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Dà ragione alla Regione Campania il Tribunale amministrativo regionale, la sospensione delle lezioni in presenza fino al 14 marzo è legittima. Il Tar di Napoli con i decreti 401 e 402 ha respinto l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta da un gruppo di genitori e dal Codacons. Una decisione, motivata dalla campagna vaccinale del personale scolastico ma anche dalla preoccupazione per la diffusione della variante inglese del covid19.

Il Tar chiarisce che “l’istanza di misure cautelari monocratiche appare riferita a un quadro giuridico e fattuale databile al mese di gennaio 2021, mentre l’ordinanza regionale n. 6 del 27 febbraio 2021 risulta esplicitamente adottata alla luce di un quadro epidemico (quanto meno) in corso di mutazione”. Il riferimento è a un quadro epidemico caratterizzato dalla diffusione delle cosiddette varianti del virus Covid19, connotate da maggiore diffusività nella popolazione anche più giovanile e che su tale circostanza risultano incentrate le valutazioni della Unità di crisi regionale.

Appare dunque rispettato il principio di cautela nel bilanciamento di due interessi (salute e istruzione) di rango costituzionale. Ma è l’avv. Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons, a chiarire che “il Tar Campania ha respinto non i ricorsi, ma le istanze di misure provvisorie e urgenti anteriori alla causa ex art.61 Cpa del Codacons e dei genitori di figli che frequentano tutti I livelli scolastici dal nido alle superiori. Tale sospensione non pregiudica il ricorso che sarà proposto nei termini con misura cautelare.

Non verranno tollerati – aggiunge Marchetti – comunicati che riportano notizie inesatte da parte di chiunque, volte a screditare l’operato del Codacons, che sta affiancando le famiglie in questa eccezionale situazione emergenziale”. Resta, però, la questione di carattere formale che potrebbe spingere il presidente De Luca ad emanare una nuova ordinanza. Fino almeno al 6 marzo, è in vigore il Dpcm del 14 gennaio, l’ultimo di Conte. Lo stesso decreto costato a De Luca la bocciatura del Tar, con due pronunce emesse fra il 20 e il 22 gennaio.

Il giudice aveva riaperto le scuole medie e superiori in Campania, rilevando il contrasto fra disposizioni regionali e statali. Da allora e fino a venerdì scorso, il governatore non era più intervenuto, in materia scolastica. Il secondo rebus è il contenuto del Dpcm in via di definizione. Finora se ne conoscono le bozze, inviate alle Regioni per le controdeduzioni. Secondo fonti della conferenza delle Regioni, rilanciate dalle agenzie, ci sarebbe il nulla osta.

Per la zona arancione, dove ora è la Campania, la bozza conferma la didattica in presenza per le primarie. Per le secondarie, di primo e secondo grado, è ribadita una percentuale fra il 50 e il 75% di lezioni in classe. E’, infine, l’assessore regionale Lucia Fortini a sottolineare come “Lo stop alla scuola era necessario per favorire il piano vaccinale dei docenti e per limitare l’espansione della variante inglese, che preoccupa. Credo che per il 14 marzo avremo una vasta popolazione di personale scolastico vaccinato e potremo riprendere gradualmente le lezioni in presenza, sempre guardando però l’indice di contagio a quei giorni.

Abbiamo numeri importanti – spiega Fortini – a stamattina ci sono 150.000 pre-adesoni del personale scolastico di cui 120.000 già trasformate in adesioni e 50.000 persone vaccinate. La campagna vaccinale sta procedendo spedita, mi dicono i docenti e il personale Ata che sembra di stare in Svizzera, vuol dire che le Asl stanno lavorando bene, i direttori generali si stanno impegnando, penso che per il 14 ce la faremo. A quel punto si farà anche un report sui contagi e ritengo che si possa ricominciare, sempre gradualmente”.

Intanto, nella giornata di ieri, anche in Irpinia in tanti hanno aderito alla protesta dei No Dad con due giornate di “disconnessione” dalla didattica a distanza, a quella di ieri si affiancherà la giornata del 5 marzo. Sabato 6 marzo manifestazione in piazza contro De Luca. “Ormai è conclamata evidenza scientifica che la didattica a distanza non solo non è scuola, ma ha effetti devastanti sull’apprendimento e sulla tenuta psichica dei nostri figli e delle nostre figlie. Se la Dad è il pretesto per dire che la scuola non ha chiuso né chiuderà mai, allora disconnettiamoci”.

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