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Il governatore Vincenzo De Luca

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Ipotesi di ripartizione del fondo Mes e progettazione delle grandi opere sbilanciate a favore del Nord, il governatore campano Vincenzo De Luca prende posizione e non usa mezzi termini: «Si tratterebbe di una rapina vergognosa», dice al Quotidiano del Sud. Alla luce dei documenti pubblicati da questo giornale (LEGGI L’ARTICOLO E LA TABELLA) che ha lanciato un’operazione verità suffragata dai numeri della Corte dei Conti e dei Conti pubblici territoriali, il presidente della Regione Campania scende in campo contro l’ancoraggio all’anomalia della spesa storica. Raccoglie l’appello a non calare il capo dinanzi all’ennesima ingiustizia che rischia di essere formalizzata a vantaggio dell’area settentrionale del Paese, che usufruirebbe di una storica ripartizione iniqua in partenza e mai cancellata.

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LA BATTAGLIA

«Criteri da rapina», il commento tranchant che prelude ad una forma di rivolta nelle sedi competenti a ristabilire l’equità territoriale ed il rispetto dei diritti costituzionali. Il nostro ultimo editoriale chiamava gli amministratori delle Regioni meridionali ad un sussulto di dignità rivolgendosi alla Corte costituzionale per tutelare i diritti di cittadinanza delle proprie popolazioni. De Luca sposa in pieno la battaglia, non avendo remore nel contrastare le posizioni del Governo e del suo partito, il Partito Democratico. «Per dieci anni la Campania è stata penalizzata al di là di ogni decenza istituzionale e di ogni ragionevolezza. Sarebbe uno scandalo non tollerabile, perfino per risorse aggiuntive e straordinarie, perseverare con criteri da rapina verso il Sud e la Campania. Misureremo nell’ambito governativo e parlamentare il livello di coerenza, e di dignità anche dei singoli rappresentanti in Parlamento», è la sua significativa premessa.

Il RICORSO

Come evitare che i soldi europei vengano utilizzati per fare regali a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte invece di contribuire al riequilibrio della sanità pubblica? «Come Campania siamo pronti ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque, ma ci tuteleremo in ogni caso in tutte le sedi – avvisa De Luca -. Segnaleremo anche al Capo dello Stato un’ipotesi come quella ventilata negli ultimi giorni. E’ a lui che ci rivolgeremo, oltre che alla Corte Costituzionale, nel caso in cui dovesse essere formalizzata tale ipotesi». Le più alte Istituzioni, quindi, saranno destinatarie di ricorsi finalizzati a fermare in tempo utile l’ultimo scippo al Mezzogiorno che già arrancava prima del Covid ed ora si vede emarginato dalla conferma penalizzante dei criteri della spesa storica. La bozza di ripartizione degli eventuali aiuti del Mes contempla maggiori risorse alle Regioni del Nord rispetto a quelle del Sud. Per il governatore campano, a dire il vero, già il solo dibattito pubblico sull’aderire o meno sarebbe delittuoso politicamente. «Sarebbe un atto di irresponsabilità non utilizzare i 37 miliardi del Mes». Nel merito l’ipotesi di distribuzione alle Regioni di queste risorse «è vergognosa perché questa distribuzione ricalca l’ipotesi del riparto del fondo sanitario nazionale».

Il Lazio otterrebbe 850 milioni in più rispetto alla Campania pur avendo gli stessi abitanti. La Lombardia riceverebbe 6 miliardi, due volte e mezzo in più della Campania». Già nei giorni scorsi, forte anche delle esigenze personali di una campagna elettorale che lo vede ricandidato, l’ex sindaco di Salerno aveva sbottato con tanto di “minaccia”. «Io sto ad aspettare: voglio vedere fino a che punto di indecenza questo Paese riuscirà ad arrivare. Aspetterò al varco tutte le forze politiche, nessuno escluso, per vedere se almeno sulle risorse aggiuntive avremo la decenza di dare a tutti i cittadini italiani le stesse risorse».

LA POLEMICA

Dal Sud è poi arrivata una levata di scudi contro l’uscita del governatore emiliano Stefano Bonaccini secondo cui dovrebbe in questa fase riprendersi prima il Nord. «Da Bonaccini parole inaccettabili sul Sud. Anche il suo amico De Luca e i suoi compagni del Pd sono della stessa opinione?», si chiede il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. «Neanche la Lega di Bossi esprimeva simili concetti. Venga a farsi un giro dalle nostre parti, in Campania – aggiunge Cirielli – per rendersi conto dei danni provocati dalle politiche economiche scellerate messe in atto dal suo partito e dai grillini, con il silenzio-assenso del governatore De Luca, a partire dallo spreco di milioni di euro per il reddito di cittadinanza che non sta risolvendo alcuna crisi occupazionale, al blocco dei grandi cantieri, alla tassazione sempre più elevata per famiglie e imprese, ai tagli alla sanità».

Proprio dalla Lega una presa di posizione mediana da un esponente salviniano meridionale. «Pd e Cinquestelle fingono di non aver visto le dichiarazioni con le quale si augura che ‘si riprenda il Nord’. E al Sud chi ci pensa? Dove sono finiti Vincenzo De Luca e gli altri governatori che si fingevano interessati alle sorti del Mezzogiorno e della sua economia? Prima di fare lezioni di morale occorre avere la coscienza a posto», commenta Severino Nappi, dirigente della Lega Campania. La sensazione è che l’era post-Covid si giocherà moltissimo sulla contrapposizione Nord-Sud: ci sono molti soldi in arrivo, i “ricchi” non intendono tendere una mano ai “poveri”.

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