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SE vuoi il buono spesa per cercare di sfamare te e la tua famiglia, non devi solo dichiarare di essere bisognoso, un povero disgraziato che già guadagnava appena quattro soldi prima dell’arrivo del mostro invisibile e che adesso magari non hai più nemmeno quelli perché è tutto chiuso. No, non basta. A Parma – comune guidato dal sindaco Federico Pizzarotti, tra i primi fuoriusciti eccellenti dai Cinquestelle – sul modulo devi dichiarare anche la tua profonda fede antifascista. Altrimenti niente aiuto alimentare.

In realtà la disposizione è durata giusto lo spazio di una mattinata di polemiche. Il sindaco ha fatto subito marcia indietro e la clausola antifascismo è stata depennata. Era stata inserita – hanno poi spiegato dal Comune – in automatico, perché a Parma dopo un episodio di anni fa contestatissimo in cui una sala comunale fu concessa per un evento di Forza Nuova, adesso c’è un regolamento che riguarda la concessione dei patrocini, dei contributi e dell’utilizzo delle sale comunali. Che c’entra il buono spesa? Ovviamente nulla.

Se ne sono resi conto anche a Parma. Tardi però. Solo quando l’opposizione politica ha gridato allo scandalo e alla vergogna. Eppure Pizzarotti ha dimostrato di non essere un cattivo amministratore. Evidentemente però non tutte le persone dello staff sono alla sua altezza. E allora la mia domanda è sempre la stessa: ma come fanno i cretini a raggiungere posti di potere, a decidere per noi, per le nostre vite? Perché c’è un concentrato cosi alto di tale genere umano tra i gangli della burocrazia? Non so trovare una risposta.

E purtroppo devo constatare che negli ultimi anni più dici cose senza senso e più la gente ti acclama con uno statista intellettuale. E ti vota. È capitato in Italia ma anche negli altri paesi europei. Prendete i geni olandesi: facendo sponda con gli oltranzisti tedeschi, hanno bloccato per ora qualsiasi strumento che possa rendere solidale lo sforzo per combattere il maledetto coronavirus. «Tanto qui il Covid-19 non c’è», avranno probabilmente pensato olandesi e tedeschi. «È un problema di Italia, Spagna, al limite Francia». Sono passati una decina di giorni e adesso – sottolineo purtroppo – i morti a grappoli e i contagiati che aumentano vorticosamente day to day, li hanno anche loro.

Il virus, come era logico, non ha fatto distinzione di lingua, colore della pelle e confini. E chissà magari adesso si convinceranno che come dice il Papa nessuno si salva da solo, siamo tutti sulla stessa barca in un mare in tempesta. A proposito di Papa e religione cattolica: tra una settimana è Pasqua e sarà la Pasqua più strana dal dopoguerra ad oggi. Tutti rintanati in casa, senza poter riunirci con il resto dei familiari o andare a fare la classica gita al mare, in campagna o dovunque abbiamo le nostre seconde case. È difficile il solo pensiero. Ma dobbiamo riuscirci. Nessuna tentazione. Continuiamo a vederci sugli schermi dei nostri telefonini, brindiamo lontani fisicamente ma vicini con il cuore. E chi sa farlo, preghi. Preghi tanto per favore.

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