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SI SONO scatenati. Articoli, video su YouTube, interventi, comparsate in televisione per dimostrare che è tutto falso. Parlo del dibattito in corso sullo “scippo” che ogni anno si consuma nei confronti del Sud. Tutto falso! Gli asili nido? A Reggio Calabria non li vogliono. Le ferrovie? I meridionali preferiscono utilizzare i bus o andare a piedi. E poi il mantra che ormai è diventato virale: «La realtà è che hanno avuto un mare di soldi che giacciono, non spesi. E quando li utilizzano servono a foraggiare la criminalità organizzata. Se il Nord non avesse il peso morto del Sud volerebbe e sarebbe comparabile alla Baviera. La colpa è loro, perché se avessero una classe dirigente non sarebbero nelle condizioni in cui sono».

MILLE PERCHÉ

A parte la considerazione che se è vero che la mancanza di classe dirigente, quella che ha come obiettivo il bene comune, e anzi la presenza di una classe dominante estrattiva, che pensa ai propri clientes, è un problema fondamentale, è altrettanto vero che la soluzione non può essere quella di affermare che se ci fosse non ci sarebbe il problema, perché è come dire che se lo zoppo non fosse zoppo potrebbe vincere le Olimpiadi. Bisogna invece fornirgli delle protesi per farlo correre.

Ma la domanda che ci si pone è perché il Nord ha paura dell’operazione verità e perché invece i governatori del Sud non ne fanno un cavallo di battaglia per chiedere, se non il risarcimento (cosa estremamente complicata e inattuabile, considerata la cifra che si aggira, a seconda di come si vogliono fare i calcoli, da 300 a 600 miliardi) una diversa aggiudicazione delle risorse, e invece continuano a tollerare che, grazie alla Conferenza delle Regioni, si continui con la spesa storica?

Perché di fronte a un ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che afferma in maniera tranquilla che il ponte sullo stretto di Messina, quello che dovrebbe permettere all’alta velocità ferroviaria di arrivare fino in Sicilia e quindi collegare Suez e Hong Kong al nostro Paese, non si farà per i prossimi cinque anni, non ci sono reazioni serie? Perché si consente alla ministra Paola De Micheli di contrabbandare un’alta velocità/capacità farlocca, come se i meridionali avessero l’anello al naso e non capissero che quando si parla di alta velocità a 160 chilometri orari ci stanno prendendo in giro? 

IL RISCHIO UE

Lo strano è che non si vedono nemmeno posizioni avvertite e progressiste nel Nord, che accettino quello che è evidente a chiunque guardi la realtà italiana senza pregiudizi. Come fa la Ue, che prima con Le Maitre, minaccia di togliere le risorse all’Italia se continua a spenderle in maniera sostitutiva delle risorse ordinarie e ora con il Recovery plan destina all’Italia una cifra maggiore, proprio perché le condizioni del Sud sono precarie.  «Se non verrà mantenuto un adeguato livello d’investimenti pubblici nel Mezzogiorno, l’Italia rischia un taglio dei fondi strutturali». È l’allarme della Commissione Ue, che ha inviato una lettera al governo «indicando le cifre più che preoccupanti sugli investimenti al Sud, che sono in calo e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola Ue dell’addizionalità».

IL TAVOLO DEL GIOCO

È per la paura di perdere finanziamenti, e quindi di dover rinunciare all’ennesima corsia su una qualche autostrada del Nord o di dover diminuire gli scuola bus per darne qualcuno anche a Canicattì? Possibile che tutta la classe colta, vera classe dirigente del Paese, si trinceri dietro l’arrampicata sugli specchi di Andrea Giovanardi, che arriva a sostenere che «livelli essenziali non vuol dire uniformi» e che quindi è corretto che in parti diverse del Paese i cittadini abbiano alcuni servizi di serie A e altri di serie B, nella scuola , nella sanità, nel traporto. Oppure che Giampaolo Galli e Giulio Gottardo, andati in avanscoperta, e poi il candido Carlo Cottarelli affermino che lo scippo c’è ma anzi no, e le pensioni non vanno calcolate e che le ferrovie se investono a Milano mica li possiamo obbligare a investire a Napoli e che poi vivere a Palermo costa meno che vivere a Brescia o a Bergamo.

Come mai non si accetta, come fece persino Calderoli, che i livelli essenziali di prestazioni sono un must irrinunciabile per tutto il Paese? E Confindustria e i sindacati? Nessuno che si strappi le vesti e dica che le risorse del Next Generation Ue vanno investite prevalentemente al Sud perché è lì che servono. Altro che il 34 %, minimo sindacale. Perché questa difesa dell’indifendibile, perché continuare a dire come il lupo che l’acqua può anche sporcarla chi sta in basso al ruscello? E dall’altra parte, se una “Operazione verità” è stata fatta come mai gli Emiliano, presidente di una regione di 4 milioni di abitanti, i De Luca che ne ha 6 milioni e i Musumeci con 5 milioni, che da soli rappresentano un quarto del Paese, di fronte a un’ingiustizia così palese, invece di continuare a fare la corte a un Bonaccini che fa il gioco delle tre carte, nel quale alla fine vince sempre il banco, ciò il triangolo emiliano- veneto -lombardo, non fanno saltare il tavolo del gioco?

IL SILENZIO TOMBALE

Il Vangelo dice che se non parleranno le persone per gridare la verità, parleranno le pietre. Ma qui la sensazione è che non parli nessuno e che ciò che doveva essere dirompente rispetto al sistema, e cioè che anche un euro venisse sottratto al Sud per darlo al Nord, sia stato assimilato come un veleno inevitabile, che continua a distruggere un corpo malato. E che in realtà il Mezzogiorno non sia più capace neanche di indignarsi. E invece di sbandierare i dati dello scippo si continuino a chiedere piccole mancette e non pretendere quello che ci tocca e ci è dovuto come cittadini di questa Italia.

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