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Un incendio

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Finalmente i mantra sul Sud cominciano a cadere uno dopo l’altro. L’occhiello del mio ultimo saggio, “Il lupo e l’agnello”, era: “Dal mantra del Sud assistito all’operazione verità”. Pare che anche l’Istat certifichi quelli che sembravano solo pii desideri di meridionalisti generosi con il Sud.

Prima il tema era che il Sud era stato inondato di soldi. Oggi si scopre che la spesa pro capite è più bassa al Sud che al Nord. E l’obiettivo che si vuole raggiungere è quello dei Lep, cioè di avere perlomeno dei livelli essenziali di prestazione. Nessuno parla di avere una spesa pro capite uguale, perché significherebbe togliere tanti soldi alle realtà territoriali del Nord.

LE GRANDI MENZOGNE

L’altro era che il costo della vita fosse più basso; poi si scopre che in realtà una serie di utilities, che al Nord sono gratuiti o a prezzi politici, vengono pagati a prezzi di mercato. E si pensi all’acqua che molte attività turistiche, oltre che private, devono comprare; oppure all’esigenza di avere dei centri elettrogeni per sopperire alle continue cadute di energia elettrica, o ancora all’esigenza di svuotare le fosse di raccolta delle acque nere, di nuovo pagando le autobotti a prezzi impossibili, perché moltissime abitazioni non sono servite da fognatura pubblica.

E si pensi, infine, all’esigenza assoluta di avere un’automobile privata, poiché i servizi pubblici di mobilità sono talmente dispersi e inefficienti da richiedere il possesso di un mezzo privato. E non parliamo del cosiddetto digital divide che non permette in alcune realtà di avere un contatto in fonia, altro che la possibilità di lavorare con la fibra ottica sui dati.

Altro mantra che è stato sconfessato è quello di una maggiore corruzione. Il Mose di Venezia ci ha fatto capire che la corruzione e la criminalità si annidano in tutti gli appalti pubblici. In realtà già il cinema aveva messo alla berlina tale modo di vedere le cose in molti film. In “Benvenuti al Sud” Alessandro Siani e Claudio Bisio ci facevano ridere su un Paese che ancora non ha completato l’unità socio-economica.

Come sempre l’arte anticipa la ricerca, il film prendeva in giro il nordico, intriso di pregiudizi e di idee da bar dello sport. Per cui il napoletano diventava pizza e mandolino oltre che poltroniere, e il siciliano era rappresentato con coppola e lupara. Sembra che quell’Italia – così caratterizzata da essere in realtà due Paesi diversi per reddito, produzione industriale, occasioni di lavoro, opportunità di riuscita sociale, per esportazioni pro capite, per dotazione infrastrutturale, per presenze turistiche, per tasso di occupazione e di disoccupazione, per presenza di asili nido, per servizi sanitari, e potremmo continuare all’infinito – sia più unita sul piano dei comportamenti civici.

I VALORI CONDIVISI

Se a livello di reddito pro-capite la differenza tra Nord e Sud, per esempio, è di più di 40 punti percentuali, senza contare che al Nord in una famiglia vi sono due redditi e al Sud solo uno, sul piano invece dei «valori condivisi di cittadinanza a livello territoriale non si osservano grandi divari nella valutazione dei comportamenti virtuosi» dice il rapporto Istat.

Sarei sempre molto cauto nel valutare le evidenze di simili rapporti. Infatti, spesso le risposte possono essere in qualche modo influenzate da quello che sembra, nella mente dell’intervistato, il modo di pensare corretto.

Per esempio, se chiedi se sei d’accordo sul voto di scambio magari la risposta è no. Ma poi i risultati della classe politica che viene eletta sono in totale contraddizione con tale risposta, poiché il ricorso al voto di scambio è uno dei mali atavici di un Mezzogiorno che non sceglie una buona classe dirigente, ma che si lascia gestire da una classe dominante estrattiva, che evidentemente nel voto di scambio pone la sua possibilità di successo.

Il fatto che, dal punto di vista territoriale, la pratica clientelare nella ricerca del lavoro sia leggermente più accettata al Nord che al Sud e nelle Isole mi pare un dato da approfondire. Mentre mi convince di più il dato sulla poca condanna dell’evasione che il Nord, malgrado si parli sempre di Sud, in genere tollera e alimenta.

Così come quelli sugli scontrini e sulla ricevuta fiscale, che nessuno richiede, tollerando comportamenti evasivi tipici del genere italico. Che sia stigmatizzato quasi nella stessa percentuale in tutt’Italia il viaggiare senza biglietto sui mezzi pubblici mi pare una boutade, considerato il numero di viaggiatori che nei mezzi pubblici meridionali viaggia da portoghese.

ITALIA UNITA NEI VIZI

La ricerca dell’Istat relativa al 2018 bisognerebbe ripeterla periodicamente con metodi scientifici, dati dalla teoria dei campioni e campioni adeguati. Quella che è stata riesumata, considerati i dati vecchi, relativi al 2018, rivela molte cose interessanti, perfino che l’84% degli italiani condanna chi butta le cartacce per strada. E ce li distribuisce per maschi e femmine, per Sud e Nord, per giovani e vecchi.

Insomma, l’Istat ci consegna un’Italia più unita di quanto pensassimo, purtroppo più sui vizi che sulle virtù, ma forse qualche approfondimento in più non sarebbe male, con commenti magari non in periodo ferragostano.


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