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No la sindrome riparazionista no! Mi pare che sul decreto legge dei 55 miliardi “rilancio“ si possa scorgere la voglia di risarcire le zone maggiormente colpite dal contagio. Mi pare un sentimento condivisibile: nessuno può dimenticare la commozione nel vedere la lunga colonna di camion, che portano le bare dei nostri connazionali per essere cremate nelle città vicine a Bergamo.

DUECENTO MILIONI

Proprio per questo sentimento diffuso, probabilmente sono stati previsti 200 milioni, giustificati in considerazione della particolare gravità dell’emergenza sanitaria, che ha interessato i territori di alcune province, istituendo presso il Ministero dell’interno un fondo per l’anno 2020, in favore dei comuni ricadenti nei territori delle predette province. E forse anche per questo si è prevista l’infrastrutturazione ferroviaria da Bergamo a San Candido , utilissima per le prossime Olimpiadi invernali! E adesso Bergamo e Brescia vogliono candidarsi come capitali della cultura italiana per il 2022, visto che Parma lo sarà per il 2020 e 2021, due anni in considerazione dell’epidemia!

REDDITO TRIPLO

Ad una prima superficiale considerazione sembra tutto questo legittimo, quasi dovuto. Se poi però ci si ricorda che tali realtà sono caratterizzate da un reddito procapite triplo rispetto a quello medio del Centro Sud, che li ogni 4 persone ne lavorano due e che quindi in ogni famiglia ci sono due redditi, che Bergamo ha un aeroporto che è l’hub di Ryanair in Italia, che porta parecchia ricchezza, per fare solo qualche riferimento al reddito prodotto, si può giustificare qualche altra considerazione circa l’esigenza di non avvantaggiare troppo tali territori! Non dimentichiamo che vi sono realtà dove lavora una persona su quattro, irraggiungibili perché l’alta velocità si ferma a Salerno, per le quali un grande evento, come lo è stato quello di Matera, può rappresentare una svolta per il futuro e non una delle tante occasioni per continuare nel processo di crescita e sviluppo della zona, come può esserlo per Bergamo e Brescia.

SINDROME

Peraltro forse ormai nemmeno auspicabile, considerato che troppe aggregazioni di aziende e persone possono portare a problemi quali quelli che abbiamo recentemente vissuto. E se non vi è un obiettivo riparazionista, va considerato che sarebbe opportuno che i grandi eventi venissero distribuiti nel Paese, perché Palermo capitale della cultura e Manifesta 12 sono stati un momento di grande promozione turistica! Invece sembra che nel nostro Paese i grandi eventi si possano svolgere solo sopra la linea gotica!

LA SPAGNA

Diversamente dalla Spagna che li distribuisce in tutto il territorio nazionale, con Siviglia per l’Expo o Valencia per la Vuitton cup, da noi sembra che Napoli, per esempio, non possa ospitare nulla!
Un obiettivo è quindi quello di evitare di concentrare i grandi eventi, che hanno date catenaccio, che consentono di finire grandi lavori in tempo, come in genere non succede, tranne che per il ponte di Genova, solo in una area. Ed è proprio l’atteggiamento che bisogna cambiare perché bisogna riparare a quella epidemia che dura dal 1860 e che ancora non siamo riusciti a superare! Peraltro è già difficile destinare il 34 % delle risorse, equivalenti alla percentuale di popolazione residente al Sud, e farlo diventa una grande vittoria.

I DERUBATI

Cioè è un successo non essere derubati delle risorse ordinarie. E anche se si parla del ristoro dei 60 miliardi l’anno, che sono stati sottratti impunemente negli ultimi dieci anni con la spesa storica nessuno prende iniziative concrete. Mentre se si guarda bene al decreto legge “rilancio” ci si accorge che la destinazione delle risorse per aree sembrerebbe penalizzare, tanto per cambiare, il Mezzogiorno.
Questi conti andrebbero fatti subito in modo da intervenire prima che venga approvato il decreto legge dal Parlamento. Le risorse messe in campo sono molto consistenti e saranno le ultime disponibili, perché poi ritornerà il problema della grande dimensione del debito pubblico! Facciamo in modo che l’epidemia non diventi una ulteriore occasione per penalizzare il Sud.

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