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Una riunione del Consiglio dei Ministri

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Arriverà probabilmente nei primi giorni della prossima settimana il nuovo decreto del governo con le ulteriori misure di sostegno a lavoratori, famiglie e imprese, interventi per 55 miliardi di euro per i quali il governo ha ottenuto dal Parlamento l’autorizzazione a sforare il deficit. Doveva essere il decreto ‘di aprile’, così lo aveva definito lo stesso Presidente del Consiglio quando illustrò il precedente decreto chiamato ‘Cura Italia’, era la metà di marzo. Ma ormai sarà il decreto di maggio, mentre molti lavoratori aspettano ancora di percepire i bonus e le indennità del ‘Cura Italia’. Per non parlare del decreto per la liquidità delle imprese, quello per i prestiti garantiti dallo Stato, la cui attuazione è rimasta a lungo impantanata nelle procedure burocratiche tra fondo di garanzia e banche e tra Sace e banche.

Il tutto mentre siamo alla vigilia della fase 2 e a breve alcune attività commerciali potrebbe riaprire, con tutte le difficoltà del caso, spese aggiuntive per sanificazione, dispositivi di sicurezza e per le nuove disposizione dei locali per mantenere le distanze di sicurezza, e la prospettiva inevitabile di riduzione dei guadagni. Con la casse prosciugate da due mesi di necessario lockdown, per molti sarà difficile riaprire la saracinesca.

I ritardi nell’erogazione dei finanziamenti previsti dal decreto sulle liquidità sono ormai un dato acquisito. Ne ha chiesto scusa il premier Conte, con un post su facebook il giorno del primo maggio. Conte ha parlato di “minaccia sanitaria ed economica” senza precedenti e ha spiegato che negli ultimi 50 giorni il governo ha messo in campo “uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni. Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni”. Poi l’ammissione: “ Ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto”. Conte ha quindi annunciato un nuovo provvedimento che ormai è “ai dettaglio” e che conterrà “aiuti e misure per la ripartenza economica che saranno più pesanti, più rapidi, più diretti”.

Ieri hanno iniziato a circolare le prime bozze del decreto, mentre il presidente del Consiglio e il Ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, sono stati impegnati in diverse riunioni di maggioranza per definire il provvedimento. Nei 44 articoli della bozza, definita da fonti di governo ‘già superata” e comunque incompleta, figurano molte disposizioni a sostegno del lavoro ma nulla o quasi per le imprese, in termini di indennizzi e risarcimenti a fondo perduto per lo stop delle attività a causa del coronavirus. Eppure il decreto ormai ‘ex aprile’ è l’ultima chance a disposizione del governo per evitare la sciagura economica facendo arrivare immediata liquidità alle imprese stremate. Probabilmente è la parte più delicata da scrivere e per la quale Conte, Gualtieri e il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, vogliono evitare di ripetere gli errori precedenti. Intanto, nelle bozze compare il reddito di emergenza ‘Rem’, per le famiglie che non hanno altri redditi, né altre misure di sostegno. Il Rem parte da maggio e le domande possono essere presentate entro il termine del mese di luglio 2020. Alle famiglie arriveranno tra i 400 e gli 800 euro al mese, a seconda dei componenti. Prevista nella bozza la proroga della cassa integrazione ordinaria e di quella in deroga (da 9 settimane si passa a 18). Rimodulato il bonus per i liberi professionisti che sale a 1000 euro (da 600) per coloro che nel secondo bimestre del 2020 hanno avuto un calo del reddito di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Altrimenti si conferma di 600 euro. Prorogata fino al 30 giugno la sospensione dei versamenti di ritenute e contributi e i congedi parentali retribuiti al 50% per i genitori con figli fino a 12 anni aumentano a 30 giorno (se ne può usufruire fino ma tutto settembre. In arrivo anche il bonus per colf e badanti, tra 400 e 600 euro.


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