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Un impianto fotovoltaico

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Le rinnovabili sono una grande ricchezza del Mezzogiorno. Nonostante le difficoltà e le incertezze legate all’emergenza pandemica, le fonti alternative di energia sono emerse come una fonte di innegabile ottimismo sulla strada verso un futuro migliore, più equo e sostenibile.

In questo ambito, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia sono le prime Regioni a sostenere, anche con provvedimenti normativi ad hoc, produzione e consumo collettivo. C’è un Sud che non vuole più restare fermo al palo.

L’INCREMENTO IN CIFRE

«I numeri dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) mostrano che nel 2020 le rinnovabili hanno superato tutte le possibili aspettative. La capacità mondiale di generazione di energia da fonti green è infatti aumentata a 2.799 gigawatt (+10,3%), con un incremento di ben 261 gigawatt di nuova capacità rinnovabile così ripartito: 127 gigawatt di energia solare, 111 gigawatt di eolico, 20 gigawatt di idroelettrico, 2 gigawatt di bioenergia e 0,16 gigawatt di geotermia». A spiegarlo sono gli analisti di EnergRed.com, E.S.Co. impegnata nel sostenere la transizione energetica delle Pmi italiane, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare fotovoltaico.

«La legge base, la cui origine normativa risiede in una direttiva europea sulle rinnovabili, è la numero 8/2020, testo di conversione di un decreto che ha introdotto nel nostro ordinamento il concetto di autoconsumo collettivo e di comunità energetica – puntualizzano gli esperti di EnergRed – Attualmente il 43% della capacità mondiale di generazione di energia rinnovabile è rappresentata dall’idroelettrico, mentre l’eolico ed il solare rappresentano una quota del 26% ciascuno. Ma la tendenza per i prossimi anni resterà quella di una crescita trainata dal solare, l’unica fonte verde che ha grande immediata capacità di espansione».

LA FILIERA ITALIANA

La filiera dell’energia elettrica italiana, dalla produzione alla manifattura, conta 30 miliardi di euro di valore aggiunto e produce 177 miliardi di fatturato, grazie a 23.500 imprese attive per circa 215mila addetti. La riserva energetica italiana è concentrata quasi tutta nel Mezzogiorno, con la Basilicata che da sola pesa per l’84% della produzione a terra di “Oil & Gas”.

Il Sud produce il 50% circa del totale dell’elettricità da fonti rinnovabili, come eolico, solare, bioenergie e geotermica. In questo contesto emerge l’importanza strategica dei porti, come gate di accesso energetico. Nei porti italiani, infatti, vengono gestiti 184 milioni di tonnellate di rinfuse liquide, e il Mezzogiorno concentra il 45 per cento del traffico energetico del nostro Paese.

La transizione energetica rappresenta attualmente il grande tesoro del Mezzogiorno, il fattore che renderà le aziende del Sud più all’avanguardia e competitive di quelle del Nord Italia dove si è invece registrata una vera e propria ecatombe di grandi imprese industriali, che non sono riuscite a saltare sul treno della “economia della conoscenza”.

UN VANTAGGIO SOLARE

«Basata sulle risorse intangibili, sul know-how e sulle competenze distintive – dice Moreno Scarchini, ceo di “EnergRed” – la “conoscenza” dal punto di vista aziendale è una risorsa scarsa, che consente a chi la possiede di trarre un vantaggio competitivo. Ma è già dagli anni Novanta del secolo scorso che il modello di crescita delle nostre aziende iniziava a perdere colpi, rendendo le nostre aziende inadatte a cogliere le opportunità che lo sviluppo dei servizi offriva alle economie più avanzate».

D’altra parte, il capitalismo familista che caratterizza le imprese italiane non ha fatto che aggravare la situazione, impedendo la crescita e lasciando le industrie più avanzate del Nord-Est in un ecosistema ormai compromesso, incapace di una vera transizione. Una transizione oggi può invece avvenire nelle regioni del Sud, dove la maggiore disponibilità di risorsa solare può rendere le aziende veramente competitive, se si riusciranno ad adottare i giusti modelli di sviluppo.

«Nonostante il forte rialzo dei prezzi dell’energia, nel Mezzogiorno quella prodotta da fonte solare ha fatto segnare un valore di 102 euro/MWh, nuovo minimo record di costo per le imprese» mettono ancora in evidenza gli analisti di “EnergRed.com”. Adesso l’idea di un Mezzogiorno spinto da energie prodotte da fonti rinnovabili non è più così tanto lontana.


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