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È stato il giorno del graduale ritorno alla normalità, ma anche delle polemiche. Se da un lato c’è chi ritiene la scelta del governo oculata, dall’altro c’è chi considera le misure in atto – coprifuoco su tutte – ancora troppo restrittive. E poi ci sono settori della comunità scientifica che valutano persino avventato il ripristino delle zone gialle.

CONTRO LE RIAPERTURE

«La mia previsione è che nel giro di tre, cinque settimane saremo costretti a richiudere», commenta ad “Huffington Post” il matematico Giovanni Sebastiani, del Cnr. Su una lunghezza d’onda simile un altro matematico, Stefano Merler, della Fondazione Bruno Kessler. Il quale nei giorni scorsi ha mostrato al Cts (Comitato tecnico-scientifico) le sue poco incoraggianti previsioni: «Riaperture precoci entro aprile – riporta “Il Fatto Quotidiano” – possono portare a un costante ma alto numero di morti giornaliere», anche se l’indice Rt non dovesse superare 1.

DUELLO LETTA-SALVINI

Non prima del fine settimana dell’8 maggio sarà possibile verificare l’esito di certe previsioni, fermo restando che il governo si riserva di allentare o restringere, come ribadito da Palazzo Chigi, in base alla curva epidemiologica.

Dentro la maggioranza, tuttavia, continuano a registrarsi tensioni. La Lega non ha mai fatto mistero di contestare il coprifuoco, soprattutto il mantenimento del suo orario dalle 22 alle 5. Il tentativo del Carroccio e di Forza Italia di posticipare l’orario d’inizio alle 23 si è però scontrato con gli scudi alzati dagli altri componenti dell’esecutivo.

La polemica si è allora spostata fuori dal Consiglio dei ministri. A tenere alto il tono del dibattito è stato il botta e risposta tra Salvini e Letta. Quest’ultimo ha contestato la raccolta firme lanciata dalla Lega contro il coprifuoco, sottolineando che non si può stare al governo e, allo stesso tempo, remare contro una misura decisa dal governo. Pronta la replica del segretario leghista dai microfoni di “Rtl 102.5”: «La Lega fuori dal governo? Ho tutta l’intenzione di stare dentro».

Salvini ha dunque spiegato: «Se c’è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo». E ancora: «Il coprifuoco non porta vantaggio, non c’è in Europa, non c’è a Madrid». Il leader del Carroccio si dice comunque ottimista, riferisce che nel governo «entro metà maggio ci sarà un aggiornamento in base ai dati scientifici» e «se continueranno a essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco».

POCHI LOCALI APERTI

L’auspicio di Salvini sembra corrispondere a quello di circa metà tra bar e ristoranti italiani che non sono in grado di riaprire alle condizioni imposte dal decreto in vigore. Come segnala all’“AdnKronos” il presidente di Fipet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, solo 150mila locali su 340mila presenti in Italia riescono a tirare su la serranda. Per Banchieri «non ci si può dimenticare dei locali che non riaprono: bar, ristoranti pub, pizzerie». Inoltre, tiene a dire che tra quanti riaprono «una gran parte ha uno spazio piccolissimo, soprattutto nelle città sono una minoranza, pochi fortunati che si possono allargare nelle piazze, magari nei centri urbani minori difficoltà di questo tipo sono superabili».

Pochissimi i cinema che hanno riaperto. Molti esercenti, come raccontato dall’inserto “Lunedì Film” del Quotidiano del Sud, hanno ancora bisogno di qualche tempo per rendere le sale idonee in base a quanto prevede il decreto.

NO ALLO SPUTNIK

Hanno superato intanto quota 5milioni e 200mila i vaccinati in Italia, mentre a livello europeo tiene banco la causa che la Commissione Ue ha fatto ad AstraZeneca, a nome dei 27 Stati, per non aver rispettato gli impegni nella fornitura delle dosi. L’azienda anglo-svedese annuncia che «si difenderà fermamente in tribunale».

Oggi, comunque, i vaccini arrivano «in quote sufficienti», ha detto il commissario per l’emergenza Figliuolo, ragion per cui «è inutile che da qualche parte si chieda ad Aifa di intervenire per l’acquisto di Sputnik», rilevando inoltre che sul vaccino russo «il dossier non è ancora completo». Il generale ha detto che a maggio arriveranno tra i 15 e i 17milioni di dosi.


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