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Neil Ferguson, l'ormai ex consulente del premier inglese Boris Johnson

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ORA che l’invisibile maledetto sta allentando la morsa, un pensiero su loro due, gli amanti spericolati della passione al tempo del covid-19, lo vogliamo fare? Ma così, in leggerezza, dopo le settimane di quarantena qualsiasi sermone sarebbe esagerato e pesante. Giusto, come si diceva una volta, per trarre una morale dalla storia più immorale nell’era dell’amuchina e delle mascherine.

Una novella moderna sull’epidemia con gli occhi irridenti di Boccaccio. La vicenda ha fatto il giro del mondo, proprio nei giorni dell’angoscia e del dolore. Lui, Neil Ferguson, 51 anni, professore dell’Imperial College ha ricevuto nella sua abitazione, per un imperdibile e irrinunciabile momento di sesso, la sua amante, la bella Antonia Staats, 38 anni, sposata, con figli e marito con i quali passa le giornate quando non si risvegliano le farfalline nello stomaco. Niente di nuovo: una storia di passione e tradimento, come tante, da che la prima coppia di umani mise piede nell’Eden. Solo che lui, il professore, non è uno qualsiasi: è l’esperto che ha convinto quel capoccione di Boris Johnson a rinunciare alla strategia fatalista dell’immunità di gregge, per varare un piano di precauzioni e protocolli contro la peste arrivata dalla Cina.

La passione tra Neil e Antonia è passata per un attimo in secondo piano, perché l’attenzione si è concentrata sulla grande contraddizione: la medicina per gli altri, per sé poi si vede. Un po’ come i dottori che raccomandano di non fumare mentre aspirano una Camel o un sacerdote che sgrana gli occhi sui pensieri e gli atti impuri, pur avendo frequentazioni concrete.

Il professor Ferguson è stato costretto a dimettersi dal ruolo di consulente, per il cattivo esempio dato come esperto non come amante. E c’è già chi scommette che Neil e Antonia (sui social si sono scatenate le ironie e le affinità con Porci con le ali) saranno ricordati per questo, non per aver contribuito a salvare almeno mezzo milione di persone.

Niente sesso siamo inglesi, si è detto spesso in passato. Luoghi comuni, destinati come tutti gli altri a essere smentiti dai fatti e dalle passioni. L’incontro tra Ferguson e Johnson è avvenuto a distanza. Il premier acciaccato e afflitto per aver visto la morte con gli occhi e il ciuffo, ha chiesto il più scontato dei why, perché? Il professore ha abbozzato un sorriso, dopo aver capito di aver gettato alle ortiche una brillante carriera e il buon nome di una donna sposata.

Un dialogo in un’atmosfera troisiana. «Quando c’è l’amore c’è tutto», «No, quella è la salute», avrebbe risposto il premier, alla prese con la più complicata delle convalescenze.


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