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PERCHE’ non sono bastati secoli e secoli di oppressione, harem, diritti negati, cinture di castità, porte sbarrate, delitti d’onore e accostamenti al diavolo. L’ultima catena arriva sotto forma di una lusinga, stupida e crudele. Un uomo può essere trasandato, mettere su la pancetta, vestire male, barba incolta, persino l’alito pesante: la donna no, per lei gli esami non finiscono mai, obbligata a rincorrere la perfezione, a superare gli ostacoli che l’allontanano dai canoni della bellezza che il carrozzone della vanità ha messo su con tanto di guadagni milionari.

Dagli uomini di potere, i neo-paparazzi stanno alla larga. Anche se hanno peluria e ciccia da orsi marsicani. Va beh c’è stato Salvini al Papeete, ma lì ha fatto tutto lo staff, lui ci ha messo il superfluo. Ma gli altri? Speranza, Di Maio, Conte chi se li fila? Giusto se hanno accanto una bellona, altrimenti ciao. La caccia si sposta alla cellulite di governo: dalla Boschi alla Azzolina. Scrutate al microscopio, buccia d’arancia analizzata nel dettaglio, misure calcolate al millimetro. E se una non ha 90-60-90 che vive a fare? L’emancipazione in cambio della ricerca perenne della perfezione: sempre più belle, lisce, sode, solari e abbaglianti. E sorridenti: perché le donne dovrebbero avere crucci? Avete mai visto angeli e madonne arrabbiate?

Il mondo della bellezza ha creato dei mostri. Un maschilismo occultato da modernità. Il presidente Mattarella che si accarezza il ciuffo ribelle e ricorda di non poter andare dal barbiere, diventa un culto, il video virale, come si dice oggi. La giornalista inviata della Rai che si presenta al naturale, senza un filo di trucco e senza nascondere qualche capello bianco, viene messa nel tritacarne. Come lo vogliamo chiamare? L’inganno del circo corrotto di Venere?

Belle a tutti i costi. Con misure e canoni decisi da altri. Quante vittime ha fatto la famigerata taglia 38, vissuta come una frontiera insuperabile pena l’infelicità eterna? Basta, fermiamoci. Torniamo alle cose serie e essenziali. Liberiamo le donne da questa trappola. Viva la cellulite e quei chiletti in più che mettono allegria. Il costume serve per andare a prendere il sole, non può essere l’esame inappellabile di un’esistenza.


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