Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 Minuti

Tutto come previsto. Dopo la guerra commerciale all’Asia, tocca all’Europa. Trump non fa prigionieri. Se la Germania era già sotto pressione, d’ora in avanti lo sarà ancora di più. Il conto che tutto ciò porta all’Italia è un conto salato che la sovranità monetaria condivisa e la reputazione recuperata aiutano ad attenuare, ma non possono annullare. La Germania vende meno nel mondo anche noi vendiamo meno nel mondo. La Germania si ferma, cede il suo mercato interno, i nostri prodotti perdono quota nel loro primo mercato di esportazione. Boris Johnson fa le bizze, si torna a parlare di hard Brexit, nessuno ci crede più, ma il danno c’è comunque, siamo in prima linea a pagare il solo conto dell’incertezza. Rallenta tutto, la Cina cresce al suo minimo storico, rallentiamo anche noi. Forse, è arrivata la volta buona per affrontare senza ipocrisie le debolezze strutturali della nostra economia, la costante perdita di produttività, e prendere finalmente coscienza che la stagione delle scorciatoie è finita per sempre.

Bisogna misurarsi con il problema di venti staterelli l’un contro l’altro armato, e tutti chi prima chi dopo impegnati a gonfiarsi con assunzioni clientelari e favori agli amici degli amici. Il problema di fondo di un regionalismo che non solo si indebita e ipoteca il futuro, ma non rinuncia neppure a mettersi sempre di traverso ogni volta che si tratta di fare un’opera interregionale e sforna a getto continuo leggi palesemente incostituzionali, non può più essere sottovalutato perché blocca lo sviluppo dell’intero Paese.

SCOPRI IL CONTENUTO INTEGRALE DELL’APPROFONDIMENTO DEL DIRETTORE ROBERTO NAPOLETANO NEL QUOTIDIANO DEL SUD L’ALTRAVOCE DELL’ITALIA IN EDICOLA OGGI OPPURE CLICCA QUI PER ACQUISTARE L’EDIZIONE DIGITALE

  •  
  • 3
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •