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Tommaso Le Pera

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Nel suo archivio romano le fotografie cristallizzano circa 4500 spettacoli, praticamente il teatro italiano dalla fine degli anni Sessanta in poi. Anni in cui Tommaso Le Pera comincia a fotografare e proporre i suoi scatti a quelli del Folkstudio, fucina e trampolino di lancio per diversi artisti nata nel 1960 in una cantina trasteverina in via Garibaldi al civico 59. Ed è a cavallo tra i Sessanta e i Settanta che ha inizio la storia romana di Le Pera, “fotografo da sempre”.

Prima lo studio fotografico del padre, in Calabria a Sersale, provincia di Catanzaro, laddove d’estate nei «castagneti maestosi scorrazzavamo liberi e sicuri a raccogliere le castagne durante gli autunni nebbiosi ma anche le campagne circostanti a “caccia” di ciliegie, prugne, albicocche e tutto quello che si poteva mettere sotto i denti!».

LEGGI L’INTERVISTA A TOMMASO LE PERA
IL FOTOGRAFO DEL TEATRO ITALIANO

Di quel ragazzo arrivato a Roma che entrava di nascosto durante gli spettacoli, si sentirà parlare e molto. Soprattutto negli ambienti della cosiddetta Avanguardia teatrale. Le “cantine” romane abitate dalla voglia di cercare, trovare e costruire un nuovo linguaggio e una nuova grammatica teatrale, diventano per lui una sorta di scatola magica, fuori da canoni  e schemi. In questa fucina di sperimentazione, dunque, c’è anche Tommaso e la sua macchina fotografica: una rumorosissima Pentacon six. Più tardi arriverà una Leica.

Le Pera scatta senza interrompere lo spettacolo. Inventa e propone la tecnica della fotografia dinamica. Sarà la sua sfida e il suo asso nella manica.  Le sue immagini aderiscono perfettamente a quel tipo di teatro. Gli spettacoli di Perlini, Nanni, Sepe, Vasilicò, Ricci, diventano per Tommaso il vaso di Pandora da cui tirar fuori quelle fotografie “nuove”, diverse. È la scommessa di un ragazzo poco più che ventenne in una Roma che profuma ancora di Dolce Vita. 

Un grappolo di anni e di lui si accorge anche il teatro ufficiale: Eduardo e Peppino De Filippo, Valli e De Lullo, Gassman, Albertazzi,  Lavia,  Proietti, Calenda. Praticamente tutto il teatro italiano senza trascurare le compagnie minori e i giovani talenti.

Non solo in Italia. Le Pera comincia a essere apprezzato anche all’estero: Germania, Francia e Stati Uniti. Per diversi anni è il fotografo ufficiale del Festival di Spoleto e di Benevento, ma anche di altri cartelloni blasonati: Taormina, Siracusa, Todi, Asti.

Non solo palcoscenico, però!

Dal teatro alla carta stampata, Le Pera – che ha vissuto anche la stagione degli “spaghetti-western” al Cinema e degli epici sceneggiati in televisione – è tra i fondatori di “Prima Fila” nonché autore di diversi libri sul teatro. Molte anche le mostre realizzate in questi anni.

Da martedì 11 giugno a metà agosto le sue foto sono esposte a Roma nella galleria Rhinoceros della Fondazione Alda Fendi –Esperimenti con una mostra fotografica dedicata unicamente a “Giorni Felici”: 10 allestimenti con 70 opere (7 foto per ogni spettacolo) dello stesso testo di Beckett da lui fotografati dal 1985 al 2016. La mostra nasce in concomitanza con l’installazione di Raffaele Curi “Lane di Dublino” e l’allestimento di Giorni Felici per la regia dello stesso Curi.

 


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