Nicola Gratteri nel 2009 ospite a Rossano del Cafè Philosophique organizzato da Otto Torri
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 LA VITA BLINDATA DI NICOLA GRATTERI
- 2 WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA DAL 20 MAGGIO SU DISNEY +
- 3 NON È UNA SERIE, È UN DOCUMENTO
- 4 WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA, GRATTERI E RINASCITA SCOTT
- 5 NON È UNA STORIA CALABRESE, È UNA STORIA DEL MONDO
- 6 COSA ASPETTARSI DA WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA
- 7 NICOLA GRATTERI, UNA FIGURA CHE DIVIDE
Dal 20 maggio su Disney+ (e su Hulu negli USA), “World Wide Mafia, ‘Ndrangheta”, la docuserie in quattro episodi che racconta la ‘ndrangheta attraverso gli occhi di Nicola Gratteri, il magistrato calabrese sotto scorta da trentacinque anni. Un documento raro, girato con accesso diretto alle indagini
Nicola Gratteri non cammina mai da solo. Non lo fa da più di trent’anni. C’è una scena che ho negli occhi, ancora oggi, era il 2009, febbraio, Gratteri, all’epoca procuratore aggiunto al tribunale di Reggio Calabria, era tra gli invitati ad una edizione di uno dei Cafè Philosophique organizzati a Rossano (CS) dall’associazione Otto Torri. In sala, poco prima dell’inizio dell’incontro entrano due ragazzi, in borghese, controllano la sala, chiedono dove si siederà il procuratore, annuiscono. Escono. Rientrano poco dopo con Gratteri. Lui sta in mezzo a questi due ragazzi, sono giovani. Sono la scorta. Non ne avevo mai vista una prima. Quando lo avevamo invitato aveva accettato con piacere, ma ricordo disse: «Segnate Gratteri più due, non viaggio da solo». Come alle feste, o ai matrimoni, più due.
LA VITA BLINDATA DI NICOLA GRATTERI
Gratteri vive sotto scorta dal dal 1989, quando una notte hanno sparato a casa dell’allora fidanzata – poi diventata sua moglie – e l’hanno poi chiamata «dicendole che stava sposando un uomo morto», come ci ricorda Marco Vitaloni in un recente articolo. Ha la scorta, Gratteri, ha i carabinieri, ha un perimetro di sicurezza che lo segue ovunque, anche quando va a comprare il pane, anche quando esce di casa la mattina presto nella sua Catanzaro. O ora a Napoli, dove è Procuratore della Repubblica. A maggior ragione a Napoli.
WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA DAL 20 MAGGIO SU DISNEY +
È una vita blindata, quella del magistrato calabrese, e “World Wide Mafia, ‘Ndrangheta” comincia esattamente da qui, da questo uomo che ha scelto di resistere. Dal 20 maggio la docuserie originale in quattro episodi arriva in esclusiva su Disney+ in Italia e a livello internazionale, e su Hulu negli Stati Uniti. L’ha realizzata Disney+ insieme a Ibc Movie e Sunset Presse, in associazione con Borough Productions. L’hanno scritta Jacques Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto e François Chayé; la regia è di Charmelot e Chayé. Non è fiction. Non è una serie con attori che recitano i cattivi con l’accento del Sud. È qualcosa di più scomodo: un documento.
NON È UNA SERIE, È UN DOCUMENTO
La cosa difficile da credere, guardandola, è che abbiano avuto davvero accesso a quello che mostrano. Indagini in corso. Testimoni che parlano in camera, senza filtri. Gli stessi protagonisti delle operazioni antimafia che raccontano, dall’interno, come funziona la macchina. È un tipo di disponibilità che la ‘ndrangheta non ha mai avuto interesse a rendere visibile, e che lo Stato italiano concede con il contagocce.
WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA, GRATTERI E RINASCITA SCOTT
Gratteri, all’epoca Procuratore della Repubblica di Catanzaro, è il filo che tiene insieme tutto. Nel 2019 ha coordinato l’operazione “Rinascita Scott”: servizi segreti, carabinieri, unità militari, forze speciali, tutto attivato insieme. Il risultato è stato un maxiprocesso con oltre 400 imputati, una delle operazioni antimafia più grandi della storia recente. La serie lo segue in quegli anni, nel lavoro quotidiano, nelle udienze, nelle stanze dove si decidono cose che poi cambiano la vita di centinaia di persone.
NON È UNA STORIA CALABRESE, È UNA STORIA DEL MONDO
Il titolo dice tutto: “World Wide Mafia”. La ‘ndrangheta non è più, da tempo, un problema di Reggio Calabria o di Vibo Valentia. Ha filiali in Germania, in Canada, in Australia, in Colombia. Muove cocaina, muove denaro, si è infiltrata nei porti europei e nelle economie legali di mezzo continente. È questa la scala del racconto, e il merito della serie è di non fermarsi alla cronaca locale, di aprire la camera e mostrare qualcosa che l’opinione pubblica internazionale fatica ancora a capire: che la criminalità organizzata calabrese è probabilmente la più potente del mondo, e che la maggior parte delle persone non lo sa.
Tra le voci che compaiono ci sono pentiti, magistrati, vittime. Persone che hanno scelto di parlare sapendo cosa rischiavano. Non è retorica: qualcuno di loro ha davvero pagato per quella scelta, e la serie non lo nasconde.
COSA ASPETTARSI DA WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA
Non è una serie facile da guardare nel senso dello spettacolo. Niente ci sono inseguimenti. Non c’è la colonna sonora che sale nei momenti drammatici per dirti come devi sentirti. C’è il reale, con tutta la sua lentezza e il suo peso. Parla di un uomo che riceve minacce di morte e continua ad andare al lavoro. Di una terra, la Calabria, che porta sulle spalle una reputazione costruita da chi l’ha sfruttata, e che in questa serie trova anche un’altra faccia: quella di chi ha deciso di non andarsene e di combattere da dentro.
NICOLA GRATTERI, UNA FIGURA CHE DIVIDE
Gratteri divide le persone, in Italia. C’è chi lo considera un simbolo, chi ha riserve sul metodo, chi discute le sentenze. La serie non risolve questo dibattito, e forse fa bene a non provarci. Quello che fa è mostrare una scelta di vita, una coerenza tenuta nel tempo a un costo che pochi sarebbero disposti a pagare.
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