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Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

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È stata una lezione di grande umanità, di Giustizia (con la G maiuscola) di scuse da parte dello Stato ed anche una affermazione del fatto che lo Stato c’è, esiste e che riesce anche a riconoscere i propri errori.

Non era mai successo prima d’ora. Non era mai successo nella storia italiana che malavitosi, mafiosi, gente che vive giustamente o ingiustamente in carcere, che ha sempre visto lo Stato e le divise (Carabinieri, Poliziotti, Agenti di Custodia, Finanzieri, Vigili Urbani) come “nemici”, oppressori e spesso carnefici e torturatori, applaudissero un capo del Governo, in questo caso (forse l’unico nella storia della Repubblica Itaiana) il “tecnocrate” Mario Draghi, il cui gesto di recarsi insieme al ministro della Giustizia Marta Cartabia, nell’ inferno del Carcere di Santa Maria Capua a Vetere, dove il 6 aprile dello scorso anno decine e decine di detenuti di quel carcere furono letteralmente massacrati da un centinaio di agenti della polizia penitenziaria e dove uno dei torturatori che guidava il commando di massacratori diceva ai detenuti che manganellava “Lo Stato sono io, oggi comando io e appartieni a me”.

Ieri però il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha sconfessato quell’ orribile frase del torturatore dicendo e affermando che lo “Stato”, quello vero, onesto e giusto, non è quello ma proprio un altro, quello che sa riconoscere i propri sbagli ed errori. Non è mia abitudine professionale riportare intere frasi e parole, ma in questo caso, nel caso di Mario Draghi, che personalmente chiede scusa a nome dello Stato, vale riportare, perché quelle parole di umiltà, di giustizia ed anche di affermazione del potere vero e giusto dello Stato, hanno rappresentato ieri , proprio dentro il carcere di Santa Maria Capua a Vetere, una vera e propria svolta nella politica a cui fino ad ora eravamo stati abituati. Pochi fronzoli e affermazioni consistenti.

Ecco cosa ha detto ieri il Presidente del Consiglio Mario Draghi, alle vittime del carcere di Santa Maria Capua a Vetere :”Prefetto di Caserta, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditore Regionale,Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, Dott.ssa Palmieri, ma soprattutto la comunita’ delle carceri. Oggi non siamo qui a celebrare trionfi o successi, ma piuttosto ad affrontare le conseguenze delle nostre sconfitte. Venire qui oggi significa guardare da vicino, di persona per iniziare a capire. Quello che abbiamo visto negli scorsi giorni ha scosso nel profondo le coscienze degli italiani. E, come ho appreso poco fa, ha scosso nel profondo la coscienza degli agenti della polizia penitenziaria che lavorano con fedeltà in questo carcere. Sono immagini di oltre un anno fa. Le indagini in corso ovviamente stabiliranno le responsabilità individuali. Ma la responsabilità collettiva e’ di un sistema che va riformato. Il Governo non ha intenzione di dimenticare. Non puo’ esserci giustizia dove c’e’ abuso. E non puo’ esserci rieducazione dove c’e’ sopruso”.

Draghi prosegue: “La Costituzione Italiana sancisce all’Articolo 27 i principi che devono guidare lo strumento della detenzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita’ e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

La ministra Cartabia parlera’ su questo principio fondamentale e presentera’ delle proposte che sosterro’ con convinzione, anche a nome di tutto il Governo. A questi principi deve accompagnarsi la tutela dei diritti universali: Il diritto all’integrita’ psicofisica, all’istruzione, al lavoro e alla salute, solo per citarne alcuni. Questi diritti vanno sempre protetti, in particolare in un contesto che vede limitazioni alla liberta’. L’Italia e’ stata condannata due volte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per il sovraffollamento carcerario. Ci sono migliaia di detenuti in piu’ rispetto ai posti letto disponibili. Sono numeri in miglioramento, ma sono comunque inaccettabili. Ostacolano il percorso verso il ravvedimento, ostacolano il reinserimento nella vita sociale, obiettivi piu’ volte indicati dalla Corte Costituzionale. In un contesto cosi’ difficile, lavorano ogni giorno, con spirito di sacrificio e dedizione assoluta, tanti servitori dello Stato, in primis la polizia penitenziaria, che in grande maggioranza rispetta i detenuti, rispetta la propria divisa, rispettano le istituzioni. Vorrei anche dire che gli educatori assicurano le finalita’ riabilitative della pena. I mediatori culturali assistono i carcerati di origine straniera. I volontari permettono molte delle attivita’ di reinserimento. A voi, ai vostri colleghi in tutta Italia, e al corpo della polizia penitenziaria nel suo complesso, va il piu’ sentito ringraziamento del Governo e il mio personale”.Per Draghi “la detenzione deve essere recupero, riabilitazione.Gli istituti penitenziari devono essere comunita’. E dobbiamo tutelare, in particolare, i diritti dei piu’ giovani e delle detenute madri. Le carceri devono essere l’inizio di un nuovo percorso di vita. L’Italia, questo Governo, comunita’ di Santa Maria di Capua Vetere, vogliono accompagnarvi. Grazie”.

Credo che qualunque altro commento sia inutile.


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