X
<
>

Tempo di lettura 4 Minuti

POTENZA – Per contrastare il fenomeno del riciclaggio di proventi illeciti, è necessaria la «costituzione di un Tribunale internazionale che sanzioni con misure severe, fino anche all’embargo, i cosiddetti paradisi fiscali, dei muri di gomma contro i quali si scontra chiunque prova a fare delle indagini»: lo ha detto il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, parlando al teatro “Stabile” durante un convegno organizzato dalla Banca d’Italia.


Al dibattito, dal titolo «Prevenzione e repressione del riciclaggio di proventi illeciti: dalla fase pandemica a quella della ripresa economica», hanno partecipato anche il direttore della filiale di Potenza della Banca d’Italia, Maurizio Mincuzzi, il direttore della Direzione investigativa antimafia, Maurizio Vallone, il capo del servizio rapporti istituzionali di vigilanza della Banca d’Italia, Roberto Cerone, il comandante del nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza, generale Vito Giordano, e il capo della divisione operazioni sospette dell’unità di informazione finanziaria, Flavio Ferlanti.
«Se ci saranno gli aumenti di organico richiesti, prossimamente metteremo all’ordine del giorno la valutazione sull’istituzione della Dia anche in Basilicata» ha detto Vallone, aggiungendo che «sono molti i procuratori che chiedono uffici Dia nella loro circoscrizione, ci sono molte realtà che richiedono uguale attenzione. In questo momento – ha concluso Vallone – stiamo potenziando strutture come Catanzaro, Bologna e Brescia».


Per Curcio «il core business delle organizzazioni criminali è il riciclaggio in materia di narcotraffico che – ha spiegato il capo della Procura potentina – è un mercato che a livello globale si rivolge a 260 milioni di soggetti, con un fatturato di 560 miliardi di euro, con una stima potenziale in Italia di circa 30 miliardi euro all’anno». Gli sforzi fatti con i sequestri, che in Italia sono dieci volte superiori a quelli fatti nel resto di Europa, fanno «il solletico» alle grandi organizzazioni, ha aggiunto. «La droga sequestrata – ha continuato Curcio – viene rimpiazzata in poco tempo, ma se si sequestra liquidità – ha concluso – le organizzazioni non possono stampare moneta».


Per Vallone, «tutti i comparti sono interessati dal riciclaggio di proventi illeciti ma in particolare – ha sottolineato – segnalerei quello sanitario perché in questo momento gran parte della spesa, va in quella direzione. Il sistema che abbiamo delineato – ha aggiunto – si basa sui quattro cardini con Banca d’Italia, Dia e Guardia di Finanza come organi investigativi e la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo come propulsore e delle attività di antiriciclaggio», ha concluso il direttore della Dia.


«Il covid – ha evidenziato Cerone – ha aumentato il rischio di interferenza della criminalità sul tessuto economico e finanziario. Questa esperienza ha fatto sì che aumentasse il livello di attenzione delle istituzioni al fenomeno. Questa crescita è tanto più utile quanto è rischioso il futuro, visto che siamo entrando nell’era del Pnrr. La tecnologia – ha concluso Cerone – è una delle leve da utilizzare per prevenire e contrastare questi fenomeni».

Secondo il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, «servono azioni concrete di contrasto alla illegalità perché allo stato attuale è sempre più spesso l’economia illegale a determinare le azioni e non la politica. Il traffico di droga – continua Summa – è il settore in cui maggiormente agiscono le forze criminali, in primis la ’ndrangheta, ormai radicata nella nostra regione sia nella provincia di Potenza che di Matera.

Per contrastare il narcotraffico, fenomeno più pervasivo delle attività criminali, non bastano le attività tradizionali. La lucida analisi del procuratore generale di Potenza, Francesco Curcio sulla prevenzione del riciclaggio, richiederebbe una forte azione di tutte le forze democratiche e politiche – aggiunge Summa – per rimettere al centro del dibattito politico nazionale e regionale tutte le misure straordinarie da adottare per affrontare un fenomeno di tale portata che condiziona la nostra economia, la libertà e la democrazia. Serve un grande investimento nel personale per poter avviare un vero contrasto alla criminalità – conclude Summa – che è un fenomeno mondiale da cui anche la nostra regione è ormai profondamente attraversata. Altro che narrazione di Basilicata felice, la politica deve assumersi la responsabilità, non può essere la ruota di scorta dell’economia».


«L’invito del procuratore anti-mafia Curcio a tenere alta l’attenzione sul rischio di infiltrazione della criminalità comune nei traffici di droga e attività illecite insieme ai pericoli della criminalità economica specie in questa fase di avvio degli interventi del Pnrr e le indicazioni venute oggi dall’incontro voluto dalla Banca di Italia sul rapporto dell’economia lucana, per il mondo del lavoro, rafforzano l’impegno fondamentale a vincolare e vigilare sulle risorse del Pnrr destinate agli aumenti occupazionali, alla sicurezza, al rispetto dei contratti, alla legalità», aggiunge Vincenzo Tortorelli, segretario generale Uil Basilicata, ricordando che «anche il nostro segretario Pierpaolo Bombardieri intervenuto in occasione del 70ennale della Feneal a Potenza: nel comparto delle costruzioni e degli appalti pubblici si annidano i pericoli maggiori perché più forti sono gli interessi economici».

Per Tortorelli bisogna «spendere i fondi, tutti e bene, in maniera efficace e trasparente, affrontando le criticità della nostra regione sul versante industriale (penso in particolare a Stellantis e alle numerose vertenze in piedi), ecco perché serve l’azione concertata nella governance del Pnrr, governance a livello nazionale e regionale. Questo è il classico treno da non perdere».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA