Sergio Mattarella con il cast di Sanremo 2026 (foto ufficio stampa Quirinale)
3 minuti per la letturaPer la prima volta nella storia il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra il cast del Festival si Sanremo 2026 al Quirinale. E Conti annuncia un omaggio agli 80 anni della Repubblica sul palco dell’Ariston
Dal ricordo in bianco e nero della radio al presente iperconnesso, il Festival di Sanremo continua a raccontare l’Italia. Lo ha fatto anche al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto i protagonisti della 76ª edizione della kermesse, accompagnati dal conduttore e direttore artistico Carlo Conti e dalla co-conduttrice Laura Pausini. Presente anche l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi.
Nel suo intervento, Mattarella ha scelto il registro della memoria personale: «Pensavo alla prima edizione di Sanremo, il Festival è molto cambiato da allora. Avevo dieci anni e lo ricordo molto bene». Un viaggio nel tempo che passa attraverso la voce “inconfondibile e trascinante” di Nunzio Filogamo, quando il Festival viveva solo alla radio e il pubblico immaginava i volti dei protagonisti. Un’epoca lontana, ma con un elemento rimasto intatto: il coinvolgimento popolare. «È rimasto costante – ha sottolineato il Capo dello Stato – grazie alla Rai che ha accompagnato anno per anno il Festival nelle case degli italiani».
LA MUSICA LEGGERA E POP PARTIMONIO CULTURALE ITALIANO
Oggi Sanremo è seguito da oltre 20 milioni di spettatori a sera. Ma, per Mattarella, la forza della manifestazione va oltre gli ascolti: «La musica leggera e pop fanno parte del patrimonio culturale italiano». Un concetto ribadito con un paragone efficace: cultura, sport e musica come dimensioni diverse ma unite dallo stesso filo. «Non ci sono differenze – ha spiegato – e il Festival, nel momento in cui coinvolge i giovani, rientra pienamente nell’ambito culturale del nostro Paese».
Centrale anche il valore economico e sociale della musica: «L’attività discografica italiana è fiorente e rappresenta un settore significativo della nostra economia. Il Festival ha un’importanza che travalica l’apparenza».
A suggellare l’incontro, i cantanti in gara hanno intonato la prima strofa di “Azzurro”, celere brano di Adriano Celentano del 1968 e tra i simboli della canzone italiana. Mattarella ha sorriso e scherzato: «Ricordavo le parole, ma non mi sono associato: dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare il coro degli altri».
DAL PALCO DELL’ARISTON UN OMAGGIO AGLI 80 ANNI DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Per l’occasione Carlo Conti ha annunciato un Festival dal forte valore simbolico: «Sanremo compie 76 anni, è un pochino più giovane della nostra Repubblica che quest’anno ne compie 80». Un anniversario che verrà celebrato sul palco dell’Ariston con una storia esemplare: una donna di 106 anni che il 2 giugno 1946 votò per la prima volta, a testimonianza della libertà conquistata.
«Sanremo sono un po’ le Olimpiadi della canzone italiana», ha aggiunto Conti. I cantanti come atleti, pronti a scendere in pista con mondi musicali diversi, in un’edizione che promette varietà e una musica italiana «sempre più giovane e seguita». Un evento capace di riunire le famiglie, di far discutere, entusiasmare e persino “sparlare”, perché – come ha ricordato il direttore artistico – «questa è la grande forza del Festival».
Infine, una dedica carica di affetto e riconoscenza: «Questo Festival è interamente dedicato a Pippo Baudo, perché è il primo anno senza di lui. È Baudo che ha creato il Festival così come lo viviamo oggi». Un passaggio di testimone ideale, tra memoria e futuro, nel segno di una manifestazione che continua a essere specchio dell’Italia.
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