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OperAI Records, la prima etichetta discografica dedicata alla musica generata dall’intelligenza artificiale

«La musica è finita, nessuno inventa niente e tutto si ricicla». Dieci anni fa lo gridava l’alternative metal band torinese Linea 77. Oggi quella provocazione non potrebbe essere più attuale. Basti pensare che da pochi giorni è nata OperAI Records, la prima etichetta discografica interamente dedicata alla musica generata tramite l’intelligenza artificiale. Tutte le opere del catalogo dell’etichetta sono generate con il supporto dell’intelligenza artificiale.

LA MUSICA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il logo di OperAI Records

Le biografie degli artisti e i testi sono generati con l’uso di ChatGPT, le copertine degli album sono create con DALL-E e le musiche sono composte con il supporto del programma musicale AIVA e utilizzando algoritmi di musica generativa creati con MAX/MSP.

Il progetto è curato dal compositore e sound designer calabrese Remo De Vico, dal fisico ed artista techno toscano Jacopo Solari con la consulenza scientifica di Carlo Lucibello, fisico dell’Università Bocconi di Milano.

Il primo artista lanciato da OperAI Recors, con il brano “I’m not real“, è Helmut Kartesius. Si tratta di «un visionario compositore e sound designer – si legge sul sito dell’etichetta discografica – il cui lavoro fonde perfettamente elementi di musica ambient, classica e sperimentale».

Helmut Kartesius

«Nato negli anni ’70, ha iniziato il suo viaggio musicale come pianista e si è subito innamorato delle possibilità di manipolazione del suono utilizzando nastri magnetici. Nel corso degli anni – prosegue la biografia generata dall’intelligenza artificiale – Kartesius ha sviluppato uno stile distinto che combinava melodie di pianoforte lussureggianti e rilassanti con i suoni strutturati di nastri manipolati. Nonostante il suo talento e il suo approccio unico, è rimasto relativamente sconosciuto per gran parte della sua carriera».

UNA BAND DI ROBOT E UN COMPOSITORE GIAPPONESE

In poche ore l’etichetta ha promosso altri due progetti artistici. Prima The Skizzonoid, una band composta da membri robot «che ha preso d’assalto il mondo della musica con l’uso innovativo della tecnologia». Poi Kawahara Yōsai, compositore e polistrumentista giapponese, esperto di bonsai e appassionato di calligrafia.


The Skizzonoid
Kawahara Yōsai

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