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Vincenzo De Luca, confermato presidente della Regione Campania

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ALLO “sceriffo” non resta che dettare legge. Non ha vinto una coalizione. Ha stravinto un uomo a capo di un esercito (politicamente disomogeneo), di 15 liste. La nuova mappa dello strapotere, targata Vincenzo De Luca, adesso non conosce più confini. Con il 69,1% dei consensi contro il 17,3% del candidato del centrodestra, Stefano Caldoro, il presidentissimo può permettersi di alzare la voce in ogni ambito. A partire dall’interno della sua “casa”, il Partito democratico. Inutile girarci intorno: è stato lui il trascinatore di un partito in grosso affanno in Campania. E a lui deve rispondere adesso, a livello locale e a livello nazionale.

Senza dubbio, De Luca detterà legge per l’indicazione del nuovo segretario nazionale del partito. E non è escluso che potrebbe essere lui stesso a scendere in campo per la guida del massimo partito del centrosinistra. Nel centrosinistra, infatti, spicca il successo della lista De Luca Presidente che si avvicina al Pd (13,79% e 17,36%), Italia viva raccoglie invece il 7,28%. Da dire che a dare man forte al Pd è stato l’exploit di Mario Casillo. Il consigliere uscente del Pd di Boscoreale, comune alle falde del Vesuvio, si conferma al primo posto tra i più votati come nel 2015 quando prese 31.307 voti, ma stavolta fa saltare il banco: il candidato ha abbondantemente superato le 42 mila preferenze. Boom di consensi anche per Loredana Raia e Bruna Fiola.

Ottimo il risultato di Italia Viva, terza lista della coalizione, mentre fa il pieno di voti il consigliere uscente “nemico” dei parcheggiatori abusivi di Napoli, Francesco Emilio Borrelli nella lista Europa Verde, portando a casa 15.440 voti. «Una vittoria di popolo. Se la politica perde il suo senso umano, non vale più niente» ha sentenziato ieri mattina don Vicienzo sulla pagina Facebook. In effetti basta dare uno sguardo al passato per comprendere come tante cose siano cambiate. Cinque anni fa, il quattro volte sindaco di Salerno prevalse alle regionali con 987.927 voti (pari al 41,15%), oggi ne ha presi 1.767.088 (69,47%) quasi un milione in più. Caldoro ne prese 921.481 (38,38%) oggi 459.152 (18,05%).

Lo strapotere di don Vicienzo ha investito anche la città di Napoli, quella che nel corso degli anni non è stata mai molto amica dei salernitani e che ha eletto per due volte consecutive quel Luigi de Magistris con cui non è scoppiato mai l’amore. Anzi. Tra primo cittadino e governatore è stato sempre un rapporto teso, tra scintille e attacchi al vetriolo. Per la prima volta De Luca si radica nel capoluogo a suon di consensi. Tra l’altro a fargli un assist in piena campagna elettorale era stato anche il presidente del calcio Napoli, Aurelio de Laurentiis, che lo aveva designato come “l’uomo migliore del momento”. Sta di fatto che in città il presidente rieletto ha sfondato il tetto del 60% delle preferenze: si è affermato soprattutto al Vomero-Arenella dove supera il 70% e si aggiudica anche il salotto buono della I Municipalità di Chiaia-Posillipo, attualmente nelle mani del centrodestra.

Insomma, dopo un divorzio di anni Napoli ha sposato lo sceriffo salernitano. Di fronte a questo scenario di strapotere, senza alcun dubbio De Luca detterà legge anche nella scelta del prossimo candidato a sindaco di Napoli. Un uomo, un potere.

L’ipotetica ripartizione dei seggi

A Vincenzo De Luca 32 consiglieri regionali, compreso il governatore, 12 al centrodestra con Stefano Caldoro, mentre il Movimento 5 Stelle conferma i 7 consiglieri. Questa una delle prime ipotesi sull’attribuzione dei seggi al consiglio regionale della Campania, all’indomani della chiusura delle urne, quando mancano solo 2 sezioni da scrutinare. Da una prima previsione la ripartizione dei seggi in Consiglio regionale dovrebbe essere così: Partito democratico 8 consiglieri, De Luca presidente 6, Campania Libera 2, Italia Viva 3, Europa Verde 1, Psi 1, Noi Campani 2, Centro Democratico 1, Liberal Democratici 2, Davvero Verdi 1, +Campania in Europa 1, Fare Democratico-Popolari 2, Per le Persone e le Comunità 1. Senza consiglieri Repubblicani e Democratici e Progressisti. Nel complesso alla coalizione di centrosinistra andrebbero 31 consiglieri, più il governatore De Luca, 32. Mentre al centrodestra andrebbero 12 consiglieri, compreso Stefano Caldoro, Fi 3, Lega 3, Caldoro presidente 1, Fratelli d’Italia 4. Altri 7 consiglieri, infine, al Movimento Cinquestelle.

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