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Universitari dell'Unical al Fondo Rustico Lamberti in località Chiaiano. Bene confiscato alla camorra

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CREDERE, sperare, reagire e agire. Con la messa in pratica di quattro verbi la rivoluzione sociale e culturale non può e non deve restare una mera utopia.

Tutto è possibile, persino in una delle periferie simbolo di violenza e sopraffazione malavitosa come il quartiere Scampia di Napoli. Un rione ad alto rischio, un non-luogo che vede la luce dopo decenni di buio totale, dove il riscatto era soltanto un sogno da dimenticare.

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Un ponte della speranza e del “fare” unisce oggi Campania e Calabria trovando la sua sintesi in un progetto scientifico e pedagogico nato dalla sinergia tra R-Esistenza Anticamorra Scampia, coordinata da Ciro Corona, e Pedagogia della R-Esistenza dell’Unical, guidata dal professor Giancarlo Costabile. (LEGGI IL RACCONTO DI CIRO CORONA)

Le Vele di Scampia, scenario nella realtà e nella finzione televisiva di Gomorra, di sanguinose faide di camorra, presto saranno un lontano ricordo. I primi residenti sono stati trasferiti in nuovi e accoglienti alloggi il 10 novembre scorso dopo una delibera della giunta comunale di Luigi de Magistris. Il risveglio sociale e culturale tanto sognato sta diventando realtà. Grazie al lavoro di tanti che alla spettacolarizzazione preferiscono l’azione concreta e quotidiana. Grazie alla creazione di lavoro e di alternative alla strada, alla riappropriazione di spazi pubblici e alla gestione di beni sottratti dallo Stato alla camorra.

LEGGI L’INTERVENTO DEL SINDACO DI NAPOLI LUIGI DE MAGISTRIS

“Quell’inferno non c’è più” ha tenuto a sottolineare lo scrittore Pino Aprile. (LEGGI L’INTERVISTA A PINO APRILE) E se tutto ciò è stato possibile in una terra come Scampia vuol dire che tante realtà, tante altre periferie di questo martoriato e dimenticato Meridione, possono affermare una nuova egemonia culturale. Un nuovo modo di vedere e affrontare la realtà. Da oggi sul Quotidiano parte il viaggio nelle zone a rischio del Sud, dove i protagonisti dei percorsi del cambiamento ripercorrono le tappe del riscatto sociale e raccontano le storie positive di chi ce l’ha fatta. Perché chi nasce in queste realtà non può avere un destino e una vita già segnata

LEGGI L’INTERVENTO DI GIANCARLO COSTABILE

La prossima tappa dei Quaderni del Sud è un nuovo racconto di liberazione meridionale dopo quello di Scampia a Napoli. Parleremo dell’esperienza della Cooperativa “Valle del Marro”, nata nella Piana di Gioia Tauro dal coraggio civile e dal magistero pedagogico del sacerdote don Pino Demasi, figura storica dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti. Racconteremo la storia decennale di un gruppo di giovani che si è ribellato al potere della ’ndrangheta, scegliendo di diventare Stato attraverso il lavoro regolare e la cittadinanza attiva.

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