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Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri

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GOVERNO e maggioranza ancora in alto mare sul decreto ex aprile e ora “di maggio”, che continua a slittare. Ieri il ministro dell’Economia, Gualtieri, ha detto che potrebbe essere approvato entro giovedì. Il capitolo più spinoso è quello delle misure per le imprese, mentre il pacchetto lavoro e famiglie è sostanzialmente pronto. Scotta ancora nel governo l’esperienza del decreto liquidità che ha costretto il premier Conte a scusarsi per i ritardi nell’erogazione dei prestiti garantiti. Il decreto da 55 miliardi (a livello di deficit) è l’ultima chance per il governo di salvare l’economia del Paese messa in ginocchio dall’epidemia.

GLI INTERVENTI

Indennizzi a fondo perduto per le piccole imprese, ricapitalizzazioni per le imprese più grandi. Sarebbero queste le modalità d’intervento che l’esecutivo sta preparando ma che richiedono un surplus di valutazioni anche con la maggioranza. Italia viva, guidata da Renzi, non ha nascosto le sue perplessità su quella che considera una nuova fase di nazionalizzazione dell’economia. Ieri sera si è svolta un’altra riunione a cui hanno preso parte il premier Conte, il ministro Gualtieri e i ministri capidelegazione della maggioranza per discutere dei provvedimenti economici da inserire nel dl di maggio, mentre per domani è attesa la decisione di Bruxelles sull’aggiornamento delle linee guida per gli aiuti di Stato nell’emergenza da coronavirus.

Discussioni tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia anche sul ruolo di Cassa depositi e prestiti nella ricapitalizzazione delle imprese in difficoltà. Cdp interverrà solo su aziende di grandi dimensioni, oltre i 50 milioni di fatturato, su quelle più piccole interverrà il ministero dello Sviluppo economico. In ogni caso sarebbero interventi sul capitale a carattere temporaneo: «Non ci sarà – ha assicurato Gualtieri in audizione alla Camera – alcun intervento statale per nazionalizzare le imprese o intervenire nella loro governance». Chissà se questa sottolineatura basterà a tranquillizzare Italia Viva. L’intervento sulle imprese allo studio si articolerebbe su tre livelli. Per le piccole imprese sotto i 5 milioni di fatturato sarebbero previsti indennizzi a fondo perduto che saranno modulati in base alla perdita di fatturato. Per le imprese medie, tra 5 e 50 milioni di fatturato, interverrebbe il Mise con ricapitalizzazioni, mentre per le imprese sopra i 50 milioni di fatturato interverrebbe Cdp con apposito fondo equity separato e una dotazione di circa 50 miliardi. La permanenza di Cdp nel capitale delle grandi imprese in difficoltà per il coronavirus si aggirerebbe tra i 4 e i 6 anni. Illustrando le linee del prossimo decreto Gualtieri ha parlato di «interventi importanti a sostegno delle imprese, anche sotto forma di contributi a fondo perduto e di sostegno alla capitalizzazione, agli investimenti e all’innovazione».

Poi un’altra assicurazione: il decreto di maggio non conterrà condoni fiscali perché «non rientrano nelle politiche di questo governo». Gualtieri ha ammesso che le misure sulle liquidità delle imprese con il sistema delle garanzie non bastano, ma «è evidente che si tratta di interventi necessari e importanti», adottati «da tutti i governi». Il ministro ha riconosciuto le «difficoltà iniziali» sull’attuazione ma ora «le misure stanno producendo i primi frutti».

LE BANCHE

Poi una precisazione sulle banche: «C’è una fortissima pressione sul sistema bancario ma ci aspettiamo una attuazione più rapida, semplice ed efficace di queste misure». Allo studio del governo per il prossimo decreto anche misure di semplificazione per erogare i prestiti medio grandi che, dice Gualtieri «stiamo valutando anche per quanto riguarda la responsabilità penale delle banche». Tra gli interventi a favore delle imprese che saranno previsti nel decreto, Gualtieri indica «il rimborso integrale del costo sostenuto per gli affitti da tutte le imprese di tutte le categorie e di tutte le dimensioni», un significativo rafforzamento degli ecobonus e del sisma bonus con «aumento delle percentuali di detrazione», bollette più leggere per eliminare gli oneri di sistema. Probabile anche l’esenzione dalla Tosap del maggiore spazio richiesto da bar e ristoranti per il distanziamento sociale.


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