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Domenico Arcuri

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Solo proclami su un piano vaccinazione che fa acqua da tutte le parti. Gli infermieri italiani sbugiardano il commissario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, che giovedì sera aveva annunciato che l’obiettivo è «di vaccinare tutti quelli che lo vorranno entro il prossimo autunno».

«Non ce la faremo mai a vaccinare tutti gli italiani entro l’autunno, come il Commissario straordinario Arcuri ieri si è affrettato nuovamente a proclamare, se non subentrerà in corso d’opera un piano strategico nuovo e adeguato che dia una sferzata di energia a quello attualmente in corso» ha replicato il sindacato “Nursing up”, secondo cui anche i 12mila nuovi sanitari annunciati dal governo non bastano: «Ne occorrono almeno 27mila».

LE ACCUSE

«Come sindacato nazionale degli infermieri italiani, continuiamo a nutrire fondati dubbi sulla reale possibilità che alla fine possano arrivare quei 12mila infermieri di cui il Paese ha bisogno per dare man forte a chi, dall’inizio della campagna di vaccinazione, già impegnato al fronte da tempo, sta cominciando a sostenere il non facile peso della somministrazione delle fiale.

Riconosciamo il valore dei dati recenti, che ci proietta a oltre 370mila somministrazioni, ma non vorremmo trovarci di fronte a un “meraviglioso” Titanic, pronto a crollare quando arriveranno i colpi a sorpresa a svelarci i retroscena di una struttura perfetta solo all’apparenza. La “macchina dei vaccini” urge, per funzionare alla perfezione (e quando diciamo questo non ci riferiamo certo a 370mila somministrazioni, ma ai 120 milioni di dosi necessarie per vaccinare i cittadini italiani), di oltre 27mila infermieri, e non certo di soli 12mila».

Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato Nursing Up, chiede così a gran voce che si dia una sterzata reale in favore di quella che finora è stata una campagna vaccini a scartamento ridotto. Gli interrogativi sul piano di Arcuri restano tanti.

«Dove Arcuri troverà questi uomini e queste donne, al di fuori del servizio sanitario nazionale? Tra i liberi professionisti, forse? O tra i disoccupati o i pensionati? Non lo sappiamo davvero. Qui c’è una carenza cronica che, lo ripeteremo all’infinito, ci proietta a numeri vertiginosi» si chiede Nursing up.

Secondo il sindacato sono 90mila gli infermieri che mancano all’appello e «mentre il buon Arcuri si lancia nei suoi proclami serali, le terapie intensive di molte regioni sono di nuovo in affanno. Qualcuno vuole spiegarlo?».

Persino un risultato apparentemente eccezionale va preso con le pinze, senza cedere a facili entusiasmi.

LE PROPOSTE

«Che senso ha essere tra i primi in Europa per numero di somministrazioni effettuate, se dal 27 dicembre a oggi abbiamo effettuato poche centinaia di migliaia di punture rispetto ai 120 milioni che servono? – si interroga Nursing up – A cosa serve sostenere che l’Italia viaggia spedita, se non c’è il personale che serve e che quindi questo motore a breve raggiungerà il numero massimo di Km consentiti?».

Di fronte a uno scenario così catastrofico le strade da percorrere sono ben poche.

«Apriamo le porte, anche questo lo diciamo da tempo, ai 30mila infermieri ambulatoriali e a tutti gli altri infermieri del Ssn che non sono impegnati h24 nei servizi ospedalieri e che possono mettersi a disposizione anche oltre il proprio orario di servizio – sottolinea De Palma – Offriamo loro prestazioni aggiuntive retribuite dignitosamente, la legge di bilancio appena approvata lo prevede e si può fare, perché è chiaro che i 12mila infermieri di Arcuri, se mai arriveranno, non saranno sufficienti. Coinvolgiamo anche i laboratori e gli ambulatori privati e le farmacie come punti di vaccinazione. Alla fine i 25 milioni di euro lordi messi a disposizione delle agenzie esterne per la ricerca di personale avrebbero potuto utilizzarli per mettere a disposizione del Ssn centinaia di migliaia di ore di prestazioni aggiuntive, ogni mese per nove mesi, da parte di professionisti della sanità, in tal modo aumentando davvero il numero dei vaccini per spostare la lancetta su milioni di somministrazioni e non su centinaia di migliaia. Non arriveremo lontano senza gli attesi rinforzi».

Un altro fenomeno è quello dell’emigrazione dal Mezzogiorno al Nord degli operatori sanitari. «Mettiamoci nei panni di chi, dal Sud Italia, dovesse essere chiamato da una delle agenzie interinali selezionate magari al Nord – denuncia il sindacato – Quei 3.077 euro lordi si trasformano amaramente in 1.500 euro netti, se consideriamo le spese a carico dei datori di lavoro e quelle a carico dei dipendenti da sottrarre. E quanti, da Palermo a Milano, con un affitto da pagare, accetterebbero questo incarico per la durata di soli nove mesi?».

GLI OSTACOLI TECNICI

Intanto ben cinque regioni (Molise, Toscana, Lombardia, Calabria, Liguria) lamentano la presenza di siringhe che complicano la vita a chi deve dosare il vaccino.
«Non è un dettaglio, perché con questi strumenti diventa molto difficoltoso prelevare la quantità precisa di farmaco dalle fialette che escono dagli stabilimenti della Pfizer, visto che ognuna di esse contiene 5 dosi di 0.3 millilitri – sottolinea il sindacato – Di conseguenza gli ospedali si sono dovuti attivare con le proprie scorte, che ovviamente non sono infinite».

«Entrambi i vaccino approvati, Pfizer e Moderna – ha spiegato ieri il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, sono basati sulla tecnologia Rna-messaggero e l’intervallo tra le due somministrazioni è di 28 giorni per Moderna anziché di 21 giorni. Per ogni flacone di Moderna sono ottenibili 10 dosi, non necessita di essere diluito e si conserva tra 15 e 25 gradi».

LA CARD DI DE LUCA

Novità arrivano dal Mezzogiorno. «La Campania darà una card di avvenuta certificazione a tutti i cittadini vaccinati contro il Covid dopo il richiamo – ha annunciato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha mostrato il prototipo in diretta Facebook – Sul retro c’è un chip: ci auguriamo che tra qualche mese i cittadini la possano esibire per andare al cinema o al ristorante con più tranquillità, avendo la certificazione che sono stati vaccinati».

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