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Vittorio Sgarbi in aula alla Camera

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LA LETTERA DI VITTORIO SGARBI AL QUOTIDIANO DEL SUD – L’ALTRAVOCE DELL’ITALIA DOPO L’ARTICOLO DI ANGELA RIZZICA (LEGGI)

Gentile Angela Rizzica, le rispondo volentieri per la civiltà del suo tono , diversamente da quello della Onorevole Carfagna. La premessa è che io non credo, e mi pare che i fatti mi diano ragione , alle pretese verità scientifiche che vengono diffuse da medici e virologi, fino al Comitato tecnico-scientifico che, proprio nella mia prima ribellione all’imposizione delle mascherine , stavamo ascoltando in commissione parlamentare attraverso le parole del suo coordinatore Agostino Miozzi . Questi, a un piccolo gruppo di deputati distribuiti a distanza di ben più di un metro (ecco la prescrizione del capo della protezione civile Borrelli il 3 aprile: “ io non porto la mascherina, rispetto le distanze”, molto eloquente) , stava dicendo che il Comitato tecnico-scientifico non impone regole ma da’suggerimenti , offre consulenze. E io gli stavo rispondendo che ,a mia scienza ( penso in particolare al Ministro dei Beni Culturali ),ogni decisione del governo era subordinata alle indicazioni del Cts .

Ora ,è del tutto controversa, anche rispetto ai protocolli covid, la funzione delle mascherine, che , come le allego, nelle affissioni diffuse in sedi pubbliche, è sempre subordinata alla distanza inferiore a 1 metro. Non si ravvisava questa condizione né nella commissione parlamentare né nell’aula dove la Carfagna accarezzava i 629 intelligenti , in realtà poco più di 400 , che indossavano la mascherina, secondo prescrizioni intervenute soltanto il 22 aprile . Ha letto bene : nel pieno della crisi, fino al 20 aprile, nessun deputato portava la mascherina ,e i soli due che , alternatim, l’avevano indossata , fin dalla fine di Febbraio, erano stati guardati con sufficienza. Voglio ricordarle una considerazione molto eloquente dell’artista più sintonizzato con la sensibilità contemporanea , Banksy : «I più grandi crimini del mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole . Sono le persone che eseguono gli ordini che sganciano le bombe e massacrano i villaggi» .

Si potrebbe aggiungere : «sono i soldati che hanno deportato gli ebrei» . È proprio perché sono un legislatore ,e non mi piacciono le finzioni e le maschere, credo che la funzione politica debba portare a valutare e interpretare i suggerimenti dei comitati tecnico-scientifici, anche con l’obiettivo di evitare , per la salute e per l’economia, guai peggiori del male . E , mentre nessuna fonte ci garantisce della utilità delle mascherine fuori degli ambienti sanitari e delle case di riposo, o , in difesa del medico, nei rapporti con i malati accertati , da molte fonti arrivano indicazioni sugli effetti negativi della mascherina rispetto alla diffusione dei batteri, in contrasto con l’ossigeno e l’aria libera. E intanto : coloro che le portano dovrebbero sapere che la mascherina andrebbe cambiata ogni 4 ore. Nessun parlamentare lo fa . Da innumerevoli fonti, a partire da Borrelli fino ad Alberto Zangrillo , in giudizio è unanime .

Alcune mascherine sono un presidio medico chirurgico e possono essere considerate a tutti gli effetti un trattamento medico sanitario. Al di là della qualificazione della mascherina, c’è un’interferenza con le attività biologiche e fisiologiche più naturali, a partire dalla respirazione. Questa interferenza è conclamata dalle stesse fonti ufficiali governative. Non lo dicono in modo esplicito ma causa un limitato apporto di ossigeno e una maggiorazione di anidride carbonica che viene espulsa e poi reintrodotta. Perfino nelle linee guida inizialmente diffuse raccomandavano di non portare la mascherina, se non malati. Si può quindi affermare che è un trattamento sanitario poiché interferisce con la fisiologia e va a modificare e alterare un funzionamento normale.

L’utilizzo della mascherina è sconsigliabile, o addirittura da evitare, con persone disabili, con alcune malattie, o in diverse fasce d’età. Si fa quindi un’altra ammissione implicitamente: usare la mascherina non è sicuro a priori, è necessaria una valutazione medica pregressa per determinare se il soggetto sia compatibile.

Tutto questo è riassunto in un documento dell’avvocato Prisco e del dottor Mastrangelo : «smascheriamo le mascherine» ,che affermano opportunamente: «Quindi si va a sancire un obbligo, senza sapere se una persona è malata e senza sapere se quell’obbligo sia compatibile con una condizione che una persona può non sapere di avere.

Questo è un trattamento sanitario in quanto passibile di inficiare la salute e persino la vita di una persona. Allora come TSO deve attenersi alle norme vigenti in materia di TSO: deve essere disposto dall’autorità locale, cioè il sindaco, su richiesta e proposta di un medico che deve visitare la persona.
Se l’obbligo della mascherina è un TSO ,allora solo il sindaco può ordinare a un individuo, con un ordine di autorità, di usare la mascherina, sulla base di una valutazione di un medico che fa la proposta. In questo senso è pure illegale perché non rispetta la normativa vigente in tema di TSO”.

Tutte queste considerazioni culminano nella battuta di Zangrillo: “Non c’è nessuna prova scientifica sulla distanza, sulle mascherine siamo al ridicolo”. E io devo prenderle sul serio ? Lo lascio fare alla Carfagna nel rito di ipocrisia cui il Parlamento si è voluto piegare.

Ma un indizio inquietante sulle mascherine viene da quelle allegate ,in gran numero ,al “Corriere” ,il 30 Aprile.Nella confezione che le conteneva si leggeva , a riprova dell’universale incertezza sulla loro utilità ( e pensiamo a quanti tipi e varieta’non comprovate ne sono circolate ): «Ad uso esclusivo della collettività. Non adatta per uso sanitario o sui luoghi di lavoro. Non costituisce dispositivo medico e/o dispositivo di protezione individuale». E dunque ,in questo mare di dubbi e in queste difformi prescrizioni, dove stanno le non certificate ,e alluse da Angela Rizzica, indicazioni dell’OMS?

Mi sembrano più importanti i tentativi di buon senso delle madri, che cercano di salvaguardare l’integrità fisica e psicologica dei loro bambini ,soprattutto dopo la certificazione medica che «l’uso prolungato della mascherina porta a respirare la stessa anidride carbonica emessa dai polmoni . Si chiama ipercapnia. La sintomatologia progredisce verso il disorientamento, panico , iperventilazione, convulsioni, perdita di coscienza e può portare fino alla morte».

La fonte ? L’Istituto Superiore di Sanità ,nel raccomandare l’uso delle mascherine soltanto in ambito sanitario. Mi fido della ragione , non di un Parlamento lobotomizzato.
Grazie.

Vittorio Sgarbi

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