certo, soprattutto sul fronte della mobilità e dell’energia.

La Regione Piemonte ha tentato negli ultimi anni di riequilibrare i conti, ma per tutto il 2019 ha tenuto banco il caso del grattacielo, la prossima sede destinata al Consiglio regionale. “Il grattacielo delle grane”, è stato più volte definito. Il costo complessivo della strutturam dopo diverse varianti, sarebbe lievitata a circa 250 milioni di euro e attualmente non è ancora in uso: la fine dei lavori è prevista per novembre 2020. C’è anche un’inchiesta giudiziaria in corso.

I dati dei bilanci di previsione 2019-2021 delle singole Regioni ci dicono anche che sommando tre dei principali “capitoli” – istruzione, trasporti e politiche giovanili – la Puglia non può andare oltre uno stanziamento di 539 milioni di euro, l’Emilia Romagna invece riesce a tirare fuori dal portafogli 734 milioni.

La stessa Campania, che pure riesce a spendere 786 milioni, è superata da Regioni del Nord più piccole e con meno cittadini: il Piemonte, infatti, ha stanziato 851 milioni, il Veneto addirittura 929. Fuori gara la Lombardia (10 milioni di residenti), che complessivamente spende 1,6 miliardi di euro.


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