Adolfo Urso
2 minuti per la letturaVia libero al Dpcm sull’Automotive, dal governo in arrivo un miliardo e 300 milioni di euro a sostegno delle imprese della filiera, Urso: «Una grande spinta»
ROMA – Via libera al DPCM “Automotive”, che indirizza 1 miliardo e 343 milioni di euro al sostegno delle imprese della filiera. Obiettivo sono gli investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. Previsti anche incentivi mirati per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.
“Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica. Risorse specifiche per il settore, che si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0. Che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale”. Queste le prime affermazioni del ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso. Tesi sostenute d’intesa con il Mef e gli altri ministeri coinvolti, Mase e Mit.
“Al CdM abbiamo inoltre raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell’autotrasporto – aggiunge Urso -. Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto già destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l’importo complessivo”.
“L’obiettivo è sostenere la transizione, con uno sforzo aggiuntivo a beneficio di un settore che si trova ad affrontare la sfida più difficile. Rafforzando il ruolo dell’Italia nel cuore dell’industria europea dell’auto, mentre siamo impegnati in UE a guidare il ‘fronte delle riforme’, con la revisione del Regolamento CO2 sulle auto e con l’Industrial Accelerator Act, che introduce finalmente il principio del Made in Europe”, sottolinea il ministro.
In particolare, con questo DPCM, oltre il 70% delle risorse sarà destinato ad Accordi per l’innovazione. Rivolti a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo, nuovo strumento più compatibile con gli investimenti delle PMI dell’automotive. “Un piano strutturale – aggiunge Urso – che avrà l’obiettivo di sostenere la trasformazione della filiera. Dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie più avanzate per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri”. “È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio. Sostando l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale”, conclude il ministro.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA