X
<
>

I rilievi effettuati la sera dell'omicidio Colalongo

2 minuti per la lettura

Tre arresti a Napoli per l’omicidio Colalongo commesso a Scisciano: la Dda individua mandanti ed esecutori del clan Luongo, in lotta per lo spaccio.


NAPOLI – Colpo al clan Luongo-Covone-Aloia. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito stamane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, ritenute responsabili dell’omicidio di Ottavio Colalongo, consumato il 17 dicembre 2025 a Scisciano. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, mette fine a mesi di indagini serrate su un delitto che aveva scosso l’hinterland napoletano poco prima delle festività natalizie.

NAPOLI, MANDANTI ED ESECUTORI: LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO CALALONGO

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, i tre indagati avrebbero ricoperto ruoli ben definiti nella pianificazione e nell’esecuzione del delitto. Le accuse a loro carico, a vario titolo, sono di omicidio volontario; detenzione e porto illegale di arma da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento emesso dal GIP del Tribunale partenopeo conferma il quadro indiziario raccolto dai militari: l’agguato non sarebbe stato un episodio isolato, ma un atto deliberato per agevolare il gruppo criminale dei Luongo-Covone-Aloia.

LA GUERRA PER LE PIAZZE DI SPACCIO

Il movente del delitto, secondo la DDA, è da ricercare nel controllo del business della droga. L’omicidio di Colalongo sarebbe stato lo strumento brutale per assicurare l’egemonia sulle piazze di spaccio del territorio, in aperta contrapposizione al gruppo rivale dei “Filippini”. La faida tra le due fazioni criminali aveva trasformato Scisciano in un terreno di scontro, culminato appunto nell’agguato mortale dello scorso dicembre. L’intervento odierno dei Carabinieri segna un punto fondamentale per il ripristino della legalità in un’area pesantemente condizionata dalla presenza dei clan. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa degli interrogatori di garanzia. Le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altri fiancheggiatori e per monitorare i nuovi equilibri criminali tra Castello di Cisterna e comuni limitrofi.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA